Google elimina i cookie di terze parti. Che cosa significa?
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Google elimina i cookie di terze parti. Che cosa significa?

cookie di terze parti
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Scritto da Angela

Vi ricordate la “Adpocalypse”? Quella che doveva essere la fine degli ad su YouTube? Bene, secondo alcuni sta per arrivare un’altra apocalisse nel mondo del marketing, nello specifico la “Cookiecalypse”, ovvero la fine dei cookie. Di che si tratta? È veramente una notizia così drammatica per gli advertiser? Il nome è certo un po’ più ridicolo, questa volta, ma anche la realtà dei fatti è più complicata di quanto un neologismo a effetto possa lasciar immaginare. Google ha annunciato di voler eliminare i cookie di terze parti dal proprio browser (Chrome) entro il 2022, il che vuol dire che i comportamenti online degli utenti saranno meno tracciabili. Che cosa significa questo per i brand che basano una parte del proprio marketing su questo tipo di cookie?

Che cosa sono i cookie?

Cominciamo dal principio, per chi non avesse dimestichezza con i concetti di base. I cookie sono pacchetti di dati che i browser (come Google Chrome, Safari o Firefox) possono utilizzare per tracciare il comportamento dei visitatori di un sito. Il loro scopo è di gestire e migliorare l’esperienza di navigazione dell’utente e di fornire informazioni al proprietario dei cookie (o del sito) per poter fornire servizi o targettizzare ad. Ci sono due tipi di cookie: quelli di prima parte e quelli di terze parti. I cookie di prima parte sono quelli che ogni sito genera sul computer di ogni utente che li visita e permettono di gestire, per esempio, le informazioni di log-in. Questo tipo di cookie si accettano automaticamente e permettono anche al proprietario del sito di sapere come gli utenti si muovono sul sito stesso, ma non di sapere cosa fanno prima e dopo averlo visitato (per esempio da quali siti arrivano e verso quali siti si dirigono, cosa digitano sui motori di ricerca e così via). I cookie di terze parti sono quelli che gli utenti devono autorizzare e non sono generati dal sito che si visita, ma, appunto, da terze parti. Questi cookie forniscono informazioni sul comportamento generale degli utenti online, creando profili anche molto accurati dal punto di vista delle abitudini di consumo e degli interessi, permettendo di targettizzare campagne promozionali su gruppi di utenti specifici. Questi ultimi sono quelli che spariranno da Chrome entro il 2022.

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La novità che non è una novità

Il passo che Google Chrome si appresta a fare entro l’anno prossimo, in realtà, è lo stesso che Safari e Firefox hanno già messo in atto dal 2013. L’impatto sarà chiaramente più significativo con Chrome, poiché si tratta del browser più usato del mondo e, quindi, di quello sul quale gli advertiser fanno più affidamento in assoluto. Si può anche dire che la “morte dei cookie” fosse nell’aria: i governi di tutto il mondo avevano iniziato a sollevare comprensibili dubbi sull’incompatibilità fra l’utilizzo di cookie di terze parti e il rispetto della privacy degli utenti. Nonostante il cambiamento dei prossimi due anni sia destinato a influire su oltre la metà del traffico internet mondiale, tuttavia, le aziende che lavorano con gli ad online hanno già in larga parte iniziato a prepararsi per questa eventualità, proprio in virtù del fatto che Safari e Firefox richiedevano già formule alternative per la gestione delle campagne.

Privacy Sandbox: l’alternativa di Google

Per prepararsi al futuro senza cookie, la scorsa estate Google ha annunciato lo sviluppo di un nuovo strumento chiamato “Privacy Sandbox”, il cui scopo sarà di continuare a permettere ai brand di targettizzare i propri ad online in modo efficace, senza però divulgare i dati di comportamento degli utenti e mantenendo molte più informazioni solo sui dispositivi finali degli utenti stessi, senza acquisirle e condividerle su altri server. Le aziende che lavorano esclusivamente con il tipo di big data che viene fornito dai cookie di terze parti, quindi, dovranno trovare nuovi modi di generare utili, mentre per gli advertiser in generale si tratterà di affidarsi sempre più ai cookie di prima parte, offrendo agli utenti un livello di privacy maggiore, e integrando la propria offerta con Privacy Sandbox, ma anche con le nuove tecnologie che, inevitabilmente, verranno sviluppate per supportare la targettizzazione delle campagne.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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