Tecnologia e gusto: il mondo degli eventi gastronomici scopre la virtualità
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Tecnologia e gusto: il mondo degli eventi gastronomici scopre la virtualità

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Scritto da Angela

Chiunque lavori nel mondo degli eventi potrà confermarlo: non abbiamo mai imparato tanto e tanto rapidamente come nell’ultimo anno e mezzo. Abbiamo appreso lezioni inestimabili sulla flessibilità, l’innovazione, il problem solving creativo e il concetto di “indispensabile”. Abbiamo scoperto, per esempio, che “indispensabile” non è essere in tanti nello stesso momento e nello stesso luogo, ma essere le persone giuste per condividere un interesse, che ciò avvenga dal vivo o su una piattaforma online. Abbiamo imparato che, attraverso le tecnologie digitali, si possono condividere non solo saperi e informazioni, ma anche esperienze, suggestioni sensoriali, magari con un piccolo aiuto “esterno”. Integrare la tecnologia in modo diverso nel nostro lavoro, per esempio attraverso gli eventi ibridi, è stata un’altra grande lezione di questo periodo. Oggi vi parliamo di un’esperienza che, sulla carta, sembrava impossibile gestire in modalità digitale o virtuale: quella del cibo.

Raccontare il cibo

“Scrivere di musica è come danzare di architettura”, diceva Frank Zappa. E se la musica, per essere compresa, va ascoltata, come ci si dovrebbe accostare al cibo? Con il gusto, naturalmente. Per questo la grande sfida che ci è stata proposta dai colleghi di INC – un’agenzia di comunicazione con un portfolio di clienti fortemente incentrato sulla food industry – ci ha subito appassionato. Si trattava di organizzare eventi stampa legati a questo settore, ognuno con un numero di giornalisti compreso fra dieci e trenta. Ogni evento doveva durare un’ora e prevedere la partecipazione di relatori di prestigio, per esperienza e competenza.

 

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Il mondo degli eventi ibridi: fra virtuale e reale

Per questo tipo di presentazioni abbiamo scelto la formula degli eventi ibridi, ovvero abbiamo selezionato alcune location particolarmente adatte per stile, atmosfera e possibilità di organizzare eventi in streaming e vi abbiamo collocato gli esperti di ogni evento e la troupe, con tutto il personale necessario a realizzare le dirette e a garantire una qualità audiovisiva e di trasmissione impeccabile, degna di un grande servizio di streaming professionale. Questo perché la qualità dell’immagine e del suono è assolutamente indispensabile in un contesto in cui la presentazione multimediale deve addirittura andare a sostituirsi, per il pubblico, alla complessità di un’esperienza sensoriale completa. Perché chi scrive di cibo lo sa: per poter raccontare un’esperienza bisogna averla vissuta e – letteralmente – assaporata.

Le foodbox

A proposito di assaporare… come risolvere questo problema fondamentale della virtualità? La risposta per noi era chiara, dal momento che avevamo già organizzato press day fortemente “sensoriali” e interattivi anche per prodotti provenienti da altri ambiti. In questi casi, prima dell’evento, che si tratti della presentazione di un cosmetico o di un prodotto alimentare, inviamo a casa dei giornalisti e blogger di riferimento un pacco speciale contenente dei campioni di prodotto, con l’invito ad aprirlo in diretta insieme a noi, per poter godere di un’esperienza il più vicina possibile a quella di una vera presentazione alla stampa.

La sfida del budget

La vera rivoluzione di questo tipo di evento, però, sta nel budget. In un momento di crisi generalizzato, infatti, sappiamo che è importante offrire ai clienti un servizio dai prezzi assolutamente competitivi, che garantisca lo stesso impatto di un evento tradizionale, ma a un costo molto ridotto. Anche in questo caso, la dimensione degli eventi ibridi si rivela ideale: certo, l’affitto della location, la professionalità della troupe addetta allo streaming e la preparazione delle foodbox hanno un costo, ma si risparmia in moltissimi altri modi. Accreditamento, guardaroba, assistenza al pubblico in sala, stampa di materiale pubblicitario sono solo alcune delle voci di spesa che si possono eliminare in questo tipo di evento. Il risultato è una formula sostenibile, tanto ecologicamente che finanziariamente, di grande impatto e con un potenziale comunicativo perfino superiore a quello di un normale evento in presenza, il tutto con un costo molto più basso.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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