Come usare gli eventi virtuali per migliorare la sostenibilità
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Come usare gli eventi virtuali per migliorare la sostenibilità

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Scritto da Angela

Da oltre un anno a questa parte, la nostra unica priorità è emergere dalla crisi pandemica. E non ci si può dare torto: si tratta senz’altro della questione più urgente da affrontare in questo momento. La più urgente, senza dubbio, ma non la più importante. Per quanto possa sembrare incredibile, infatti, questa crisi resterà la nostra priorità per qualche anno al massimo, mentre c’è un’altra questione che dovrebbe essere ugualmente pesante e che occuperà l’umanità per generazioni: la sostenibilità delle nostre attività. Nella nostra industria in particolare, queste due questioni sono legate a filo doppio, dal momento che l’emergenza ci ha fatto scoprire un modo di rivoluzionare il nostro lavoro rendendolo inaspettatamente molto più sostenibile. È possibile usare gli eventi virtuali per migliorare la sostenibilità? Noi pensiamo di si: ce lo prova la nostra recente esperienza con GECO, la fiera online della sostenibilità della quale stiamo già organizzando la seconda edizione. Ecco perché abbiamo fiducia nel futuro di questa industria.

Come si possono usare gli eventi virtuali per migliorare la sostenibilità?

Niente è perfettamente sostenibile, ma gli eventi virtuali sono praticamente sempre più sostenibili di qualsiasi equivalente reale. Questo vuol dire che, in una specie di circolo virtuoso, la sostenibilità della scelta effettuata dagli organizzatori si riflette sulle azioni dei partecipanti. Ognuno di noi, quando sceglie di partecipare a un evento virtuale, sta facendo progredire la propria attività professionale senza viaggiare in aereo, senza utilizzare posate e bottiglie di plastica monouso in aeroporto, senza avallare gli sprechi alimentari di un catering, senza accumulare materiali non riciclabili per costruire uno stand, senza stampare brochure cartacee e così via. Questo vuol dire che a ridurre l’impatto ambientale non è solo chi organizza l’evento, ma anche chi vi partecipa. Era inevitabile, secondo noi, che questo fenomeno portasse molti professionisti a riflettere e a trarre ispirazione dagli aspetti più sostenibili degli eventi virtuali.

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La tecnologia può diventare la chiave per una nuova sostenibilità

Quest’anno abbiamo imparato a introdurre la tecnologia in parti dei nostri processi lavorativi che prima ne facevano a meno. Anche nel settore degli eventi questo ci ha insegnato molto, aiutandoci a superare alcune barriere mentali che ci tenevano legati al “vecchio” modo di procedere. Anche chi non utilizzava app come Slack o Asana per coordinare i progetti, adesso si adatta a sostituire le riunioni – ovvero un’intera categoria di eventi – con equivalenti virtuali, per ridurre le interazioni dal vivo. Questo cambio di prospettiva ha anche stimolato la ricerca, accelerando l’innovazione di applicazioni che utilizzano l’intelligenza artificiale che possono automatizzare alcune funzioni e rendere il lavoro più rapido. Il circolo virtuoso si amplia perché, se una parte del lavoro online si accelera, la durata dell’esecuzione dei programmi si fa più rapida, riducendo il consumo di elettricità e quindi l’impatto ambientale.

Le aziende iniziano a reinvestire parte del budget risparmiato in progetti sostenibili

L’interesse per la sostenibilità è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, con un numero crescente di aziende disposte a investire in progetti di sviluppo sostenibile, sia in termini di open innovation sia per associare il proprio brand a iniziative dalla valenza sociale e ambientale indiscutibile, per riposizionare la propria immagine sul mercato. Ora è anche possibile, per queste imprese, reinvestire parte del budget risparmiato grazie agli eventi virtuali in questo tipo di progetti, il che si traduce in un inaspettato aumento degli investimenti in sviluppo sostenibile.

Conclusioni

Sarebbe scorretto dire che la pandemia abbia in qualche modo fatto “bene” al pianeta. Quello che risparmiamo in termini di danni all’ambiente grazie agli eventi virtuali lo “recuperiamo” ampiamente inondando gli oceani di mascherine e guanti monouso. Quello che possiamo affermare, però, è che la situazione attuale ha contribuito non poco a sviluppare una certa diffusa sensibilità verso i temi della sostenibilità ambientale. A partire da questo “risveglio delle coscienze”, sta a noi trovare il modo di ridurre progressivamente il nostro impatto ambientale.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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