Perché il tuo team building non ha funzionato (e come renderlo migliore) - Il blog di Smart Eventi
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Perché il tuo team building non ha funzionato (e come renderlo migliore)

Scritto da Angela

A cosa serve il team building? Questa domanda può essere posta da un dirigente che cerca di organizzare le attività più adatte per i propri dipendenti o da un dipendente che accetta a malincuore l’invito a un ritrovo dopo il lavoro a cui preferirebbe non partecipare. Il tono e l’intenzione della domanda, ovviamente, cambiano notevolmente da un caso all’altro. In questo divario si nasconde il problema principale della maggior parte dei tentativi di team building che si rivelano, in ultima analisi, inefficaci. Da un lato c’è il management aziendale, desideroso di costringere i dipendenti a uscire dal loro guscio e obbligarli a instaurare relazioni più solide. Dall’altro, ci sono i dipendenti stessi, che sarebbero più contenti se potessero limitarsi a svolgere le attività previste nelle loro mansioni e che non sopportano affatto di essere “costretti” a uscire dal guscio o di essere “obbligati” a instaurare alcunché. Il problema è evidente. In un’ interazione di questo tipo ci sono diversi elementi che rischiano di vanificare qualsiasi intervento di team building.

A cosa serve davvero il team building?

La domanda merita comunque una risposta, sia che venga posta per sincera curiosità o per frustrazione. L’idea alla base è perfettamente valida: un ambiente di lavoro piacevole, in cui le persone tendono ad andare d’accordo e a coltivare relazioni positive e rispettose, in cui gli individui possono esprimere tutto il loro potenziale e i team lavorano in armonia, è il luogo ideale per portare a termine qualsiasi compito. I conflitti, le rivalità e la sfiducia sul posto di lavoro, invece, sono noti per ostacolare la produttività e far perdere alle aziende i loro collaboratori migliori. Il team building è progettato per portare le aziende il più lontano possibile da quest’ultimo scenario e il più possibile vicino al primo.

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Perché i tuoi esperimenti di team building non sono andati a buon fine

Se stai leggendo questo post, probabilmente hai provato il team building in passato e il risultato non è stato positivo. Perché? A volte i progetti di team building falliscono perché l’esecuzione non è all’altezza delle buone intenzioni. Ma il più delle volte le intenzioni stesse appaiono discutibili. Se, ad esempio, all’interno di un team esistono problemi radicati, faide e inimicizie e la direzione aziendale non li prende sul serio e non li affronta in modo efficace, in modo da creare un ambiente sano per l’interazione tra i dipendenti, qualsiasi attività tradizionale di team building sarà percepita come superficiale e inautentica, in quanto non coerente con il tipo di leadership che l’azienda sta esercitando. In altre parole, non si possono risolvere reali problemi di natura relazionale e umane con una giornata di paintball e tiro alla fune. Se l’attività di team building o l’idea in sé non sono coerenti con i valori aziendali percepiti, non produrranno alcun effetto positivo.

Sì al feedback dei dipendenti, no al divertimento forzato

Perché così tante aziende investono ancora in team building e perché questo settore è così prospero? Perché ci sono modi per farlo in modo efficace e, se organizzato correttamente, il team building può essere visto dai dipendenti come un premio e uno strumento utile, piuttosto che come un “divertimento forzato” o una perdita di tempo. Se il primo passo è garantire una cultura aziendale orientata al team, il secondo è incoraggiare il feedback dei dipendenti sulle attività migliori da prenotare. Quando si pianificano attività di team building per la propria azienda, bisogna sempre assicurarsi che nessuno si senta escluso o trascinato contro la propria volontà. Un errore comune è quello di scegliere attività che vanno bene per la “maggioranza” del team, senza chiedersi esattamente quanto la minoranza sia contraria a quelle stesse attività. Se, ad esempio, stai pensando di prenotare un’esperienza di degustazione di vini per tutto il tuo team, probabilmente la maggioranza dei tuoi dipendenti sarà felice. Se, però, nel tuo team ci sono degli astemi, questi si sentiranno attivamente esclusi e penseranno che le loro esigenze non siano importanti. Per questo motivo, quando ti informerai sulle preferenze del tuo team, non dovresti solo far votare le diverse attività di team building e scegliere la più popolare, ma anche dedicare del tempo a conoscere i singoli dipendenti e concentrarti sugli aspetti più popolari di certe esperienze e su quelli che invece alcuni preferiscono evitare.

Lavora sempre con professionisti

Un team building mal eseguito non è un’esperienza gratificante per nessuno dei partecipanti: non improvvisare! Soprattutto quando hai in programma eventi di team building che coinvolgono gruppi numerosi o attività insolite, è consigliabile lavorare con professionisti che non solo ti aiuteranno a scegliere l’attività perfetta per il tuo team, ma si occuperanno anche di tutti gli aspetti logistici, organizzativi e pratici, permettendoti di concentrarti su ciò che conta di più: la leadership aziendale e la qualità delle relazioni umane sul luogo di lavoro.

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Informazioni sull'autore

Angela

Editrice e co-fondatrice dell'agenzia di comunicazioni Fiore & Conti Gbr. Vive e lavora a Berlino

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