Lone Design Club - intervista ad Anarela - Il blog di Smart Eventi
Interviste

Lone Design Club – intervista ad Anarela

Avatar
Scritto da Angela

Un concept store esperienziale e pieno di eventi, 15 brand indipendenti con le preview delle proprie collezioni e uniti per una moda sempre più etico-sostenibile e che dice no al fast-fashion: questo e molto altro si trova nel temporary store di Lone Design Club nel cuore del quartiere Brera a Milano. Curiosi e appassionati del mondo del fashion milanese hanno avuto l’opportunità di conoscere, durante tutto il mese di Settembre, i designer dei brand che, pronti a raccontare le storie dietro le proprie collezioni, hanno intrattenuto gli ospiti con esperienze ricreative e momenti dedicati al networking. Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare tre di questi talentuosi fashion designer: Ana Gomez Lopez, del brand dei kimono-opera d’arte Anarela, Bernice B.N. Pan, del brand eco-sostenibile Deploy London e Victoria Hope Lyseggen del brand dagli accessori multi-tasking Hope Neon. Di seguito riportiamo la nostra chiacchierata con Ana Gomez Lopez, del brand Anarela.

Anarela è un marchio di moda indipendente che stampa su kimono di pura seta delle fantasie raffiguranti icone dallo stile barocco unite ad un universo di fiori, creature eteree e angeli. Per questo motivo il brand si identifica con il motto “Wearable Art”. Ana, a cosa ti ispiri quando realizzi la tua “arte indossabile”?

Diciamo che non mi ispiro a niente in concreto e mi ispiro a tutto nello stesso tempo. Per me qualunque cosa può essere una fonte di ispirazione! Lavoro molto sull’inconscio e spesso mi trovo a farmi la vostra stessa domanda! Libri, film, persone, pubblicità, un colore, una melodia, un sentimento …tutto assieme perché no?

lone design club intervista anarela brand

Hai bisogno di organizzare un evento per presentare il tuo brand? Contattaci!

Quale è stata la spinta che ti ha fatto aderire ad un progetto come quello del temporary shop di LONE DESIGN CLUB nel quartiere di Brera a Milano?

La spinta è stato semplicemente il desiderio di cogliere l’opportunità di unirmi alla sua comunità di designer indipendenti e incontrare persone del mio stesso settore, che si trovano in una situazione molto simile alla mia. È da lì che nascono idee, contatti, collaborazioni. Lone Design Club ti dà la possibilità di testare il tuo prodotto con clienti reali: raccolgo molti feedback dai clienti e questo mi aiuta a migliorare il mio prodotto e ad adattarlo alle esigenze dei miei potenziali acquirenti. Inoltre, LDC crea un’esperienza di vendita fuori dal comune, un’esperienza a 360º gradi in cui, attraverso talk, eventi e workshop, consente alle persone di immergersi in un’esperienza di vendita al dettaglio unica, e una volta finito il pop-up store hai la possibilità di continuare a vendere il tuo prodotto attraverso l’e-commerce!

Tanti fashion designers insieme all’interno dello stesso store. Quali sono stati i lati positivi di questa esperienza?

Come dicevo prima, i lati positivi sono il fatto di poter condividere con loro le tue esperienze, ascoltare le storie e imparare da queste. Ci sono scambi di idee, ci sono pure scambi di contatti e informazioni molto utili, e alla fine del percorso scopri di avere fatto, al di là di una bellissima esperienza all’ interno del pop up, delle amicizie con persone meravigliose.

lone design club intervista anarela

Il concetto di fast fashion è ormai out? Credi nella continua ricerca dell’eco -sostenibilità nel settore moda?

Assolutamente si. Credo che il futuro vada verso quella direzione: le nuove generazioni sono molto più consapevoli e credo che abbiano una sensibilità maggiore riguardo questo argomento. Il cambiamento è già iniziato, le grandi aziende e i marchi piano piano si stanno unendo al movimento. C’è una maggior coscienza sociale in generale. Il Fast Fashion è sinonimo di consumismo puro e di non prestare attenzione ai materiali, ai dettagli e all’impatto che queste produzioni hanno sul nostro ambiente. Credo che il compromesso stia nel comprare meno e meglio, puntando sull’ eco-sostenibilità e per un futuro migliore.

Incontrare i clienti in store. Quali sono stati gli aspetti positivi e/o negativi che ti hanno fatto riflettere?

Incontrare i clienti nello store è l’aspetto più positivo di tutti: il cliente è il consumatore finale del tuo prodotto, l’ultimo anello della catena. Ho avuto l’opportunità di raccogliere costantemente dei feedback da parte loro, ho informazioni riguardo la mia collezione che non avevo prima e ne farò tesoro. Poi è molto interessante vedere come a seconda della provenienza, i clienti scelgano capi di stili, colore e forma differenti. Molte volte ti sorprendi vedendo che il capo che pensavi avresti venduto meno è stato il più venduto e viceversa!

lone design club intervista

Eventi ed attività in store: quali credi siano stati i più efficaci per i clienti in questo progetto nel nostro temporary store in Brera?

Le attività più efficaci sono state quelle che fanno riferimento all’incontro tra clienti e designer dietro al marchio al quale sono interessati: sono i proprio i designers che spiegano e trasmettono le emozioni, i dettagli e tutte le particolarità dei loro prodotti. Questa è una cosa che di solito non capita se vai a comprarti un capo in qualche negozio tradizionale. Dare la possibilità al consumatore di conoscere il creatore é una cosa davvero fantastica!

lone design club

L’aiuto di Smart Eventi nella ricerca di questo spazio vi è stato utile per orientarvi per la scelta della giusta location durante la Fashion Week?

Smart Eventi si è messa subito a disposizione ed è stato molto utile il suo aiuto in tutte le fasi di questa esperienza. Ci ha consigliato, guidato e monitorato durante tutta la durata del pop up store.

Contattaci per organizzare il tuo prossimo evento fashion a Milano

Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Avatar

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento

Ho letto e compreso l’informativa privacy e do il consenso al trattamento dei tuoi dati per la finalità promozionale punto 2) dell’informativa