"Bauli in Piazza": a Roma il 17 aprile protestano i professionisti degli eventi
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“Bauli in Piazza”: a Roma il 17 aprile protestano i professionisti degli eventi

bauli in piazza
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Scritto da Angela

Tornano i “Bauli in Piazza”, questa volta a Roma, il 17 aprile. Si tratta della protesta dei lavoratori dello spettacolo e degli eventi, che sono fra le categorie più duramente colpite dalle chiusure e dalle limitazioni messe in atto per contenere la pandemia di Covid-19. I bauli sono proprio il simbolo di chi sta “dietro le quinte”, di chi fa in modo che uno show, un evento o una manifestazione si svolga senza intoppi, intrattenendo o informando il pubblico, supportando le aziende e creando esperienze di valore. Un intero settore, insomma, che da oltre un anno non può svolgere il proprio lavoro e non riceve un supporto tale da permettere ai professionisti che vi operano e alle loro famiglie di navigare dignitosamente questa crisi.

I Bauli in Piazza da Milano a Roma

La prima manifestazione dei Bauli in Piazza si è svolta a ottobre a Milano, per l’appunto con lo schieramento di 500 bauli davanti al Duomo, in segno di protesta contro la condizione dell’intero settore dello spettacolo e degli eventi. La manifestazione di sabato 17 aprile si terrà invece a Roma, in Piazza del Popolo. Organizzatori di eventi e di concerti, di conferenze e di fiere, operatori del teatro e della musica dal vivo: sono moltissime le categorie professionali che si ritroveranno in piazza per manifestare il proprio scontento, sempre nel rigido rispetto delle misure anti-Covid. “Il gioco a rimpiattino dei vari governi e del ministro Franceschini nei confronti della nostra categoria ha la grave responsabilità di portare le persone alla disperazione e quindi alla rabbia” ha dichiarato all’agenzia ANSA il direttivo del movimento che ha organizzato la manifestazione.

Cosa chiedono i manifestanti

Chi aderisce alla manifestazione è pienamente consapevole della necessità di misure restrittive pere limitare il contagio, ma chiede supporto per garantire la sussistenza. Fra i lavoratori dello spettacolo, moltissimi sono discontinui o partite iva, con pochissime sicurezze in caso di mancati introiti. Per questo i manifestanti chiedono l’istituzione di un fondo che garantisca un sussidio mensile a chi, impiegato in questo settore, non gode di tutele che permettano di far fronte alle necessità quotidiane nei periodi in cui non si lavora. Quello che si richiede, insomma, è la continuità di reddito per il 2021. Inoltre i professionisti degli eventi e dello spettacolo chiedono a gran voce un tavolo interministeriale che parli seriamente di ripartenza e riaperture, offrendo soluzioni pratiche, come si è iniziato a fare in altri paesi.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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