I team building che aumentano la collaborazione - Il blog di Smart Eventi
Team Building

I team building che aumentano la collaborazione

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Scritto da Angela

Team building: ne abbiamo parlato ormai moltissime volte, si può dire che sia uno dei nostri argomenti preferiti. Indispensabile per migliorare le dinamiche di gruppo, efficace nel rendere i team più produttivi e i singoli membri più appagati e soddisfatti sul lavoro, il team building è uno di quegli strumenti professionali che sono utili a tutti, ma che pochi sanno davvero utilizzare al meglio. Molti esitano a sperimentare in questa direzione, perché temono che le personalità presenti all’interno del loro team non riusciranno a gestire questa esperienza in armonia. E tuttavia, come possiamo pensare che due personalità siano troppo incompatibili per svolgere un’attività di team building, e poi aspettarci che lavorino davvero bene insieme? Dietro questi dubbi, spesso, c’è proprio l’esperienza di attriti e incomprensioni sul posto di lavoro, ovvero esattamente il tipo di situazione che richiede un lavoro specifico sulla comunicazione interna, al fine di aumentare la collaborazione.

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Per chi si prende troppo sul serio…

In molti uffici, l’idea del team building è vista con un senso di potenziale imbarazzo. Spesso, quando si ha la tendenza a prendersi molto sul serio, non si riesce a immaginarsi di andare a fare un giro in quad con i propri colleghi e sporcarsi di fango, oppure di costruire insieme una barca di cartone con la quale attraversare una piscina. In questo caso, prima di accostarsi a un’attività di team building, ci si può prendere una giornata di tempo per parlare delle aspettative che si hanno circa questa esperienza. Basterà organizzare una riunione e chiedere a ognuno di scrivere su un foglietto di carta quelli che secondo lui/lei dovrebbero essere gli obiettivi di un buon team building: quali dinamiche vanno migliorate? Quali problemi vanno risolti? Il contenuto dei bigliettini verrà poi trascritto su una lavagna e ogni punto verrà discusso, senza che se ne conosca l’autore. Lo scopo è discutere delle singole idee, indipendentemente dalle persone. Il fine è trovare un’attività di team building che possa risultare efficace per tutto il gruppo. Il “trucco” consiste nel fatto che questa attività di pre-team building è già di per sé una forma di team building.

quad team building

Lavorare per gli altri

A volte capita di scontrarsi con colleghi o dipendenti che proprio non riescono a far pace con l’idea del team building. Il fatto stesso di dedicare una giornata non al lavoro, ma a un’attività che si focalizza sull’elemento umano, ad alcuni sembra uno spreco di tempo, sembra “inutile”. Ebbene, in questo caso la risposta è un progetto di team building dalle finalità sociali: essere utili agli altri è un’esperienza che arricchisce anche i più cinici fanatici del cartellino. Uno dei progetti più belli che ci sia capitato di seguire, in questo senso, è stato quello con Legambiente per la bonifica di Parco Trotter a Milano. Restituire lo spazio alla cittadinanza e soprattutto ai più piccoli ha permesso ai partecipanti di unirsi nel nome di una causa nobile, ma anche di passare una giornata all’aria aperta, lavorando in armonia e imparando a coordinarsi in modi completamente nuovi. Le opzioni per chi voglia intraprendere questa strada non mancano: si va dalla bonifica degli spazi verdi alle competizioni sportive finanziate per donare i proventi ai bisognosi, dall’organizzazione di workshop di formazione professionale per chi ha bisogno di reinserirsi nella società alla collaborazione con le tante mense che nutrono chi ne ha bisogno nel nostro paese.

Puntare sul piacere

Secondo un vecchio detto, “il miele lega più delle catene”. Per questo può capitare che quegli stessi dipendenti o colleghi che non vogliono saperne di impegnarsi in un team building in condizioni normali, cambino idea se l’esperienza è inserita all’interno di un viaggio incentive. In questo caso le attività preferite sono senza dubbio quelle sportive o quelle orientate all’esplorazione. Un percorso di orienteering o una caccia al tesoro diversa dal solito – per esempio da svolgere in auto d’epoca – possono essere percepite come un’esperienza insolita, che fa parte del viaggio, piuttosto che come un’imposizione. Inoltre condividere un’esperienza di viaggio ha sempre un effetto sulle dinamiche interne di un gruppo: per fare sì che quest’influenza sia positiva, è bene programmare le attività in modo da alimentare le interazioni positive e scoraggiare i conflitti.

Conclusioni

Crescere e migliorare come gruppo ci sono molti modi, ma lo scopo di queste attività è sempre lo stesso: modificare l’attitudine del team in senso positivo, unendo tutto il gruppo intorno agli stessi obiettivi e fornendo la giusta motivazione per perseguirli.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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