Vita da Identity coach - intervista a Ilenia La Leggia - Il blog di Smart Eventi
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Vita da Identity coach – intervista a Ilenia La Leggia

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Scritto da Angela

Che cos’è un Identity Coach? La risposta è complessa e semplice al tempo stesso. Si tratta di una figura che unisce le caratteristiche del Personal Coach e del Business Coach, e che aiuta professionisti e aziende a crescere secondo obiettivi precisi, sia personali che lavorativi. Ne abbiamo parlato con Ilenia La Leggia, Identity Coach con la quale abbiamo avuto il piacere di collaborare.

Come definiresti la professione di Identity Coach?

Per rispondere a questa domanda parto dal significato della parola Coach che in inglese significa carrozza, ma anche allenatore o insegnante; il coaching integra questi due concetti. È un metodo, e quindi in ultima analisi un mezzo, che permette di raggiungere una particolare condizione o un determinato obiettivo, attraverso un processo di allenamento e di auto apprendimento. Il coach non offre ricette preconfezionate, quella tra coach e coachee semmai è una relazione che si co-crea con il contributo di entrambi. Il coach aiuta il cliente a elaborare le sue personali strategie attraverso le sue stesse risorse e le sue stesse potenzialità e lo fa con un approccio maieutico, aumentando il livello di consapevolezza, responsabilità, fiducia e autonomia.

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Che cosa ti ha spinto a intraprendere questa carriera?

Riscrivere le regole del gioco. Per questo ho scelto questa vita, non solo una professione. Viviamo in una società in cui tutto ciò che ci circonda i media, gli altri e la famiglia ci dicono che cosa sia giusto e che cosa sia sbagliato, cosa dobbiamo desiderare e come ci dobbiamo sentire, che cosa fa di noi una persona di successo o un fallito, per non dire capace o incapace… e il tutto secondo schemi frutto di pregiudizi e convinzioni limitanti. Ero stanca di tutto questo, dell’infelicità e della frustrazione che provavo nonostante raggiungessi obiettivi professionali che dall’esterno potevano apparire di assoluta rilevanza. Ed ero stanca di leggere tutto questo nei racconti delle persone che avevo intorno.

Chi ha bisogno di un Coach?

“Sono tempi in cui occorre essere orientati ai risultati”, quante volte avete sentito questa domanda? Io infinite. Ora vi chiedo: Ma quali sono questi risultati a cui puntiamo quando poniamo il tutto nella prospettiva dell’obiettivo che ci siamo dati?
Il coaching si basa sulla ricerca di un nuovo modo di essere o di un nuovo modo di fare che porti maggiore consapevolezza, responsabilità, fiducia e autonomia.
È un’opportunità per manager o professionisti alle prese con nuovi progetti, o con team complessi o che non funzionano, o sono insoddisfatti; ma anche con quelli che funzionano e mirano a una migliore condivisione dei valori chiave. Per aziende che vogliono riorganizzarsi per far fronte a nuove opportunità del mercato; per lavoratori o professionisti che vogliono migliorare la propria efficacia. Ma anche per coloro che si sentono persi e demotivati, in cerca di una nuova strada da percorrere.

Quali sono i problemi che incontri più di frequente con i tuoi clienti?

Blocchi legati al giudizio degli altri, dei capi, dei colleghi ma anche della famiglia. Immobilismo davanti a una decisione, insoddisfazione, incapacità di dire di no, scarsissima assertività o ancora scarso livello di leadership.
Non è sufficiente la casellina che si ricopre all’interno dell’organigramma aziendale per definirsi.

Parlaci un po’ del tuo approccio al Personal e Business Coaching

Metto la persona o l’azienda al centro e poi:
utilizzo il mio punto debole: mi innamoro facilmente delle potenzialità dei progetti e delle contraddizioni apparentemente insanabili. Aiuto il mio coachee a mettere sul tavolo tutto il suo potenziale, a guardarlo dritto negli occhi e a incanalarlo in direzione dell’obiettivo stabilito.
Opto per la semplificazione: togliere tutte le sovrastrutture per arrivare al nocciolo, che diventerà il seme del cambiamento.
Punto sulla comunicazione: comunicare al meglio ciò che vogliamo equivale a promuovere al meglio il nostro prodotto, affinché diventi vendibile.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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