Viaggi aerei sostenibili: è davvero possibile? - Il blog di Smart Eventi
Green e Sostenibilità

Viaggi aerei sostenibili: è davvero possibile?

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Scritto da Angela

Quando si parla di viaggi e trasporti c’è un tema che in molti non vogliono affrontare: quello dell’impatto dell’aviazione sull’ambiente. I viaggi aerei facilmente disponibili e a basso costo hanno cambiato la nostra vita, il modo di lavorare (per esempio nella facilità di offrire viaggi incentive), di intessere relazioni. Non è facile ammettere che, come società e come specie, non possiamo più permetterci di utilizzare questo mezzo di trasporto con leggerezza, pensando solo al costo del biglietto. L’aviazione ha un impatto devastante sul pianeta ed è responsabile dell’immissione nell’atmosfera di milioni di tonnellate di CO2 ogni anno e contribuisce per il 3.5% al riscaldamento globale (dati del Centro Aerospaziale Tedesco). È possibile ridurre questo impatto e rendere i viaggi aerei sostenibili? In teoria sì, ma la ricerca ha ancora molta strada da fare.

I vettori vogliono rendere i viaggi aerei sostenibili, ma le alternative scarseggiano

Molte compagnie aeree, in vista delle limitazioni che alcuni Paesi prevedono di porre sulle emissioni, stanno investendo in ricerca e pianificando di dimezzare le emissioni entro il 2030, per arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. A differenza della mobilità su strada, però, l’aviazione è ancora fortemente dipendente dai combustibili tradizionali e non perché non esistano tecnologie per produrne di climaticamente neutrali, ma perché la quantità di carburanti “verdi” attualmente prodotta non è neppure lontanamente sufficiente a soddisfare la domanda dell’intera industria e, di conseguenza, non è nemmeno competitiva in termini di costi.

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Batterie e combustibili a impatto zero

In questo momento, la ricerca sulla propulsione sostenibile per i voli aerei si sta muovendo in diverse direzioni. Per i velivoli più piccoli, per esempio si sta pensando all’uso di apposite batterie, anche se queste sono ancora estremamente pesanti e costose e richiedono di ripensare il tipo di aerei ai quali andrebbero applicate. Per i mezzi di dimensioni più considerevoli si pensa a celle a combustibile per i voli a corto raggio e ai combustibili sintetici a impatto zero per quelli a lungo raggio. Di recente, per esempio, Lufthansa ha già iniziato ad alimentare alcuni aerei con biocombustibile prodotto riciclando rifiuti agricoli e oli da cucina e ha annunciato che, a partire dal 2022, inizierà a incorporare i propri voli un nuovo tipo di carburante “green”, prodotto con acqua, idrogeno verde e CO2 assorbita dall’aria o dallo scarto di lavorazione dei biogas.

Investire in piena crisi

Che cosa manca da questa equazione piena di buona volontà? Ovviamente gli investimenti. È davvero pensabile investire in questo tipo di innovazione nel bel mezzo della più grande crisi che l’industria dell’aviazione abbia mai conosciuto? Più che decidere se sia pensabile o no, occorre però chiedersi se, a livello globale, possiamo permetterci di non farlo. Al momento abbiamo tre opzioni: sforzarci di rendere i viaggi aerei sostenibili investendo in ricerca, rinunciare a tutti i viaggi aerei non indispensabili, distruggendo così l’intera industria, oppure continuare a fare finta di nulla e arrivare al punto di non ritorno del cambiamento climatico, mettendo a rischio la nostra stessa sopravvivenza sul pianeta.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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