Continueremo a organizzare eventi virtuali anche dopo il Covid?
Eventi

Continueremo a organizzare eventi virtuali anche dopo il Covid?

Avatar
Scritto da Angela

Gli eventi virtuali, lo smart working, la digitalizzazione del lavoro: si tratta solo di soluzioni temporanee o abbiamo davvero scoperto un modo completamente nuovo di lavorare? Da più parti si parla di “tornare alla normalità”, ma molti sostengono che in questa crisi si nascondano diverse opportunità, lezioni che possiamo imparare e portare con noi, per creare un futuro migliore, più sostenibile, più a misura d’uomo, ma anche più sano per i pianeta. E ci sono alcune abitudini e possibilità, emerse durante il periodo di quarantena e distanziamento sociale, che ci siamo accorti di non voler abbandonare. Ecco perché, secondo noi, buona parte delle nostre attività professionali potrebbero restare virtuali anche dopo il Covid.

La nostra nuova vita digitale

Prima di tutto dobbiamo distinguere fra ciò che sappiamo per certo e ciò che possiamo ragionevolmente immaginare per il futuro. Quello che sappiamo per certo e che tutti abbiamo toccato con mano – direttamente o attraverso le esperienze di amici, colleghi e familiari – è che è possibile svolgere moltissimi lavori anche senza spostarsi fisicamente. Anche nei processi che hanno a che fare con la produzione e lo spostamento di beni materiali, non tutte le attività devono per forza essere svolte in presenza. Per questo moltissime imprese hanno mantenuto sul luogo di lavoro solo il personale che deve assolutamente essere presente – per esempio, per manovrare macchinari – ma ha spostato in smart working tutti i dipendenti con funzioni amministrative, contabili, organizzative e, in generale, chiunque svolga il proprio lavoro per lo più al telefono o davanti a uno schermo. E la sorpresa è che in molti si sono accorti di poter essere molto più produttivi in questo modo, di essere meno stressati e di poter meglio conciliare le necessità familiari con quelle professionali. Chi doveva spendere ore nel traffico o sui mezzi pubblici per recarsi al lavoro ha più tempo a disposizione e chi invece è costretto comunque a recarsi sul luogo di lavoro si sente più sicuro nel sapere che gli sarà più facile mantenere le distanze. Certo, non per tutti è così, c’è anche chi preferisce lavorare circondato dai colleghi, ma sono sempre più numerosi coloro che si chiedono perché, se la qualità del lavoro non solo non è peggiorata ma è addirittura migliorata, sia necessario tornare in ufficio e non si possa continuare a utilizzare le piattaforme virtuali anche dopo il Covid.

Vuoi organizzare un evento virtuale? Contattaci!

L’ambiente (in parte) ci ringrazia

Il crollo del traffico aereo e, per un periodo piuttosto esteso, anche di quello urbano, hanno avuto una serie di effetti di portata planetaria. Alcuni sono negativi, come la perdita di posti di lavoro causata dalla crisi delle compagnie aeree, altre danno da pensare al mercato e all’industria, come il crollo del prezzo del petrolio, mentre altre sono decisamente positive, come l’abbattimento delle emissioni di CO2. Quest’ultimo dato ha generato numerose speculazioni, alcune delle quali forse un po’ naif, su come l’epidemia sia uno strumento con cui il pianeta “si difende” da noi e su come le conseguenze per l’ambiente saranno assolutamente positive. Questo è un modo parziale di vedere le cose: la natura certamente non ci ringrazierà quando le discariche saranno stracolme di rifiuti non riciclabili e plastiche monouso, guanti e mascherine. Però non si può negare che viaggiare meno in auto e in aereo possa essere un’idea da tenere in considerazione, ora che abbiamo visto che possiamo vivere anche lavorando da casa e partecipando a eventi digitali.

Continueremo a organizzare eventi virtuali anche dopo il Covid?

Questo terzo punto ci porta a parlare del nostro settore? Davvero continueremo a organizzare e a frequentare eventi virtuali anche dopo il Covid? Probabilmente sì. Anche se la soluzione più probabile sarà costituita dagli eventi ibridi. Fra gli organizzatori si è infatti diffusa la consapevolezza che, aprendosi a un pubblico globale, si possano incrementare i guadagni senza un corrispondente aumento della spesa. Questo dato si rivela particolarmente interessante per le fiere internazionali, il cui pubblico, fino a questo momento, era limitato a quelle aziende che, oltre a poter investire nell’ingresso alla fiera o in uno stand, potevano anche permettersi di pagare il viaggio e l’alloggio dei propri rappresentanti, spesso in paesi molto lontani da quello d’origine. Che cosa sarebbe il mercato dei trade show se a partecipare non fossero solo le grandi aziende, ma anche le pmi di tutto il mondo? Naturalmente, quando sarà possibile, si vorrà anche ripristinare il valore dell’interazione diretta e immediata fra persone, ma è assai probabile che tanto gli organizzatori quanto i brand vogliano mantenere le possibilità appena scoperte, garantendo comunque la possibilità di accessi virtuali anche dopo il Covid, per i loro eventi fisici, creando così delle soluzioni ibride che potrebbero portare a sviluppi interessanti di questo mercato.

Vuoi organizzare una fiera virtuale? Contattaci!

Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Avatar

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento

Ho letto e compreso l’informativa privacy e do il consenso al trattamento dei tuoi dati per la finalità promozionale punto 2) dell’informativa