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Guerrilla marketing: le migliori campagne del 2018

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Scritto da Angela

Il guerrilla marketing gode di grandissimo successo non solo fra i brand che desiderano utilizzarlo, ma fra i creativi. Per chi si occupa di marketing, infatti, non c’è modo migliore di liberare la propria creatività. Il guerrilla marketing non ha una sua “grammatica”, come accade per gli spot televisivi o per i poster: le regole vanno reinventate ogni volta. L’unica regola che vale per tutte le campagne guerrilla è: sorprendere lo spettatore e catturare la sua attenzione. Il coinvolgimento e la risposta emotiva che si ottengono con questa tecnica non hanno eguali. In questo post, esamineremo insieme alcune delle campagne di guerrilla marketing più originali del 2018.

Guerrilla marketing: le campagne più originali del 2018

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1. MullenLowe e Shazam, insieme contro il cyberbullismo

Le tecniche di guerrilla marketing sono nate originariamente per promuovere campagne sociali e per coinvolgere il pubblico sul piano dell’emotività. Proprio a questo fine era volta la campagne che l’agenzia pubblicitaria MullenLowe ha creato in associazione con Shazam per combattere il cyberbullismo fra i giovanissimi. La campagna ha avuto il suo focus principale a Singapore e il messaggio che intendeva lanciare era un invito esplicito a tutti i bambini e ragazzi che sono vittime di bullismo online, oppure che assistono ad atti di questo genere da parte di amici e compagni, a denunciare l’accaduto. La campagna, a prima vista, poteva apparire come una semplice serie di immagini sugli schermi che si trovano in giro per la città, per esempio alle fermate degli autobus. I poster digitali raffiguravano Daniel, un bambino che incarnava tutte le vittime di cyberbullismo. Il payoff era “Dai la voce a Daniel”. Dov’è l’elemento guerrilla? I poster parlano, ma lo fanno con una frequenza che l’orecchio umano non può percepire. Utilizzando Shazam, è possibile intercettare il messaggio di Daniel e ascoltare alcune storie di cyberbullismo, ricevere consigli su come comportarsi quando se ne é vittime, e informarsi sui contatti utili ai quali chiedere aiuto. Questa campagna è particolarmente efficace perché trasmette con forza il concetto che una vittima, talvolta, fatica a far sentire la propria voce. Per questo è un dovere di tutti fermarsi ad ascoltare.

Unmute Daniel x Shazam from MullenLowe Profero SEA on Vimeo.

2. Il curriculum in formato… musicale!

Chi ha detto che non si possa fare guerrilla online? Ma anche: chi ha detto che il guerrilla marketing si debba applicare solo a prodotti e cause sociali? Come abbiamo detto prima, fare guerrilla marketing vuol dire sorprendere, lasciare senza parole, coinvolgere. Vuol dire raggiungere il proprio target dove questo non si aspetta di essere raggiunto e in modi nuovi e originali. E lo si può fare per un brand, per una causa sociale, oppure.. per sé stessi. Questo è ciò che ha fatto una brillante professionista in cerca di occupazione. Page Kemna ha deciso di dire addio ai soliti, prevedibili formati che normalmente si scelgono per presentare il proprio curriculum e ha deciso di mettere il suo in musica. Dopo aver letteralmente cantato e suonato il proprio cv, Kemna lo ha postato su Linkedin, dove ha raggiunto quasi un milione di visualizzazioni, 15000 like e 2000 commenti. Ci auguriamo che abbia ricevuto anche qualche migliaio di meritatissime offerte di lavoro.

3. Il viaggio virtuale di Ikea

Per Ikea, aprire per la prima volta un negozio in India è stato un momento importante. Il mercato indiano non è facile da approcciare, come dimostra il fatto che il colosso svedese sia riuscito ad approdarvi solo ad agosto di quest’anno. Un po’ come Starbucks a Milano. Per l’occasione, IKEA ha lanciato diverse campagne di guerrilla marketing nella città di Hyderabad, sede del primo nuovo negozio. Per esempio, depositando pacchi brandizzati sul nastro trasportatore del ritiro bagagli dell’aeroporto locale, così che i visitatori, arrivando in città, venissero subito informati della nuova apertura. Per i residenti, inoltre, IKEA ha messo in circolazione una piccola flotta di furgoncini brandizzati, nei quali era possibile fare un piccolo viaggio attraverso la città, indossando un visore per la realtà virtuale. Durante il viaggio, il passeggero vedeva mobili e accessori IKEA di dimensioni giganti materializzarsi sulla strada. Una campagna divertente, sorprendente, originale e senza dubbio memorabile.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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