3 attività di team building per sviluppare il problem solving
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3 attività di team building per sviluppare il problem solving

team building per sviluppare il problem solving
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Scritto da Angela

Il termine problem solving si utilizza soprattutto in contesti professionali, eppure questa abilità si applica in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Ha a che fare con il pensiero creativo e con la capacità di guardare allo stesso problema da punti di vista diversi, per superare gli ostacoli e ottenere i risultati migliori nel minor tempo e con il minore sforzo possibile. Naturalmente, fra i servizi che ci vengono richiesti più spesso, ci sono proprio le attività di team building per sviluppare il problem solving. Le aziende, infatti, desiderano aumentare l’efficienza e la produttività della propria forza lavoro in senso generale, anche in assenza di progetti specifici. In questo periodo, ci siamo concentrati in modo particolare sulla progettazione di attività di team building per sviluppare il problem solving mantenendo il distanziamento sociale, tanto in presenza quanto in remoto.

3 attività di team building per sviluppare il problem solving

Prima di iniziare: che come si sviluppa il problem solving?

Quello che normalmente chiamiamo “problem solving” è un processo che si articola normalmente in tre fasi: durante la prima si deve identificare il problema e solo successivamente, nella seconda, si potrà passare a risolverlo. Nell’ultima fase, si passa all’implementazione. Prima di tutto, quindi, bisogna sviluppare la capacità di analisi, con esercizi che insegnino a guardare a una situazione complessa e a isolare gli elementi sui quali bisogna intervenire per arrivare al proprio scopo. Una volta compiuta questa analisi il pensiero creativo viene utilizzato per lavorare su diversi approcci per risolvere il problema così identificato. Per la terza fase occorre selezionare, fra le soluzioni identificate, la più adatta alle circostanze e infine trovare il modo migliore di implementarla. Portare a termine queste tre fasi in modo coerente garantisce successi e risultati a lungo termine.

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Zoom quiz: un team building sicuro, facile, a distanza

Questa è una delle più popolari attività di team building in remoto, poiché si serve di un formato familiare per tutti, ovvero il quiz televisivo. Tutti i partecipanti si collegano tramite zoom, ma a coordinarli c’è un presentatore professionista, in grado di dare all’esercizio il ritmo e il dinamismo dei grandi classici del genere, quelli che tutti amiamo guardare in tv. Ci sono diversi modi di organizzare un quiz: può trattarsi del classico formato “tutti contro tutti”, oppure i partecipanti possono dividersi in squadre, per alimentare anche il senso di appartenenza, oltre alla competitività. In questo caso, le dinamiche del quiz saranno pensate per dare importanza alla collaborazione, al lavoro di squadra e alla valorizzazione delle particolari abilità dei singoli all’interno del gruppo.

A ritmo di musica! La magia del drum circle con distanziamento sociale

Questa era una delle nostre attività di team building preferite già molto prima che si rendesse necessario il distanziamento sociale. Si tratta di un’attività in presenza che può essere realizzata sia all’aperto che al chiuso – a patto di avere uno spazio abbastanza grande a disposizione. Con l’aiuto di un coordinatore musicale, i partecipanti, equipaggiati con strumenti a percussione, devono riuscire a realizzare un ritmo armonico, che si fa sempre più complicato. Questo può essere definito un esempio di problem solving collettivo, perché non si tratta solo di lavorare in gruppo, ma anche di apprendere, individualmente, un’abilità nuova in pochissimo tempo. Ognuno dovrà trovare la chiave corretta, il giusto equilibrio fra la concentrazione sul proprio strumento e la necessità di ascoltare gli altri, fino ad arrivare a creare insieme ritmi sempre più complessi.

Legoman: la gioia di tornare bambini

Questa attività si può svolgere sia in presenza che in remoto e pone l’accento sull’importanza della comunicazione nella risoluzione dei problemi. I partecipanti sono divisi in squadre e fanno riferimento a un supervisore neutrale. Il supervisore costruisce una struttura con un certo numero di lego, struttura che solo una persona per ogni team potrà guardare per cinque minuti. Dopo di che, questo membro del team dovrà spiegare agli altri come ricostruire la struttura che ha visto. Naturalmente a vincere sarà la squadra che avrà realizzato la costruzione più somigliante all’originale. Questa attività è altamente creativa e richiede autentico impegno sul fronte della comunicazione, oltre che attenzione per i dettagli e capacità di ragionare creativamente e ascoltarsi a vicenda.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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