Eventi nell'era del green pass: la nostra esperienza con il meeting di John Deere
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Eventi nell’era del green pass: la nostra esperienza con il meeting di John Deere

John Deere evento green pass
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Scritto da Angela

Stiamo tornando alla normalità? È difficile dirlo. Certo è che avere delle regole solide e ben strutturate per gli eventi, come quelle definite dal green pass, aiuta l’intero nostro settore a rimettersi in piedi e aiuta i nostri clienti – ovvero i brand che si rivolgono alle agenzie di organizzazione eventi come la nostra – a recuperare tutti quei contatti che l’assenza di eventi aveva inevitabilmente allentato. Perché è vero che quasi tutto oggi si può fare online, ma la possibilità di incontrarsi in presenza per presentare un prodotto, illustrarne il funzionamento, conversare con i collaboratori, i distributori, i partner commerciali o il pubblico aggiunge un elemento di intensità a immediatezza all’interazione che in remoto viene inevitabilmente perso. Per questo abbiamo ricominciato con gioia a organizzare eventi come il meeting per il marchio John Deere, uno dei più importanti eventi che l’azienda organizza annualmente a livello internazionale, e che per un marchio del genere sono indispensabili.

Il nostro cliente: John Deere

John Deere è uno dei più grandi brand internazionali di macchinari e veicoli agricoli, con sedi in molti Paesi diversi e, conseguentemente, una vasta rete di distributori e rivenditori in tutto il mondo. Quando si lavora con prodotto di questo genere, in un mercato B2B dalle esigenze così specifiche, il rapporto con il network di distribuzione è di importanza vitale e presentare i nuovi prodotti – anche se la presentazione vera e propria avviene in video – richiede la possibilità di confrontarsi direttamente.

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L’evento

L’evento che abbiamo organizzato era appunto un meeting con i rivenditori ed era composto di due parti. La prima, molto formale, prevedeva una riunione nella quale i nuovi prodotti della gamma attualmente in commercio venivano presentati per il mercato nazionale e internazionale e si discuteva dell’andamento dell’anno passato. La seconda parte era invece più informale e pensata per incentivare le interazioni umane: si trattava di un pranzo a buffet in giardino, in una splendida location con spazi aperti che permettevano interazioni sicure fra tutti i partecipanti.

Sicurezza, Green Pass e norme anti Covid

La sfida, ormai da un po’ di tempo, è nota: organizzare un evento che rispetti tutte le importantissime norme anti Covid attualmente in vigore, ma che risulti comunque godibile, che scorra in maniera naturale e che permetta a tutti i partecipanti di godere della giornata e della reciproca interazione, di raggiungere i risultati attesi, di solidificare i rapporti fra la rete di vendita e la distribuzione. Il momento conviviale, da questo punto di vista, è essenziale. Per questo lo abbiamo mantenuto, avendo però l’accortezza di utilizzare per il catering solo porzioni monodose, che i partecipanti potessero godere in giardino e a distanza di sicurezza. Anche all’interno della sala le norme erano molto rigide: i nostri addetti controllavano i green pass e, per l’accesso alla sala, era comunque necessario indossare l mascherina ed era prevista la misurazione della temperatura. All’interno, tutte le sedie erano collocate ad almeno un metro di distanza.

Conclusioni

È questa la nostra nuova normalità? Non lo sappiamo e possiamo sperare che le cose diventino sempre più facili con il passare del tempo, ma siamo convinti del fatto che, nel frattempo, sia importante non fermarsi e continuare a offrire ai nostri clienti un servizio efficace, completo, che li aiuti a raggiungere i propri obiettivi senza compromettere la godibilità dell’evento e sempre – cosa più importante – in assoluta sicurezza.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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