Forse tutto è iniziato con i social media e quell’ecosistema fatto di emoji, meme e trend che cambiano alla velocità della luce, oppure è semplicemente l’evoluzione naturale del modo in cui comunichiamo, accelerata da schermi che ormai fanno parte della nostra quotidianità. Qualunque sia stata la scintilla, una cosa oggi è evidente: sono i brand a dover imparare il linguaggio della Gen Z, e non il contrario. E per riuscirci in modo credibile, devono essere più diretti e molto meno “istituzionali” nel tono.
Co-editrice de "Il Mitte", magazine online per italiani in Germania o che guardano alla Germania con interesse.
Co-fondatrice dell'agenzia di comunicazione "Fiore & Conti".
Giornalista freelance e moderatrice di venti.
Vive a Berlino, ma viaggia in tutto il mondo.
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