Time management: ecco come dare il massimo, conservando le energie ed evitando il burnout
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Time management: ecco come dare il massimo, conservando le energie ed evitando il burnout

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Scritto da Angela

C’è un problema che affligge categorie anche molto diverse fra loro, dai creativi agli imprenditori, dai freelancer ai dipendenti: il burnout. Spesso sono i liberi professionisti a risentirne maggiormente, perché lavorare per se stessi, spesso, vuol dire non avere orari né vere e proprie vacanze. Il risultato di questo tipo di ritmi lavorativi è una prolungata stanchezza, che sembra non essere temperata neppure dal riposo, una generale incapacità di concentrarsi e la sensazione di lavorare moltissimo, senza raggiungere alcun risultato rilevante, con conseguente perdita di interesse ed entusiasmo per il proprio lavoro. Per i più sfortunati, tutto questo può essere accompagnato da insonnia, ansia e frequenti mal di testa. Se questa descrizione vi è familiare, probabilmente state sperimentando un periodo di “burnout”.

Le cause del burnout

Il burnout è il messaggio che il nostro corpo ci manda per farci sapere che stiamo adottando uno stile di vita poco sano e sbilanciato. Questo sbilanciamento, spesso, vede il lavoro occupare una quantità sproporzionata del nostro tempo, a spese di tutto il resto, dalla vita personale e relazionale alla cura stessa della nostra salute. Questo vuol dire che saremo portati a sottovalutare e a trascurare tutte le nostre necessità che non si legano strettamente alla vita professionale. A molti liberi professionisti, per esempio, capita di rinunciare a consumare pasti sani e regolari, in favore di snack da trangugiare davanti allo schermo. Un altro errore estremamente comune (e gravissimo) è il rinunciare alle pause e incatenarsi davanti al computer per ore, nella speranza (vana) di portare a termine una mole di lavoro maggiore, più in fretta.

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Come capire se sta accadendo anche a te

Non sempre è facile rendersi conto di essere vicini al burnout, proprio perché si è troppo immersi nella propria routine lavorativa. Uno dei “sintomi” più comuni è la sensazione di fastidio che si prova di fronte alla necessità di svolgere attività non lavorative, come preparare un pasto o fare una commissione. Un’altra condizione abbastanza comune è quella di chi trova sempre più difficile prendere decisioni e fare piani, anche semplici: qualsiasi tentativo di organizzare una lista di cose da fare sembra uno sforzo disumano. Non c’è da stupirsi se, in questa fase, si tende a essere anche piuttosto irritabili e ad avere la costante sensazione di portarsi addosso un terribile “hangover”, anche se non si è bevuto neppure un bicchiere di vino. E naturalmente, quando arriva il momento di dormire, tutti i pensieri che non si riusciva a mettere a fuoco durante il giorno si presentano a chiedere il conto, contemporaneamente, rendendo impossibile un buon sonno ristoratore.

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Imparare a gestire il tempo

Se tutto questo ti sta capitando (o se vuoi evitare che ti capiti), gioca d’anticipo e impara a gestire il tuo tempo. Non si tratta di lavorare meno, ma di lavorare meglio, dando importanza a tutti gli altri aspetti della vita. Chi fa un lavoro creativo lo sa: quando la mente non ha tempo di riposare, far nascere una buona idea diventa quasi impossibile. La prima cosa da fare, per riappropriarsi di ritmi gestibili e umani, è ricominciare a dare valore al tempo che non si trascorre lavorando. Un trucco semplice e alla portata di tutti è cominciare scegliendo un’attività piacevole, di cui si è sentita la mancanza, e inserendola nella propria lista di cose da fare, proprio come se si trattasse di un’attività lavorativa. Chi non l’ha mai fatto, probabilmente troverà più facile iniziare con qualcosa di semplice. Unica regola: non deve trattarsi di un’attività da svolgere davanti a uno schermo. Leggere qualche pagina di un libro, dedicare dieci minuti a una passeggiata o a una piccola routine sportiva, ascoltare un disco dall’inizio alla fine senza fare altro. Tutte queste attività sono semplici e portano via pochissimo tempo, ma chi è “malato” di super-lavoro spesso le vede come lussi inconcepibili. Eppure basta guardare ai fatti: togliere venti minuti alla propria giornata lavorativa non sarà un disastro. Un’altra buona abitudine da prendere è quella di non catapultarsi fuori dal letto, ma prendersi cinque o dieci minuti per raccogliere i pensieri e farsi un quadro della giornata. In questo può aiutarci anche la meditazione, specialmente quella nota come “mindful meditation”, che oggi possiamo praticare anche con l’aiuto di apposite app.

L’importanza degli obiettivi

Uno degli aspetti più frustranti del burnout è la sensazione di “non concludere nulla”. E anche qui c’è il trucco: non possiamo davvero sapere se abbiamo raggiunto un buon risultato, se non abbiamo, a monte, un’idea chiara di cosa sia “un buon risultato”. L’errore più comune, in questo senso, è determinare gli standard da applicare al proprio lavoro dopo averlo svolto. Nessuno sarà sorpreso di sapere che, in questo caso, si sceglie sempre uno standard che farà apparire il lavoro svolto come scarso e deludente. Molto meglio prendersi un po’ di tempo, all’inizio della giornata, della settimana o del mese, per identificare una serie di obiettivi ragionevoli verso i quali tendere. La buona notizia è che, una volta raggiunti quegli obiettivi, si può smettere di lavorare per quella giornata e godersi il meritato riposo senza sensi di colpa. Un proverbio apocrifo (al quale si attribuiscono di volta in volta origini americane o inuit) recita così: “come si mangia una balena? Un boccone per volta”. Ricordare questa massima è utilissimo, quando ci si trova davanti a compiti troppo vasti e complessi, che sembrano inaffrontabili. Occorre trovare il modo di “scomporre” la propria “balena” in singoli bocconi, che sia possibile digerire giornalmente senza troppi traumi. Ultimo consiglio sulla gestione degli obiettivi: è importante imparare a dire di no. Se la vostra lista giornaliera è già abbastanza lunga, rifiutate di aggiungere elementi non essenziali.

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Conclusioni

Imparare a gestire il tempo per evitare il burnout serve prima di tutto a stare meglio e a preservare la salute, ma anche a ottenere risultati migliori sul lavoro. Lavorare con le giuste pause, senza restare davanti allo schermo per più di un’ora consecutiva (ma sarebbe meglio adottare intervalli di mezz’ora), perseguendo obiettivi chiari, in ordine di priorità, permette di massimizzare la produttività della propria giornata lavorativa. E, soprattutto, di avere ancora tempo ed energie da dedicare a rendere la propria vita piena e interessante.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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