Come organizzare una sfilata durante una pandemia: Labric Studio
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Come organizzare una sfilata durante una pandemia: il nostro progetto per Labric Studio

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Scritto da Angela

Nessuno di noi dimenticherà il 2020: è stato un anno difficile, soprattutto per chi, come noi, organizza eventi. Ma anche i nostri clienti hanno dovuto adattare il proprio modo di vivere e lavorare, come tutti, pur nella necessità di continuare a portare avanti la propria attività. Non sempre è stato facile, ma questa sfida ci ha portati a elaborare soluzioni creative, trovando modi nuovi per fare ciò che eravamo abituati a dare per scontato, reinventando e reinventandoci. Una delle sfide più interessanti che ci si è posta, per esempio, è stata la richiesta di una sfilata per il nostro cliente di lungo corso Labric Studio. E la domanda, ovviamente, era “come organizzare una sfilata durante una pandemia?” Ecco la soluzione che abbiamo trovato, durante la Milan Fashion Week di Settembre 2020.

La location: uno spazio aperto, con stile

Il primo problema da risolvere, ovviamente, era quello della location. Quando ci si trova in una situazione così particolare non ci si può più preoccupare solo di trovare una location che sia stilisticamente adatta al brand, elegante e abbastanza capiente. Organizzare una sfilata durante una pandemia impone di prestare attenzione ad altri aspetti, come la possibilità di mantenere il distanziamento sociale. Per questo motivo abbiamo scelto la corte interna di un elegante palazzo storico milanese a due passi dal Duomo, che ci permetteva tanto di restare all’aria aperta per buona parte dell’evento quanto di creare comunque un’atmosfera raccolta ed esclusiva. Naturalmente, per l’occasione, abbiamo dimezzato la capienza ufficiale della location, accogliendo solo la metà delle persone che normalmente possono partecipare a eventi in quello spazio.

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Le misure di sicurezza: tamponi, igiene e distanziamento

Un aspetto assolutamente imprescindibile per l’organizzazione dell’evento, naturalmente, è stato il rispetto rigoroso di tutte le regole di igiene, distanziamento e prevenzione, sia quelle imposte dalla legge sia quelle dettate dal buon senso. Tutto il nostro personale e tutte le modelle partecipanti alla sfilata si sono sottoposti a un tampone poco prima dell’evento e, mentre le modelle erano autorizzate a non indossare la mascherina durante lo show vero e proprio, tutto il nostro staff ha mantenuto naso e bocca coperti per l’intera durata dell’evento e ha osservato rigidissime regole di distanziamento sociale. Tutti gli ambienti sono stati sanificati e le superfici igienizzate dopo ogni utilizzo. Il pubblico, infine, è stato fatto accomodare secondo precise norme di distanziamento, con obbligo di indossare la mascherina durante tutto l’evento. Inoltre abbiamo collocato le sedute in maniera che gli ospiti potessero godere di tutto lo show dandosi reciprocamente le spalle, così da incrementare il livello di sicurezza dell’intero evento.

Liling Zhang per Labric Talent: spazio ai giovani designer

È importante ricordare che organizzare una sfilata durante una pandemia non vuol dire pensare solo alle mascherine e alla sicurezza, ma anche tener presente lo stile, il messaggio dell’evento, la valenza estetica e il valore di ciò che si sta facendo. Per questo ci teniamo a ricordare che l’evento era parte del progetto Labric Talent, un format ideato dal designer Liling Zhang, il cui scopo è dare spazio e portare sotto i riflettori alcuni fra i più talentuosi giovani designer dei nostri tempi. In questo caso sono stati quattro i giovani creativi che hanno avuto modo di farsi conoscere e apprezzare durante l’evento. L’evento è stato un successo, soprattutto perché al centro dell’attenzione, per una volta, non erano le preoccupazioni per la situazione corrente, ma la moda, la bellezza e il futuro.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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