Lavori del futuro: come sopravvivere all'automazione - Il blog di Smart Eventi
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Lavori del futuro: come sopravvivere all’automazione

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Scritto da Angela

L’espansione delle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale e dal machine learning è – ed è destinata a restare – uno dei temi più caldi del nostro tempo. Fra entusiasmi e paure, tutto il mondo si interroga su come si evolverà la nostra civiltà, quando gli algoritmi saranno in grado di automatizzre la maggior parte delle attività che oggi vengono svolte da esseri umani. Diventeremo superflui? Le nostre lauree e le nostre abilità non serviranno più a nulla? L’intelligenza artificiale diventerà una minaccia o un’opportunità? Diventeremo “impiegati” dei nostri stessi algoritmi? Ecco qualche considerazione sulle professioni del futuro.

La componente umana della tecnologia

In un mondo in cui ogni aspetto della vita incorpora un qualche elemento tecnologico, la capacità di comprendere queste tecnologie è fondamentale. Per questo moltissime aziende hanno sottolineato l’importanza dei corsi di studi orientati alle materie scientifiche, come ingegneria e matematica, che preparano alle professioni che un domani controlleranno e programmeranno le tecnologie dell’automazione. Questo vuol dire che solo chi ha già una laurea o un diploma in queste materie ha un futuro professionale assicurato? Niente affatto: sono sempre più numerose le imprese che investono in formazione, permettendo ai propri dipendenti di ampliare le proprie conoscenze per essere pronti a svolgere mansioni sempre più complesse e importanti.

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Le “soft skills” del futuro

Quindi diventeremo per forza tutti scienziati e tecnici? No. Buone notizie per tutti coloro che hanno dedicato gli anni della propria formazione all’approfondimento delle discipline umanistiche e che, in generale, hanno sempre perseguito lo sviluppo della creatività e dell’empatia. L’immaginazione, la curiosità, la capacità di comportarsi secondo criteri morali di equità e giustizia e, in breve, tutte le qualità squisitamente umane che non possono essere replicate con l’automazione diventeranno sempre più importanti nel futuro del lavoro. In un’economia che si baserà sempre più sulle competenze e meno sui beni, la scintilla creativa dell’originalità sarà una dote impagabile e ricercatissima. Secondo un vecchio proverbio, “conoscenza è sapere che il pomodoro è un frutto, saggezza è non mettere un pomodoro nella macedonia”. Le professioni del futuro richiederanno sempre più spesso questa seconda qualità, che nessun algoritmo può applicare alla pari di un essere umano.

L’importanza della leadership

Le macchine sono eccellenti esecutori e, nel caso degli algoritmi, ottimi pianificatori, ma sono incapaci di esercitare alcun tipo di leadership. Lasciando da parte le distopie fantascientifiche, possiamo dire con certezza che neppure il più avanzato processo di machine learning può muoversi oltre i parametri per i quali è stato creato. Per trovare un esempio pratico efficace, pensiamo ai videogiochi: alcuni titoli degli ultimi anni permettono una grandissima libertà d’azione. Il giocatore non deve per forza seguire un percorso, ma può intraprendere azioni e interazioni con grandissima libertà, sia da solo che con altri. Ci sono giochi online che contengono veri e propri universi, all’interno dei quali i giocatori passano ore, giorni o settimane. Il limite, però, è proprio nel fatto che questi universi siano “contenuti” nel gioco. Ogni giocatore potrà muoversi solo nei mondi che qualcuno ha già disegnato, utilizzando gli oggetti che una schiera di programmatori ha creato per il suo personaggio. La libertà, in questo contesto, è limitata, e così anche le decisioni che si possono prendere. Il machine learning, fatte le debite proporzioni, ha limiti molto simili. Per questo, fra le professioni del futuro, saranno richiestissimi i profili di leadership, ovvero quei professionisti che si sono specializzati nella capacità di valutare decisioni complesse e di coordinare le risorse umane di un’azienda, facendo in modo che ogni membro del team dia il proprio meglio.

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Conclusioni: il lavoro al tempo dell’automazione

Tutte le speculazioni sul futuro del lavoro in tempi di machine learning, sono necessariamente limitate. Ogni giorno, infatti, nuove scoperte e nuovi sviluppi tecnologici ci aprono orizzonti inimmaginabili fino a poco prima. Per dominare un futuro così incerto, c’è una sola dote umana che non dovremmo mai stancarci di coltivare: la curiosità.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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