5 abitudini che ti avvicinano al successo - Il blog di Smart Eventi
Formazione

5 abitudini che ti avvicinano al successo

Avatar
Scritto da Angela

Come definiamo il successo? Conosciamo tanti professionisti, tanti imprenditori, ma sono relativamente pochi quelli che ci sentiamo di definire “di successo”. Se però cerchiamo di definire questa qualità, ci troveremo davanti a un compito più difficile del previsto. Il successo non è solo il ritorno economico né solo la fama legata alla propria attività. Piuttosto, ha a che fare con l’unicità della carriera di ciascuno, con la capacità di fare davvero qualcosa di nuovo, di diverso. Un imprenditore o un professionista di successo viene ricordato perché ha creato qualcosa che prima non c’era, perché ha davvero portato un cambiamento nel suo settore e nelle vite dei suoi collaboratori. Come si arriva al successo? Alcuni risponderanno automaticamente “lavorando sodo, studiando, diventando i migliori nel proprio campo”. Eppure tutti conosciamo donne e uomini dalla competenza indiscussa, capaci, instancabili, che pure non raggiungono mai quello che chiamiamo “successo”. Allo stesso modo, ci capita di osservare la carriera di imprenditori e imprenditrici che sembrano capaci di fare tutto: guidare aziende, scrivere blog, coltivare talenti personali, avere una vita relazionale appagante. E ci chiediamo: dove trovano il tempo e le energie per tutto questo? Non c’è un segreto universalmente valido, però è dimostrato che coltivare alcune buone abitudini possa aiutarci a entrare in uno stato mentale che ci predispone al successo, e ci permette di accedere a una riserva di energie che non sapevamo di avere. Eccone alcune fra le più diffuse.

5 abitudini che ti avvicinano al successo

1. Imparare a conoscere il proprio corpo

Quando si tratta di lavorare, la forza di volontà e l’impegno sono importanti, ma possono portarci solo fino a un certo punto. Il nostro corpo e il nostro cervello hanno esigenze specifiche e rispondono diversamente ai diversi momenti della giornata. Il modo giusto per ottenere il meglio da entrambi è imparare ad ascoltarli e rispettarne i ritmi. Se per esempio ci sentiamo pieni di energie al mattino, dovremmo approfittare di questo picco nel nostro ritmo circadiano e svegliarci presto, per sfruttare al meglio le nostre ore di massima produttività. Se invece siamo animali notturni sarà inutile imporci la sveglia alle 6: meglio permettersi qualche ora di sonno in più al mattino, per poi tirare più tardi degli altri. I “gufi” sono più rari delle “allodole” nella specie umana, ma esistono e non dovrebbero essere obbligati a lavorare quando il loro corpo non è in grado di farlo. Cosa fare nelle ore in cui siamo meno produttivi? Una buona idea è prenderci cura del nostro benessere fisico e mentale. Dedicarsi a una lettura piacevole, dormire, meditare, praticare un hobby rilassante. Unica regola: restare lontani dagli schermi, le cui luci impediscono fisicamente al nostro cervello di riposare.

stress fatica successo abitudini

Prenota subito il tuo team-building aziendale!

2. Colazione: un caffè non basta

Sono anni che ci dicono che la colazione è il pasto più importante della giornata. Ma allora perché molti di noi continuano a buttare giù un caffè per poi correre al lavoro? Spesso diamo la colpa alla fretta, ma questa non è affatto una buona scusa per mantenere un’abitudine dannosa per la nostra salute. Dopo il riposo notturno, il corpo ha bisogno di essere stimolato e di avere qualcosa da bruciare durante la giornata. Limitarsi a uno stimolante come il caffè ci farà arrivare stanchi al primo pomeriggio e, a lungo andare, può provocare problemi digestivi. Meglio scegliere cibi leggeri ma energetici per iniziare la giornata. Cioccolato, cereali e frutta sono ottimi candidati. Ma, se abbiamo tempo e ci sentiamo “internazionali”, non c’è nulla di male a sperimentare con uova e altri cibi salati. Questo ci permette di arrivare al pranzo ancora sazi, così da poter consumare solo cibi leggeri – come un’insalata o una porzione di frutta – per proseguire con la nostra giornata lavorativa senza essere appesantiti dalla digestione.

3. Non dimenticare l’esercizio fisico!

Non tutti sono appassionati sportivi. Molti trovano l’idea di andare in palestra assolutamente abominevole. Eppure non possiamo pretendere che il nostro cervello faccia tutto il lavoro, se il corpo non è in condizioni di supportarlo. Inoltre la pratica di uno sport costituisce un altro di quei momenti nei quali (solitamente) stiamo lontani dagli schermi e la nostra mente può disconnettersi dagli stimoli intellettuali. La buona notizia è che non occorre necessariamente iscriversi in palestra o a un corso specifico, né andare a correre tutti i giorni o sollevare pesi, se non si ha voglia di farlo. Tuttavia è indispensabile dedicare almeno mezz’ora al giorno a una qualche attività fisica, anche se si tratta solo di una passeggiata veloce intorno al proprio isolato (meglio, però, scegliere un parco o un’area verde). Oltre ai benefici per il tono muscolare e la circolazione, questa pratica ci porterà anche vantaggi tangibili dal punto di vista dell’elasticità mentale e della gestione dell’ansia e dello stress. La mattina è il momento migliore per questo tipo di esercizio, ma – come detto sopra – è essenziale adattare la routine alle proprie necessità individuali.

sport successo abitudini

4. Programmare, prima di fare

Quando si lavora per progetti – come spesso accade agli imprenditori e ai professionisti – la pianificazione è fondamentale. Per contro, siamo spesso tentati di portare avanti tutte le attività che abbiamo in corso, contemporaneamente e con la convinzione di avere comunque il nostro “ordine mentale”. Sbagliato. Avere un’idea chiara di cosa debba essere fatto giorno per giorno ci aiuta non solo a prevedere con precisione i tempi di conclusione di ogni progetto, ma anche a sapere quando la nostra giornata lavorativa è conclusa. E questo è un elemento fondamentale nella vita di qualsiasi professionista. Sapere con certezza di aver completato tutta la lista delle cose da fare per una certa giornata ci permette di dedicare il resto del tempo alla vita privata, alla famiglia, agli amici e alle cose che ci piacciono, senza quel sottile senso di colpa che spesso hanno i liberi professionisti ogni volta che si accorgono di non stare lavorando. Per questo è importante stabilire un giorno della settimana o un momento della giornata da dedicare solo alla pianificazione. Imparare a utilizzare strumenti organizzativi come i diagrammi di Gantt, a questo scopo, è quasi indispensabile.

5. Stabilire un tempo massimo da passare davanti agli schermi

Ormai gli studi sugli effetti degli schermi sulla nostra salute non lasciano dubbi: stiamo esagerando. L’onnipresenza di questi strumenti e il nostro stile di vita contemporaneo – che ci fa passare dallo schermo del laptop a quello dal tablet a quello del telefono a quello della smart tv – stanno danneggiando il nostro cervello in modo irreparabile. E non, come vorrebbero le migliori teorie del complotto, perché ci sia una cospirazione internazionale che mira a controllarci con messaggi subliminali, ma perché stiamo chiedendo ai nostri cervelli uno sforzo innaturale. La sovrastimolazione continua e il sovraccarico di informazioni senza pause impediscono al cervello di gestire quegli spazi di riposo in cui si sedimentano le conoscenze. Inoltre l’ossessione per le notifiche e la ricerca costante della micro-scarica di adrenalina data dalla “novità” di un messaggio ci spingono a ricercare continuamente nuove interazioni, riducendo la nostra capacità di concentrarci, per esempio, sulla lettura di un testo per più di pochi minuti. Alzi la mano chi non ha mai tirato fuori il telefono per controllare i social o giocare a un qualsiasi videogioco durante un film o una serie tv. Infine, l’abitudine di guardare i nostri schermi prima di dormire compromette la qualità del sonno. Le luci blu dei nostri dispositivi sono un segnale, per il nostro cervello, di un nuovo giorno che inizia. Questo vuol dire che noi chiediamo al nostro cervello di svegliarsi subito prima di chiedergli di tornare a dormire. Proprio come si fa quando si hanno dei figli piccoli, quindi, sarà bene imporre un limite al tempo che passiamo davanti agli schermi. Potrà sembrare difficilissimo, ma è necessario. Un modo di iniziare? Cancellare tutte le app inutili alle quali ricorriamo nei “tempi morti” e provare a riempire quei vuoti con la lettura o la conversazione.

Quali sono le abitudini di cui non puoi fare a meno nella tua routine quotidiana? Faccelo sapere nei commenti!

Vuoi risolvere i conflitti in azienda? Prova con il team building!

Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Avatar

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento