Eventi ibridi: siamo a uno spartiacque. Intervista ad Angelo Grossi
Interviste

Eventi ibridi e post-pandemia: siamo a uno spartiacque. Intervista ad Angelo Grossi di INC Comunicazione

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Scritto da Angela

Fino a oggi vi abbiamo raccontato, in diverse occasioni, il nostro punto di vista, il punto di vista di un’agenzia di organizzazione di eventi sul formato degli eventi ibridi, sulla combinazione fra tecnologia, virtualità, connessioni in remoto ed esperienze in presenza. Il nostro punto di vista, tuttavia, è solo una parte di un grande mosaico, quello dell’industria degli eventi, che – come qualunque altra – può crescere solo nel confronto fra i professionisti che la animano. In questa intervista ne parliamo con Angelo Grossi, di INC Comunicazione, con cui abbiamo organizzato una serie di splendidi eventi ibridi dedicati al mondo della gastronomia.

Come è cambiato il vostro modo di organizzare e gestire gli eventi negli ultimi due anni?

Gli ultimi due anni sono da considerarsi un po’ uno spartiacque, un cambio di passo rapido che ci ha fatto capire che qualcosa stava cambiando e che dovevamo farlo in fretta. Nello specifico abbiamo sfruttato tutte le potenzialità che la tecnologia e il web ci offriva per superare quelle barriere fisiche, imposte del terribile momento storico che stavamo vivendo.

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Come vi siete accostati all’esperienza degli eventi ibridi?

Abbiamo iniziato prima con gli eventi digitali, poi dopo circa 1 anno abbiamo iniziato a capire che dovevamo fare un passo in avanti, provare a ridare ai nostri cliente quella sensazione di “convivialità” e scambio che solo gli eventi riescono a trasmetterti. In linea con le normative governative abbiamo pensato che riportare on stage i relatori sarebbe stato il primo passo per iniziare a fare qualcosa di nuovo e di stimolante, e così è stato.
“Le voci” dei nostri eventi sono ritornate ad incontrarsi e grazie al web sono riusciti a trasferire ai nostri target di riferimento i tanti messaggi positivi delle campagne che curiamo da anni.

Consiglieresti un evento ibrido ai colleghi del tuo settore ed eventualmente perché?

Si, sono una valida alternativa all’evento fisico, permettono la partecipazione di tante persone e senza stravolgere le agende dei partecipanti. Penso che saranno in tanti che continueranno ad utilizzare questi format.

Quali aspetti dell’organizzazione e della collaborazione sono stati più importanti per voi?

L’utilizzo delle tecnologie, i parnter tecnici in grado di supportarci e consigliarci i migliori strumenti per avere un’ottima performace. E poi la collaborazione e l’obiettivo comune, quello di soddisfare il cliente e il pubblico, sono la chiave per portare a casa degli ottimi risultati.

Che feedback avete ricevuto dai partecipanti?

Sono stati tutti pienamente soddisfatti di questa tipologia di eventi, è stata un’occasione per rincontrarsi anche se solo “virtualmente”, hanno apprezzato i format che abbiamo ideato: abbiamo spesso unito alla parte didascalica un momento di “show” come ad esempio lo showcooking, brindisi virtuali etc.

Continuerete a usare tecnologie ed eventi ibridi anche in futuro e nel post-pandemia?

Sicuramente continueremo ad utilizzare le tante tecnologie che abbiamo appreso in questi due anni, la formula “phygital” per alcune tipologie di evento a mio avviso potrebbe essere vincente.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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