Gli ologrammi sono il futuro dell'industria degli eventi? - Il blog di Smart Eventi
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Gli ologrammi sono il futuro dell’industria degli eventi?

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Scritto da Angela

Ci aspetta un futuro di ologrammi? La fantascienza, dopo tutto, ci ha ben preparati in tal senso. E il presente ci deve qualcosa, visto che nessuno è ancora riuscito a farci avere le automobili e gli skateboard volanti che ci erano stati promessi negli anni 80. Adesso, finalmente una delle tecnologie futuristiche delle quali si è parlato per anni arriva a portare un elemento di novità nell’industria degli eventi. Grazie alle proiezioni olografiche, i collegamenti a distanza potranno essere realizzati in 3D, con presentatori e panelist sulla scena, in tempo reale, insieme ai partecipanti all’evento in presenza.

Risparmiare tempo, viaggi e CO2: gli ologrammi sono la tecnologia perfetta per i nostri tempi

Gli eventi virtuali, sviluppatisi a dismisura durante la pandemia, ci hanno fatto riconsiderare interamente il modo di organizzare riunioni, conferenze e fiere di settore. Abbiamo capito, per esempio, che si può accedere a un pubblico geograficamente più ampio aprendo alla possibilità di collegamenti in remoto e che anche gli ospiti possono intervenire a distanza. Questo permette di evitare gli spostamenti e le conseguenti emissioni di CO2 e permette agli ospiti e ai partecipanti di risparmiare tempo. Questi vantaggi, scoperti da molte aziende solo durante la pandemia, si stanno rivelando importanti e nessuno è più disposto a rinunciarci.

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Lo stesso speaker, dal vivo, in più conferenze

Una delle applicazioni più utili di questa tecnologia consiste nella possibilità teorica, per uno speaker o un presentatore particolarmente richiesto, di presenziare a più eventi in luoghi anche molto distanti tra loro, nello stesso giorno o addirittura nello stesso momento, laddove prima neanche il budget più principesco avrebbe permesso un “double booking” a grande distanza per la stessa persona. La possibilità di gestire i feedback da parte dello speaker, inoltre, permette anche una costante interazione con il pubblico presente agli eventi. Questa tecnologia, elaborata dall’azienda PORTL, permette di fatto di trascendere i limiti fisici dell’organizzazione di eventi.

Un alleato prezioso durante l’emergenza pandemica

Uno degli aspetti più insidiosi e complessi della pandemia, dal punto di vista dell’industria degli eventi, è che le cancellazioni sono sempre dietro l’angolo, anche quando la situazione è relativamente tranquilla nel luogo in cui si svolge l’evento stesso. Molti eventi, per esempio, giustificano interamente il prezzo del biglietto in virtù della presenza di un ospite d’eccezione, magari di fama internazionale. Se quest’ultimo si trova in un Paese che improvvisamente diviene soggetto a restrizioni di spostamento o se i tempi della quarantena rendono logisticamente impossibile la sua presenza, l’evento rischia di essere cancellato anche se si svolge in un luogo nel quale la situazione pandemica è sotto controllo. L’utilizzo degli ologrammi, in questo caso, può evitare addirittura l’annullamento dell’evento stesso.

La nota dolente sono i costi

Questo vuol dire che, da domani, tutti i nostri eventi saranno popolati di ologrammi che si mescolano alle persone in carne e ossa? Naturalmente no: la tecnologia, ancora relativamente nuova e molto complessa, ha costi proibitivi per qualsiasi piccola e media azienda ed è attualmente alla portata solo di multinazionali e governi. Una proiezione olografica, infatti, può richiedere un equipaggiamento tecnico del valore di circa 60.000 Dollari: una spesa che ha senso solo per chi progetta un utilizzo regolare di questa tecnologia con clienti di altissimo profilo. Naturalmente, come per tutte le tecnologie, ci si aspetta che i prezzi calino nei prossimi anni, anche se non è ancora possibile dire quando questa opzione sarà commercialmente abbordabile su larga scala.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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