Bitcoin for dummies: come funziona e perché dovresti occupartene
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Bitcoin for dummies: come funziona e perché dovresti occupartene

Scritto da Angela

Bitcoin e le cripto-valute sono uno degli argomenti più controversi degli ultimi anni, in ambito finanziario. Per molti l’idea è allettante, ma le maggiori diffidenze sono dovute alla cronica instabilità dei capitali così costituiti, che possono crescere rapidamente, ma altrettanto rapidamente crollare. Quando si acquista con Bitcoin, infatti, il tasso di cambio della valuta dipende dalla quotazione decisa dal provider di pagamento nel momento in cui avviene la transazione. In Italia, fino a questo momento, ha prevalso un approccio prudente, con la maggior parte dei negozi online e dei brand nazionali che ancora non accettano transazioni con Bitcoin. Una fra le poche eccezioni si è registrata lo scorso settembre nel settore della moda, quando Lanieri è diventato il primo brand Italiano ad accettare ufficialmente Bitcoin per un e-commerce di abbigliamento online.

Il caso Lanieri

lanieri bitcoin ecommerce logo modaLanieri è un brand particolare: il suo tratto distintivo è la combinazione di moda e tecnologia ed è stato uno fra i primi negozi e-commerce di abbigliamento maschile su misura interamente made in Italy. Non stupisce quindi che sia stato anche il primo nel suo genere ad accettare i pagamenti con Bitcoin, confermando una tendenza alla sperimentazione e una fiducia nelle nuove tecnologie in perfetta armonia con l’identità del marchio. Lo scopo di una simile scelta, ovviamente, è anche e soprattutto quello di conquistare una specifica fetta di mercato: quella dei “pionieri”. Spesso considerati meno presenti all’interno del pubblico Italiano rispetto ad altri mercati, questi particolari consumatori ci tengono ad acquisire le novità tecnologiche prima degli altri e amano sperimentare. Si tratta spesso di utenti con un profilo di relazioni (e acquisti internazionali), con una netta prevalenza di uomini classificati come abbienti. Questo, naturalmente, costituisce il profilo di target perfetto per un brand come Lanieri, che non ha fatto altro che presentarsi come un investimento possibile e interessante per il pubblico al quale ha scelto di mirare. Peraltro si tratta anche di una fascia di utenti con la specifica necessità di investire: chi ha accumulato capitali Bitcoin è interessato a spenderli finché il mercato è propizio e prima del prossimo repentino crollo, e spesso fa fatica a trovare canali nei quali convertire questi capitali – che spesso sono anche molto sostanziosi – in beni.

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Il mercato di Bitcoin: funzionamento, rischi e vantaggi

bitcoin criptovaluta finanzaUno dei problemi delle criptovalute è la difficoltà di determinare con esattezza il loro corso effettivo, ma a oggi si parla di un numero di utenti unici compreso fra i cinque e i dieci milioni. Lo scarto è enorme, ma d’altra parte anche le stime più pessimistiche non possono ignorare la crescita rapidissima del fenomeno, ed è quindi normale che i brand che mirano a guardare avanti nelle proprie politiche vogliano posizionarsi su questo mercato prima degli altri. Non a caso Lanieri è stato anche fra i primi brand italiani ad accettare pagamenti con Apple Pay. C’è da dire anche che, se Lanieri è il primo fra i brand medio-grandi a distinguersi su questo mercato, diverse centinaia di piccoli e medi esercenti hanno già iniziato da tempo ad accettare Bitcoin senza troppo clamore. Si va dai negozi veri e propri ai ristoranti, fino agli alberghi e agli studi professionali. Per gli esercenti il vantaggio più evidente consiste nel risparmio sulle commissioni, rispetto ai costi dei normali circuiti delle carte di credito, oltre che – come nel caso di Lanieri – in un certo tipo di promozione verso un pubblico ben preciso. Gli svantaggi sono quelli legati alla natura ancora sperimentale del sistema, all’instabilità della valuta e alle sue fluttuazioni anche molto violente, e anche a un sistema di transazioni ancora abbastanza macchinoso.

Che cos’è davvero Bitcoin e perché sta crescendo?

bitcoin criptovaluta finanza crescitaA rendere affascinante il concetto di Bitcoin è l’idea di avere una valuta utilizzabile per transazioni vere e proprie, ma che non sia legata a una banca, emessa da un ente centralizzato né in alcun modo collegata al sistema della finanza tradizionale. L’intera esistenza di Bitcoin si articola solo online, non è legata alle riserve auree di nessun paese e non dipende da nessun istituto di credito. Bitcoin esiste come serie di transazioni che vengono tracciate e crittografate secondo un algoritmo matematico. Se da un lato il motto degli entusiasti è “se ti fidi della matematica, puoi fidarti di Bitcoin”, è anche vero che questo rende insicuri tutti quegli utenti che non hanno le conoscenze per comprenderne davvero il funzionamento. D’altra parte Bitcoin funziona, un po’ come qualsiasi valuta, perché più parti, di comune accordo, decidono e accettano di attribuirvi un certo valore. La matematica, infatti, quando la si applica alla propria vita pratica, andrebbe compresa piuttosto che accettata per fede. Dopo tutto la maggior parte della popolazione prende sulla fiducia anche tutte le informazioni sui normali mercati finanziari. Una volta accettato che, per l’uomo della strada, Bitcoin è un altro sistema basato su regole incomprensibili, ma che si auto-presenta come migliore e più equo dei concorrenti, bisogna poi valutare i rischi reali. Come nella finanza tradizionale bisogna guardarsi dagli investimenti sbagliati, infatti, quando si utilizza Bitcoin è essenziale guardarsi dagli abusi e dalle rapide variazioni. Gli esperti assicurano, tuttavia, che non ci sia da preoccuparsi degli hacker, per via della trasparenza della tecnologia Blockchain, sulla quale si basa il funzionamento di Bitcoin. Intorno a Bitcoin, al momento, c’è anche un discreto vuoto normativo, per cui i pagamenti in questa valuta non sono vietati, pur non essendo esplicitamente permessi, ma la maggior parte degli esercenti sono comunque obbligati a produrre una ricevuta in valute correnti, a fini fiscali.

Il futuro

Il futuro di Bitcoin è ancora incerto: pare inevitabile l’introduzione di regolamentazioni – mentre alcuni chiedono addirittura che la moneta virtuale venga messa fuori legge. Certamente occorrono maggiori intermediari, per rendere questa valuta accessibile a un numero più vasto di utenti, ma anche per cercare di porre un freno all’instabilità costante del suo valore, che può dimezzare capitali nel giro di pochissimi mesi e trasformare le speculazioni in operazioni più simili al gioco d’azzardo che alla finanza internazionale. E anche questo potrebbe essere un problema, dal momento che il motivo per cui Bitcoin è stao sviluppato è proprio la volontà di eliminare gli intermediari. Una cosa è certa: l’idea è ormai germogliata e non potrà fare altro che evolversi, anche se ancora non siamo in grado di determinarne la direzione più probabile.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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