Chanel e quelle storie che ci catturano: le migliori strategie di content marketing digitale - Il blog di Smart Eventi
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Chanel e quelle storie che ci catturano: le migliori strategie di content marketing digitale

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Scritto da Angela

Chanel è senza dubbio uno dei brand più famosi del mondo e il suo logo è fra i più riconoscibili. Fondata a Parigi dalla celebre Coco (nome d’arte di Gabrielle Bonheur Chanel) nel 1909, la maison ha esteso nel corso di oltre un secolo il proprio impero. Oggi, oltre a haute couture e prêt-à-porter, il marchio comprende una vasta gamma di beni di lusso, dagli accessori ai profumi, dalla pelletteria ai cosmetici. Il nome di Chanel fa parte dell’immaginario collettivo di tutti, anche di chi non ha mai visto “dal vivo” e tanto meno posseduto un prodotto con le celebri “C” intrecciate. Tutti ricordiamo la silhouette di Audrey Hepburn, icona di classe nel celebre tubino nero, o la dichiarazione di Marilyn Monroe che andava a dormire “indossando” solo una goccia di Chanel N°5. Lungi dal restare ancorato a un passato glorioso, tuttavia, il brand è riuscito a evolversi e a dominare gli strumenti della comunicazione contemporanea, mettendo in piedi una delle più riuscite strategie di content marketing digitale dei nostri tempi.

Un’identità solida

Quello che rende unica la storia di Chanel è il fatto che il brand sia riuscito a entrare trionfalmente nel XXI secolo, senza tradire una virgola della propria identità. I valori che contraddistinguono il marchio, infatti, sono immutati da quasi 110 anni e sono stati semplicemente traslati nei nuovi canali comunicativi. Oggi come ieri, l’identità di Chanel è granitica. Si basa sull’idea di una semplicità sofisticata, di una libertà che sperimenta senza mai rinunciare all’eleganza. Naturalmente, per compiere questa operazione di aggiornamento senza snaturare il marchio, sono necessarie un’analisi impeccabile e una comprensione profonda del mercato.

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Il content marketing di Chanel

I volti di Chanel sono un esempio perfetto di marketing in evoluzione. Da sempre, il marchio ha fatto dell’endorsement da parte delle più grandi celebrità uno dei propri punti di forza. Oltre alle già citate Hepburn e Monroe, moltissime icone femminili sono associate agli abiti di Chanel: da Jackie Kennedy nei suoi indimenticati completi pastello a Grace Kelly. Oggi, il brand utilizza in modo molto più consapevole i volti delle sue testimonial – che includono nomi del calibro di Keira Knightly, Nicole Kidman e Audrey Tatu – per raggiungere segmenti diversi del proprio pubblico. La strategia di content marketing di Chanel raggiunge la sua espressione più efficace nelle campagne digitali, che applicano il meglio della creatività moderna alla tradizione e all’identità di cui sopra. La parola chiave è “storytelling”.

Storytelling d’eccezione: i mini-film di Chanel

La missione di “raccontare storie” è presa alla lettera dai creativi di casa Chanel, che puntano su campagne mirate a incrementare l’interazione con il pubblico. Fra i contenuti più curati e distintivi della strategia ci sono senza dubbio i “corti”, dei veri e propri mini-film che trascendono l’idea di “pubblicità” per raccontare una storia in poche, vivaci pennellate. In queste splendide produzioni, i volti delle testimonial sono abbinati ad alcuni dei più celebri prodotti del brand. Keira Kneightly, per esempio, è il volto di Coco Mademoiselle, che incarna una femminilità indipendente e contemporanea, mentre Nicole Kidman rappresenta alla perfezione la sensualità morbida e libera del celeberrimo N°5. Ogni corto ci presenta una storia che ruota intorno a un unico concetto e che viene tratteggiata con assoluta perizia tecnica, impiegando il meglio della fotografia e della regia contemporanee. Alle attrici principali si affiancano controparti maschili come Alberto Ammann e Rodrigo Santoro, che hanno un ruolo secondario, ma che creano una piacevole tensione erotica o romantica nella narrazione. Molti dei corti sono stati diretti da Karl Lagerfeld e contengono elementi chiave dell’identità di Chanel: in quasi tutti compare Parigi, spesso ci sono elementi legati alla storia del brand e a quella del femminismo e, soprattutto, l’estetica è sempre improntata alla classe e all’eleganza tipiche del marchio.

Il segreto dell’interattività

Contenuti come questi sono pensati per stimolare conversazioni online e condivisioni da parte degli utenti, creando un’interazione e un rafforzamento della brand identity ai quali il pubblico contribuisce in maniera più o meno consapevole. Condividere un contenuto come questo ha un valore relazionale per l’utente, che utilizza il video per comunicare alla propria rete di conoscenze una parte della propria identità e dei propri valori. Chanel ha scelto consapevolmente un target alto-spendente, composto da donne fra i 23 e gli 80 anni, che apprezzano valori e tratti del proprio carattere molto precisi. Si tratta di donne che sono – o amano definirsi – indipendenti, forti, volitive ma eleganti, pratiche ma femminili, che ambiscono ad affascinare, ma senza eccedere mai nello sforzo di piacere agli altri prima che a se stesse. Riuscire a comunicare tutti questi elementi in un breve video è la chiave per entrare nelle vite del proprio target, trasformando un brand commerciale in un elemento fondante dell’identità individuale del consumatore.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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