Come scrivere una newsletter efficace - Il blog di Smart Eventi
Digital Marketing

Come scrivere una newsletter efficace

Avatar
Scritto da Angela

Hai mai aperto una newsletter con gusto, con entusiasmo, con curiosità? Ammesso che la risposta sia “sì”, è probabile che questo ti sia capitato poche volte nella vita. La maggior parte delle newsletter che riceviamo, infatti, finiscono nella cartella spam o nel cestino senza essere lette e, fra quelle che vengono lette, la maggior parte vengono archiviate senza che il ricevente abbia risposto ad alcuna CTA né cliccato su alcun link. Eppure, ancora oggi, la newsletter resta uno degli strumenti di marketing più efficaci, specialmente in termini di ROI. La differenza, in questo caso, non è data dall’investimento: con un piccolo investimento, si può ottenere una grande risposta a patto di costruire il messaggio nel modo giusto. Allo stesso modo, un messaggio mal progettato può vanificare un investimento ingente. Come si costruisce una newsletter efficace? Partiamo da un esempio.

La newsletter premium di Canva

Canva è una piattaforma di design che permette a chiunque, con un abbonamento gratuito o con uno a pagamento estremamente conveniente, di creare grafiche per i social media o per la stampa. Il successo del brand dipende dalla praticità, convenienza e grande facilità di utilizzo del sistema e al momento Canva può contare su una base di 65 milioni di utenti in 190 Paesi. Per celebrare la rapida crescita del marchio e fidelizzare gli utilizzatori premium, Canva ha inviato di recente una newsletter agli utenti – e va detto che si tratta di uno strumento di cui questo brand non abusa, inviando messaggi con frequenza regolare ma mai eccessiva. Perché si è trattato di una newsletter efficace? Perché partiva con un ringraziamento: il soggetto “Thank you from Canva” fa pensare all’abbonato che il brand non stia tentando di vendere qualcosa, ma se mai di “regalare” (una nuova feature, un buono o un’informazione utile). Segue un ringraziamento personalizzato all’utente, con il riferimento al numero di grafiche che ha creato e l’invito a condividerle con un hashtag dedicato: ecco che il messaggio è diventato personale e non un semplice copia-incolla. C’era un buono o un regalo nel messaggio ? No, ma c’erano informazioni che rafforzano il rapporto dell’utente con l’azienda e la possibilità di un efficace passaparola. Nello specifico, si esploravano tutte le iniziative di beneficienza nelle quali Canva reinveste una parte dei propri utili. Non c’è una vera CTA, se non l’invito a leggere un articolo su Forbes che parla del programma di investimento in questione e l’annuncio ufficiale dell’azienda. La newsletter, però, ottiene perfettamente il suo scopo, ovvero farsi attivamente percepire come un brand meritevole di lealtà, aumentando così la customer retention.

Vuoi rinnovare la tua strategia di marketing? Contattaci!

Come posso costruire una newsletter efficace, se voglio inserire una CTA commerciale?

La chiave della comunicazione sta sempre nella capacità di proiettarsi nei panni del cliente e nell’indagare sulle sue necessità, sui suoi desideri, sui “pain point” sui quali il brand può agire. Le informazioni necessarie si possono ricavare in molti modi, ma alla base dell’interazione deve esserci la consapevolezza che un utente che si è intenzionalmente iscritto a una newsletter lo ha fatto per ottenere qualcosa in cambio. Se, per esempio, la maggior parte degli iscritti sono arrivati alla tua newsletter in seguito a un’offerta gratuita (per esempio lo scaricamento di un certo tipo di contenuto in cambio dell’iscrizione), hai già a disposizione un’informazione importante: quel contenuto in particolare rappresenta un valore, perché gli utenti hanno ritenuto utile fornire la propria email per averlo. Lavorare sulla buyer persona è indispensabile.

Senza un buon oggetto, la tua email finirà nel cestino

Quante volte apri le newsletter che ricevi? E cosa ti spinge a farlo? Nella maggior parte dei casi, la scelta del soggetto fa la differenza fra un tasso di aperture alto con un ROI interessante e un completo spreco di tempo. Il soggetto deve contenere solo il cuore del messaggio, solo l’elemento di interesse della mail. E deve farlo in poche parole e con il tono adatto. Non è facile, ma è indispensabile. Se, per esempio, dici “grazie” ai tuoi utenti, questi sapranno che ti stai ponendo nella condizione di dare, più che di chiedere. Se invii loro un messaggio d’auguri di buon compleanno (ammesso che tu conservi questo genere di informazioni), si aspetteranno un regalo, mentre se il messaggio è di “Buon Natale” è più probabile che si aspettino una promozione. Anche il tono che usi è importante: la scelta di usare o meno emoji nel titolo, per esempio, non è mai universalmente giusta o sbagliata, ma dipende interamente dal tipo di pubblico. Se il tuo scopo è vendere cosmetici, promuovere eventi ludici o in generale offrire prodotti e servizi che si scambiano in un’atmosfera informale, solitamente B2C, allora gli emoji sono una buona idea. Se la tua clientela predilige invece un tono formale e una terminologia altamente specializzata, sarà meglio evitarli.

Conclusioni

Il modo migliore per sapere che tipo di informazioni il tuo pubblico gradirà è chiedere: puoi provare con un sondaggio sul tuo sito o sui tuoi social media, oppure puoi affidarti a una ricerca di mercato gestita da terzi. L’importante è entrare il contatto con i bisogni del cliente e cercare di soddisfarli con una comunicazione su misura.

Contattaci per creare la tua prossima campagna!

Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Avatar

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento