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Guida al marketing geolocalizzato

marketing geolocalizzato
Scritto da Angela

Ultimamente si parla moltissimo di geolocalizzazione, ma la maggior parte degli utenti non associa il termine a molto altro che all’utilizzo di Google Maps sullo smartphone e, occasionalmente, al modo in cui i servizi di geolocalizzazione dei social rivelano più informazioni di quante non vorremmo farne conoscere al mondo esterno. Quello che ci interessa in questa sede, invece, è il marketing geolocalizzato: un settore in espansione e del quale non abbiamo ancora esplorato tutte le possibilità, ma che ci permette un livello di personalizzazione dei messaggi quasi senza precedenti. Come possiamo utilizzarlo? Quali dati si raccolgono, a quale scopo, con quali limiti e come possiamo tradurli in azioni promozionali? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste e altre domande.

Che cos’è il marketing geolocalizzato?

Quando parliamo di marketing geolocalizzato ci riferiamo alla collocazione fisica di un utente, rilevata dalla tecnologia GPS installata sui dispositivi portatili che questo utilizza (può trattarsi di smartphone, tablet, wearable o computer). La posizione di un dispositivo che utilizzi la rete telefonica mobile, in realtà, può essere calcolata anche in assenza di tecnologia GPS, semplicemente utilizzando la triangolazione delle microcelle (e questa tecnologia non è esattamente nuova). Il marketing geolocalizzato trae le sue premesse dal fatto che i dati sulla posizione dell’utente vengano condivisi con i gestori delle app installate sul dispositivo.

Come si utilizzano le informazioni sulla geolocalizzazione a fini di marketing?

Ci sono diversi modi di personalizzare il messaggio per un certo target in base alla sua collocazione geografica. Il Geo-fencing, per esempio, utilizza i dati raccolti dal GPS in tempo reale, per recapitare all’utente messaggi specifici che lo invitino a intraprendere azioni o gli offrano informazioni rilevanti sul luogo in cui si trova in quel preciso momento. Un geo-fence, ovvero un “recinto virtuale” è l’area individuata dal proprietario dell’app. Quando l’utente si trova all’interno di quell’area, riceve una comunicazione che porta alla sua attenzione l’attività del brand. Questo tipo di tecnologia dà i risultati migliori quando opera su porzioni di territorio ristrette e in particolare nella promozione di negozi fisici, nei quali si vogliono attrarre i clienti che passano nelle vicinanze. Il Geo-targeting, invece, usa l’indirizzo IP dell’utente per individuarne la collocazione e non è affatto una nuova tecnologia (è anzi più vecchia degli smartphone). L’utilizzo più semplice, con il quale tutti abbiamo familiarità, è quello degli store online che propongono i prezzi nella valuta del paese nel quale l’utente si trova. Questa tecnologia mira a fasce geografiche più ampie e non è adatta a operazioni di targeting eccessivamente precise. Tutto il contrario sono invece i Beacon, elementi fissi, spesso in forma di totem, che comunicano via Bluetooth con un target ristrettissimo di dispositivi che si trovano nelle immediate vicinanze (per esempio all’interno dei padiglioni di una fiera). In questo caso si può mettere in atto un tipo di marketing geolocalizzato estremamente preciso, che serve soprattutto a migliorare l’esperienza del cliente.

Strategie di marketing geolocalizzato

Il marketing geolocalizzato ha un potenziale altissimo soprattutto dal punto di vista dell’engagement, perché può spingere l’utente a intraprendere una certa azione o a modificare la propria esperienza. Nel caso di eventi e fiere, per esempio, l’utilizzo di beacon e geo-fencing può servire per comunicare ai partecipanti un cambio di programma all’ultimo momento. Se la tecnologia viene utilizzata all’interno di un negozio o di un centro commerciale, invece, è possibile servirsene per dirigere i clienti verso sezioni particolari, per poter fruire di svendite, sconti o promozioni speciali. A seconda che il gestore dell’app sia una specifica attività commerciale o un’entità che si concentra sugli esercizi commerciali in una certa zone, è anche possibile fornire consigli diretti agli utenti su ristoranti e negozi del proprio quartiere o su eventi che si verificano entro un certo raggio. In questo modo è possibile concentrare le risorse per targettizzare solo gli utenti che hanno le maggiori possibilità di convertirsi effettivamente in clienti.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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