Il meeting peggiore della mia vita - Il blog di Smart Eventi
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Il meeting peggiore della mia vita

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Scritto da Angela
Il peggior meeting della mia vita deve essere costato una fortuna a chi l’ha organizzato. Non posso dirvi il nome dell’azienda, naturalmente, ma si tratta di un marchio che sicuramente conoscete e con il quale probabilmente avete o avete avuto a che fare. A pensarci, è probabile che quel meeting sia stato pagato con i vostri soldi e per questo non vi ringrazio: ho trascorso tre giorni orribili in un hotel a cinque stelle in una prestigiosa località sulla costa orientale della Sicilia. No, non vi sto prendendo in giro: una buona location e un budget consistente non equivalgono necessariamente a un risultato positivo né per chi organizza un evento né per chi partecipa. Un meeting ben costruito è il frutto di una pianificazione attenta rivolta a obiettivi chiari e si traduce in una crescita tanto per i singoli quanto per il gruppo di lavoro. Ma se la ricetta per il successo è una e relativamente lineare, le vie per arrivare al fallimento sono molteplici e imprevedibili. Quella che segue è l’autopsia di uno dei tanti possibili disastri aziendali che si verificano quando i compiti vengono assegnati alle persone sbagliate. Spoiler alert: mi sono licenziata tre settimane dopo.
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Informazioni sull'autore

Angela

Editrice e co-fondatrice dell'agenzia di comunicazioni Fiore & Conti Gbr. Vive e lavora a Berlino

2 Commenti

  • Ciao Angela. Troppo forte questo articolo! Mi ha fatto ripensare ad un’esperienza simile di qualche anno fa. È davvero incredibile come certa gente pensi che basti mettere insieme delle persone forzandole in attività comuni perché da qui ne nascano delle relazioni…..quando a volte basterebbe mettersi seriamente “in ascolto”…..sai qual’è il problema? Che ascoltare è difficile. Molto meglio dire: io ho investito soldi, vi ho portato a divertirvi, e che altro volete?….ancora complimenti. Ciao!

    • Ciao Melissa, hai assolutamente ragione! Spesso c’è un abisso fra le necessità di un gruppo di persone che lavorano insieme e quello che effettivamente viene fatto per migliorare i rapporti interpersonali e la qualità del lavoro. E spesso queste strategie hanno le gambe corte.

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