Formazione Web Marketing

Perché i brand preferiscono lavorare con i micro-influencer

Scritto da Angela

Fra le tendenze recenti del social media marketing, quella legata agli influencer è fra le più popolari. Dopo essere esplosa con clamoroso successo nel 2017, ha continuato a crescere e a evolversi, senza accennare minimamente a passare di moda. Naturalmente, in questi ultimi anni, il concetto di influencer non solo si è sviluppato e affermato nella conoscenza collettiva, ma si è anche ramificato in sotto-categorie, che rispondono a esigenze diverse. Fra queste, la più interessante è quella dei micro-influencer, che si sta rivelando anche la più utile per moltissimi brand. Soprattutto le aziende di dimensioni medie o piccole, infatti, sembrano trarre grandi vantaggi dall’associarsi con questa particolare categoria, mentre gli influencer più popolari sembrano ormai territorio esclusivo dei grandi marchi internazionali.

Che cos’è un micro-influencer?

micro-influencer ispirazionePartiamo dalle definizioni, che pure sono ancora in una fase piuttosto fluida. Generalmente si utilizza il termine micro-influencer per descrivere una “personalità” affermata su un certo social network (più tipicamente Instagram), con un seguito relativamente ristretto (inferiore ai 20.000 follower), ma molto attivo, coinvolto, fedele ed entusiasta. I follower del micro-influencer si possono definire veri e propri fan e danno molta importanza alle opinioni dell’influencer su determinati temi – per esempio moda, tecnologia o sport. Questo vuol dire che un consiglio esplicito da parte di un micro-influencer molto amato si tradurrà quasi certamente in una percentuale consistente di conversioni da parte dei suoi follower. Per i brand, questo vuol dire un costo/contatto decisamente più competitivo di quello offerto dagli influencer con milioni di follower, che difficilmente possono esercitare lo stesso livello di influenza su tutto il proprio seguito.

Crescita dal basso

micro-influencer guerrilla grassrootI micro-influencer sono particolarmente adatti ai brand emergenti. Quando un brand è ancora giovane e relativamente sconosciuto sul mercato, a meno di non avere un enorme budget promozionale, deve prima di tutto coltivare una base d’utenza fedele ed entusiasta, prima che numerosa. Costruire il futuro della propria attività su una piccola base solida è fondamentale e i micro-influencer sono alleati eccezionali in questo senso. Un seguito di qualche decina di migliaia di persone, infatti, costituisce già un ottimo inizio in termini di esposizione, se si può contare su un alto livello di attenzione dalla maggior parte di questo pubblico. Un’ottima strategia, in questo senso, può essere quella di legarsi a più micro-influencer: il costo sarà comunque inferiore a quello di un unico influencer mainstream, e si avrà la possibilità di ampliare considerevolmente il pubblico raggiunto, senza diluire il livello di attenzione.

Qualità e autenticità del messaggio

Il rapporto che lega il pubblico al micro-influencer è molto particolare. Il tipo di comunicazione che viene messa in campo è estremamente personale e fa leva prima di tutto sull’autenticità. Dal punto di vista del brand, questo vuol dire raggiungere il pubblico esattamente con il genere di contenuto che questo apprezza maggiormente. Tutti i costi di produzione sono trasferiti sull’influencer, che sa esattamente ciò che il suo pubblico desidera e apprezza. D’altra parte, per assurgere allo status di influencer, un utente deve aver già prodotto contenuti di qualità e giudicati validi dal punto di vista della sostanza. Tutta quella parte del lavoro viene eliminata dalle preoccupazioni del brand, che può limitarsi a curare il rapporto con il micro-influencer e a collaborare a iniziative volte a coinvolgere il pubblico già esistente.

Conclusioni

I grandi brand che lanciano nuovi prodotti e nuove linee tendono a ignorare i micro-influencer, per motivi di prestigio e di praticità. Questo crea una nicchia perfetta per i brand più piccoli, che possono ancora permettersi di lavorare con questi influencer, evitando le complicazioni legate alla collaborazione con le “celebrità” del web, mantenendo il rapporto professionale e la comunicazione promozionale in un ambito gestibile e ragionevole, dal punto di vista dei costi come dell’organizzazione. Inoltre i micro-influencer, che sono comunque interessati alla propria carriera e allo sviluppo del proprio pubblico, sono solitamente inclini a profondere grandissimo impegno nei contenuti che creano, il tutto a prezzi competitivi. Da dove iniziare a contattare un micro-influencer? Prima di tutto occorre esplorare la propria comunità di riferimento e individuarne alcuni che siano in linea con i valori del brand. Dopo di che, la cosa migliore da fare è affidarsi alla creatività del professionista con cui si è scelto di lavorare, e alla sua conoscenza del pubblico, collaborando per creare messaggi coinvolgenti e appassionanti.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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