Come passare dal modello lineare all'economia circolare - Il blog di Smart Eventi
Green e Sostenibilità

Come passare dal modello lineare all’economia circolare

Scritto da Angela

L’economia circolare è uno dei temi più importanti del nostro tempo, soprattutto nella prospettiva della lotta al cambiamento climatico. Non a caso, si tratta anche di una delle cinque aree tematiche di GECO, la grande fiera virtuale della sostenibilità che inaugurerà tra pochi mesi la sua seconda edizione. Quando si parla di economia circolare, però, se ne parla quasi sempre in termini teorici, ovvero di come un’azienda ideale dovrebbe essere strutturata per conformarsi a un modello di economia circolare. Molto di rado, però, si parla di come un’azienda reale possa passare da un modello di quella che conosciamo come economia lineare a un modello circolare. Ecco qualche suggerimento pratico.

Che cosa si intende per economia circolare?

L’economia circolare è un modello di sviluppo che mira a mantenere gli stessi materiali in circolo il più a lungo possibile, riducendo la produzione di rifiuti e la necessità di estrarre materie prime. Riuscirci vuol dire ridurre considerevolmente tutte le emissioni derivanti dai processi che portano dall’estrazione delle materie prime alla loro lavorazione fino alla distribuzione del prodotto. Per farlo, si reimpiegano i prodotti di scarto dei processi industriali, agricoli o produttivi all’interno di altri processi, si riciclano materiali ricavati dai prodotti dismessi e si cerca di prolungare la vita e il valore di ogni singolo materiale nel ciclo dell’economia. Oltre ai vantaggi ambientali, questo modello ha anche numerosi vantaggi economici.

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Il Global Compact delle Nazioni Unite e l’economia circolare

La lotta al cambiamento climatico è uno degli obiettivi più dibattuti nei contesti delle grandi organizzazioni internazionali e sovranazionali, come le Nazioni Unite, che hanno inserito nel Global Compact l’impegno a guidare gli imprenditori verso modelli di business più sostenibili e, appunto, verso l’economia circolare. A questo scopo, sono stati proposti alcuni elementi che un’azienda dovrebbe includere nella sua strategia nel passaggio da un modello lineare a uno circolare, per fare in modo da rendere più sostenibile il proprio operato. Prima di tutto bisogna integrare l’economia circolare in tutta la filiera produttiva. In secondo luogo, come per ogni sforzo produttivo, occorre fissare obiettivi precisi e misurabili (per esempio, in termini di tonnellate di prodotti di scarto riciclati o di riduzione nelle emissioni di CO2). Occorre creare cicli virtuosi che estendano progressivamente gli obiettivi. È infine indispensabile collaborare con tutte le parti interessate a tutti i livelli della filiera, per individuare i modi migliori di ottimizzare la produzione eliminando gli sprechi. Solo così sarà possibile creare un vero modello di economia circolare. Il documento delle Nazioni Unite illustra ogni suggerimento con esempi di aziende reali, per aiutare gli imprenditori ad abbracciare il modello circolare.

Perché il modello circolare presenta vantaggi economici per le aziende?

Che l’economia circolare faccia bene all’ambiente non c’è dubbio, ma dove sono i vantaggi per le aziende? Cambiare i processi, solitamente, è un costo per le imprese: come è possibile recuperarlo in modo da rendere questo modello di business davvero conveniente? Per rispondere basta dare uno sguardo a tutto il processo produttivo nel suo insieme. Per un’azienda, entrare in un sistema di economia circolare non vuol dire diventare “indipendente” e riciclare ciò che spreca: quello è un modello “domestico” di circolarità. In un contesto aziendale, per entrare in questo modello occorre entrare in un’intera economia. Se, per esempio, un’azienda utilizza combustibili per i propri processi produttivi, passare alla biomassa può aiutare a ridurre i costi (la biomassa è meno cara del petrolio) e, al tempo stesso, può completare il passaggio alla circolarità di un’altra azienda per cui la biomassa è un prodotto di scarto. Lo stesso vale per le materie prime: potersele procurare senza estrarre di nuove, spesso riduce i costi. Inoltre, un rebranding aziendale nel quale sia presente il concetto di economia circolare avrà sempre un impatto positivo sul pubblico più “eco-consapevole”, con un grande vantaggio d’immagine per l’azienda.

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Informazioni sull'autore

Angela

Editrice e co-fondatrice dell'agenzia di comunicazioni Fiore & Conti Gbr. Vive e lavora a Berlino

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