Congressi, eventi e fiere in Lombardia: si riparte il 1 luglio
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Congressi, eventi e fiere in Lombardia: si riparte il 1 luglio

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Scritto da Angela

A partire da domani, primo luglio, sarà nuovamente possibile tenere congressi, eventi e attività fieristiche in Lombardia. Questi e altri ambiti di attività sono oggetto delle misure approvate ieri nell’ordinanza n.573, firmata dal presidente della regione Attilio Fontana a integrazione del DPCM dell’ 11 giugno 2020. Le disposizioni approvate ieri sono indicate come valide fino al 14 luglio compreso. Dal 10 luglio riprenderanno anche gli eventi in locali e sale da ballo. Si può quindi ricominciare a organizzare eventi e fiere? Sì, ma con alcuni accorgimenti e numerose restrizioni, che accomunano il settore degli eventi, quello della ristorazione, quello del turismo e in generale tutte le attività commerciali, istituzionali e private che prevedano l’aggregazione di persone. Le misure sono il frutto di un’approfondita analisi della situazione attuale, che vede i numeri del contagio drasticamente ridotti in tutta Italia. Si sono tenute tuttavia in gran conto anche le raccomandazioni della comunità scientifica, che invita a non abbassare la guardia per scongiurare una seconda ondata di Covid-19 in autunno.

Congressi, eventi e fiere: le misure di sicurezza valide per tutti

La ripresa degli eventi è stata accolta con grandissimo entusiasmo da tutti gli operatori del settore, che si dispongono a riorganizzare le proprie attività per rispettare tutte le misure di sicurezza richieste. Molte di queste ci sono già familiari, poiché sono simili in tutto e per tutto a quelle già in essere per tutte le altre attività pubbliche. Si conferma l’obbligo di indossare mascherine o dispositivi equivalenti per coprire naso e bocca, anche all’aperto, con l’eccezione di coloro che svolgono attività motorie intense. Nelle location all’aperto nelle quali si svolgono spettacoli con pubblico seduto, come arene e cinema, non vige però l’obbligo di tenere la mascherina mentre si è seduti, ma solo durante gli spostamenti.
Per tutte le location inoltre è obbligatorio offrire al personale un’adeguata formazione sulle misure di prevenzione, mettere a disposizione del pubblico alcuni strumenti di protezione/disinfezione (per esempio dispenser di gel disinfettanti), favorire l’ingresso su prenotazione e conservare i nominativi degli intervenuti per 14 giorni, favorire i pagamenti elettronici e prendere adeguate misure per garantire la distanza di almeno un metro fra i presenti (a eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare) sia durante le fasi di ingresso e uscita che nel corso dell’evento vero e proprio. Si richiede inoltre di misurare la temperatura di tutti i partecipanti all’ingresso e di comunicare tempestivamente i casi sospetti nelle sedi opportune. Infine, bisogna garantire la disinfezione periodica di tutti gli spazi accessibili al pubblico e al personale.

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Locali, discoteche e sale da ballo: si riparte il 10 luglio

Non solo gli operatori di eventi, congressi e fiere si preparano a ripartire, ma anche i gestori di locali come discoteche e sale da ballo e gli organizzatori di eventi che utilizzano queste location. Per queste categorie occorrerà aspettare il 10 luglio e tutto porta a pensare che le misure di sicurezza richieste saranno le stesse che coinvolgono al momento le attività di ricezione e ristorazione.

Che cosa significa tutto questo per gli organizzatori di eventi?

Chi organizza eventi, fiere, congressi, mostre e conferenze non può che accogliere con favore la fine delle restrizioni su queste attività. Questo non vuol dire tuttavia che i problemi per gli organizzatori di eventi siano finiti. Soprattutto chi organizza eventi commerciali, la cui sostenibilità si fonda sulla vendita di biglietti, dovrà confrontarsi infatti con costi molto più elevati (legati agli obblighi di disinfezione e ai presidi di protezione), ma con una clientela inevitabilmente ridotta in virtù della necessità di garantire il distanziamento sociale. Al momento, un’integrazione fra eventi in senso tradizionale e strumenti digitali sembra la soluzione migliore per garantire un accesso di pubblico, virtuale o reale, sufficiente a rendere gli eventi economicamente sostenibili.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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