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Testati per voi: Later per Instagram

LATER INSTAGRAM
Scritto da Angela

Fare marketing su Instagram è molto meno divertente di quanto le campagne promozionali delle relative app vogliano farci credere. Il problema fondamentale e a tutt’oggi non adeguatamente risolto è che Instagram, a differenza di Facebook, proprio non ci sta a permettervi di programmare il contenuto del feed e questo, per i marketer, è un disagio non da poco. Tutto quello che si riesce a ottenere è frutto di un compromesso fra le necessità di chi usa la piattaforma per promuovere un brand e la bizzarra ossessione di Instagram per la “spontaneità” – che cosa ci sia poi di spontaneo nell’abitudine di pubblicare foto artefatte, ottenute dopo dozzine di tentativi e corredate da filtri che trasformano una minestrina di dado in una pietanza da chef stellati, non è dato sapere. Fra le applicazioni più popolari del momento per gestire la “programmazione” (il virgolettato è d’obbligo) su Instagram c’è Later. E per “più popolare” in questo caso intendiamo “quello con la campagna online più aggressiva”. Nella nostra continua ricerca degli strumenti di marketing più efficaci, l’abbiamo provato per voi.

Later vs Gramblr: un confronto obbligato

Quando si parla di Instagram, Gramblr è lo strumento di programmazione più efficiente che ci sia capitato di sperimentare fino a questo momento. Per questo motivo, la qualità del servizio offerto da Later sarà paragonata, nel contesto di questo articolo, a quella di Gramblr. Perché non ha senso consigliare un prodotto nuovo in quanto tale, senza verificare se per caso quelli già esistenti non funzionino altrettanto bene – o addirittura meglio.

Interfaccia: web e mobile

Later è un’applicazione che prevede sia una versione online gestibile via browser sia un’applicazione mobile. La differenza fra le due è che l’applicazione mobile può tranquillamente essere usata senza mai neppure aprire la versione da browser, mentre il contrario non è possibile. C’è però da dire che, senza le possibilità offerte dalla versione online, l’app in sé è piuttosto limitata e limitante.

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Come funziona

La prima cosa che Later ci tiene a farci sapere, non appena installiamo l’applicazione e registriamo il nostro account, è che “Later non posta in automatico”. Questa non è esattamente una novità: nessuna applicazione collegata a Instagram posta in automatico. L’unica eccezione in questo caso è Gramblr, che ha come unico vincolo il fatto che, per poter postare, il computer deve essere acceso e l’applicazione aperta. Una volta garantite queste due condizioni, si può serenamente ignorarlo nella (quasi) piena fiducia che i post verranno caricati all’ora stabilita con la giusta didascalia. Il procedimento scelto da Later è più macchinoso: il post viene preparato e programmato via mobile app oppure tramite l’interfaccia online e, all’orario stabilito, si riceverà una notifica sullo smartphone, a seguito della quale bisognerà aprire Later e scegliere di postare la foto in questione. A questo punto si aprirà una schermata che, contestualmente, vi permetterà di copiare la didascalia e aprire Instagram (ricordandovi di controllare che l’account nel quale siete loggati sia quello giusto), aprire la foto (automaticamente l’ultima della galleria), incollare la didascalia e, finalmente, postare. Macchinoso? Senza dubbio.

Effetti indesiderati

Effettuare la procedura sopra descritta avrà come effetto un proliferare di copie delle foto nella galleria dello smartphone, soprattutto se deciderete di aggiungere qualche filtro in fase di pubblicazione su Instagram. Questo perché Later non prevede la possibilità di modificare le foto dall’interno dell’applicazione mobile né dell’interfaccia del browser. L’unico parametro che è possibile alterare è il “crop”, ovvero il taglio dell’inquadratura. Qualsiasi altra modifica dovrà essere fatta prima oppure tramite l’interfaccia standard di Instagram nel momento della pubblicazione. Anche su questo fronte, quindi, Later perde nel confronto con Gramblr, che invece presenta un set di filtri predeterminati e offre la possibilità di modificare i singoli parametri direttamente dall’interno dell’applicazione.

Vantaggi

Fino a questo momento non siamo stati clementi con Later, che sembra perdere su tutti i fronti rispetto al nostro favorito Gramblr. Ci sono tuttavia degli oggettivi vantaggi, dal punto di vista del marketing, nell’utilizzo di questa applicazione. Cominciamo col dire che i brand che utilizzino soprattutto foto pre-editate e di alta qualità possono non preoccuparsi affatto della mancanza di filtri – il che, tuttavia, non è tanto un vantaggio quanto l’assenza di uno svantaggio. Tutti gli strumenti veramente utili si trovano nell’interfaccia online, che permette di distribuire i contenuti sulla timeline in modo intuitivo ed efficace, così da avere un quadro chiaro del ritmo e della frequenza dei post. Su questo, per esempio, Gramblr è un po’ carente, perché si limita a fornire un elenco dei post in programma. Un’altra funzione assai utile di Later consiste nella possibilità di vedere come il feed apparirà nel suo complesso, una volta che le foto saranno state pubblicate. Se il risultato finale non è soddisfacente, è possibile modificare l’ordine di pubblicazione delle foto semplicemente trascinandole, per ottenere un profilo di sicuro impatto per i visitatori. Un altro vantaggio che Later presenta, rispetto a Gramblr, è la presenza di analytics interni che valutano la performance complessiva del profilo Instagram.

Funzioni premium

Later è una piattaforma a sottoscrizione e, come molti servizi simili, offre una versione gratuita e diverse versioni a pagamento, con funzioni sempre più articolate, a prezzi compresi fra i 9$ e i 49$ al mese. La prima differenza che salta all’occhio fra la versione gratuita e quella a pagamento è il numero dei post supportati (30 al mese per quella gratuita, 100 e 250 per le due versioni a pagamento di partenza e illimitati per le due più costose). Gli stessi principi si applicano anche alle altre piattaforme supportate da Later: Twitter, Facebook e Pinterest. Le versioni a pagamento offrono anche analytics più dettagliati e con parametri maggiormente personalizzabili. La funzione in assoluto più interessante disponibile con le versioni a pagamento (a partire dal livello premium da 19$ al mese), consiste in un’applicazione parallela della stessa casa produttrice: Linkin.bio. Questa app risolve un annoso problema di chi fa marketing su Instagram, ovvero il fatto che l’unico link cliccabile che si ha a disposizione sia quello presente nella bio del profilo. Linkin.bio crea una landing page che replica perfettamente il feed di Instagram e che permette di inserire link cliccabili a siti esterni nelle didascalie dei post. Questa funzione si rivela particolarmente utile per coloro che utilizzano Instagram per integrare siti di e-commerce.

Conclusioni

Later si muove nella direzione giusta, sotto molti aspetti, anche se manca di risolvere il più fastidioso problema del marketing su Instagram, ovvero l’automazione dei post. Su quel fronte, Gramblr resta imbattuto.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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