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3 vantaggi di sponsorizzare un evento virtuale

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Scritto da Angela

È ormai oltre un anno che parliamo di eventi virtuali e ibridi, esplorando tutte le possibili declinazioni di questo genere di eventi dal punto di vista degli organizzatori e dei partecipanti. C’è però una categoria della quale abbiamo parlato ancora poco e che può invece trarre enormi vantaggi dal coinvolgimento in questo genere di attività. Stiamo parlando degli sponsor, che sono la linfa vitale di moltissimi eventi. D’altra parte, per moltissimi brand, sponsorizzare un evento è il modo migliore di esporsi in modo efficace a un pubblico ben targettizzato e che ha maggiori possibilità di voler interagire con il marchio. Quali sono i vantaggi di sponsorizzare un evento virtuale? Vediamoli insieme.

Sponsorizzare un evento virtuale (o più di uno) costa meno che sponsorizzarne uno in presenza

Le aziende che sponsorizzano regolarmente eventi lo sanno: nessun banner e nessun gadget brandizzato potrà mai sostituire il valore dell’interazione umana. Uno stand di presentazione con addetti che possano parlare direttamente col pubblico è il fulcro del valore di questo genere di esperienza. Anche gli eventi virtuali possono offrire qualcosa di molto simile, con ampie possibilità di interazione. Come abbiamo detto più volte, però, gli eventi virtuali hanno costi più contenuti, per via del fatto che si risparmiano tutte le spese di logistica, trasporti, copertura di vitto e alloggio dello staff e affitto della location. Ne consegue che sponsorizzare un evento virtuale possa costare molto meno che non sponsorizzarne uno in presenza, per quanto il livello di interazione ed esposizione a livello di quantità di persone raggiunte sia assai simile a quello delle esperienze tradizionali. Inoltre lo sponsor, così come i partecipanti, non avrà bisogno di mobilitare lo stesso numero di risorse umane. Questo vuol dire che con lo stesso budget che si riservava alla sponsorship di un evento in presenza è possibile sponsorizzare più eventi virtuali. L’ovvia conseguenza? Un’ampliamento dell’esposizione e un incremento del ROI.

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C’è meno concorrenza

Torniamo ancora una volta ai costi: se pensiamo a un grande evento come una fiera di settore, non possiamo non ricordare come, nel caso degli eventi in presenza, le location tendano a essere sovraccariche di sponsor. Stand, loghi sulle brochure e mini-eventi dedicati abbondano, proprio perché un evento dai costi molto alti tende ad aver bisogno di numerosi sponsor. Questo vuol dire che, inevitabilmente, il pubblico si confonde e si desensibilizza e, per emergere, ogni sponsor deve investire le proprie risorse umane e finanziarie in modo da creare iniziative sempre più coinvolgenti e puntare su una comunicazione visiva che richiami l’attenzione, spesso diventando chiassosa. Sponsorizzare un evento virtuale vuol dire, necessariamente, avere meno concorrenza. Questo perché i costi ridotti richiedono meno sponsor e, di conseguenza, lo spazio nel quale ci si contende l’attenzione del pubblico sarà molto meno affollato. Questo facilita la creazione di lead e contatti di qualità.

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Follow-up più facile e veloce

Pensiamo ancora una volta alle fiere di settore, ma in generale a tutti gli eventi B2B. Qual è la fase critica del processo di conversione/vendita che avviene in questi contesti? Senza dubbio il follow-up. Il dispendio di energia di un grande evento B2B, specie se in trasferta, vuol dire che questo non avviene ragionevolmente prima della fine dell’evento stesso. Si torna a casa con una pila di biglietti da visita e con gli appunti di ogni interazione e ci si pone diligentemente a ricontattare i potenziali clienti: è in questa fase che la maggior parte delle lead si prosciugano, perché nel frattempo il cliente ha diviso la sua attenzione fra mille altri stimoli ed è bombardato da richieste di follow-up che arrivano tutte insieme. Un evento virtuale è fisicamente e mentalmente meno stressante e implica la possibilità di passare al follow-up in modo naturale e organico, immediatamente dopo l’interazione. Inoltre le chat e i messaggi possono essere conservati, il che vuol dire che qualsiasi interazione con i clienti può essere analizzata in modo esatto, per creare un’offerta che risponda in modo specifico all’esigenza della persona o dell’azienda con cui ci stiamo interfacciando. Questo vuol dire che le lead così generate hanno una probabilità molto più alta di portare a effettive conversioni.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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