Organizzazione di eventi e regole Covid: una panoramica europea. Ecco cosa si può fare - Il blog di Smart Eventi
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Organizzazione di eventi e regole Covid: una panoramica europea. Ecco cosa si può fare

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Scritto da Angela

Il settore dell’organizzazione di eventi è fra quelli che più hanno sofferto durante la pandemia, dal momento che le limitazioni sugli assembramenti sono quelle che cambiano più spesso e con meno preavviso e sono fondamentali nella gestione della sicurezza pubblica. Per questo chi organizza eventi spesso si preoccupa di avere una prospettiva ampia. A livello europeo, per esempio, fiere o grandi eventi sportivi potrebbero essere interdetti in un Paese ma possibili in un altro. Allo stesso modo, i viaggi non sono tutti uguali: alcuni Paesi richiedono controlli severi e quarantene per l’accesso da certe specifiche aree, percepite come portatrici di rischi maggiori in termini di contagi e varianti. Ecco una rapida panoramica per orientarsi.

La situazione in Italia: è possibile l’organizzazione di eventi?

In Italia, lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 marzo 2022 ed è ancora in vigore la divisione delle regioni in bianche (a minor rischio), gialle (rischio moderato) e rosse (alto rischio). In questo momento, come in tutta Europa, si pone l’accento sullo status vaccinale. Per questo motivo, chi ha ricevuto il ciclo completo di vaccinazione contro il Covid o è guarito dalla malattia gode di maggiore libertà rispetto a chi non è vaccinato. Quando una regione cambia zona, però, cambiano anche notevolmente le possibilità e le regole per gli organizzatori di eventi. In zona gialla, per esempio, è obbligatorio indossare la mascherina sempre, anche all’aperto e, nel caso di spettacoli o grandi eventi, all’aperto o al chiuso, deve trattarsi di mascherine FFP2. Inoltre, in zona bianca, gli eventi sportivi sono accessibili solo a chi è vaccinato o guarito e la capienza della location non può superare il 50 per cento all’aperto e il 35 per cento al chiuso. Inoltre, sia in zona bianca che in zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico devono avere posti a sedere preassegnati e garantire il distanziamento di almeno un metro fra gli spettatori. In zona bianca, si può arrivare a una capienza del 100% al chiuso, ma l’accesso è comunque riservato a vaccinati e guariti. In zona gialla la capienza massima è del 50 per cento e il numero massimo di spettatori non può superare i 2.500 per gli eventi all’aperto e i 1.000 per quelli al chiuso.

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Altre regole in Europa

È impossibile, in questa sede, fare una disamina accurata di ogni singolo Paese europeo, quindi ci limiteremo a dare delle linee guida generali, come indicazione della varietà di misure che sono in questo momento in vigore. Molti Paesi, come l’Italia, hanno regole non uniformi su tutto il territorio. In Austria e in Germania, che sono stati federali, per esempio, gli obblighi possono essere diversi a seconda di quanto deciso dai governi locali, ma con alcuni elementi validi a livello nazionale. In Germania è possibile organizzare grandi eventi come le fiere di settore, purché l’accesso sia limitato al super green pass (vaccino o guarigione), che in Germania si chiama 2G. Esistono però un limitato numero di Stati della federazione in cui è anche possibile presentare il risultato negativo di un tampone (regola 3G, simile al nostro green pass). Chi volesse organizzare eventi dovrà inoltre contattare le autorità locali per conoscere i numeri relativi alla capienza massima e ai partecipanti ammissibili. In linea di massima regole diverse si applicano agli eventi che si considerano privati (come i ricevimenti di matrimonio) e a quelli pubblici, che in alcune regioni possono accogliere fino a 2000 partecipanti all’aperto. In Austria si applicano regole simili, con fortissime limitazioni per i non vaccinati, che non possono accedere a nessun evento pubblico. In ogni caso è obbligatorio portare la mascherina sia all’aperto che al chiuso. Inoltre, se l’evento non prevede posti a sedere fissi, non è possibile riunire più di 25 persone. Se invece ognuno ha il suo posto assegnato e distanziato si può arrivare a 500, purché con regola 2G, fino a 1000 con il cosiddetto 2G+, ovvero riservando l’ingresso a vaccinati e guariti ma richiedendo anche un test PCR, e fino a 2000 se oltre al test è richiesta anche la terza dose del vaccino. Il green pass è obbligatorio per accedere a eventi all’aperto e al chiuso anche in Francia e Spagna. Inoltre, quasi ovunque, è indispensabile raccogliere i contatti di tutti i partecipanti e comunicarli alle autorità in caso di scoperta di casi positivi e questo onere ricade sull’organizzatore.

Cosa può fare un organizzatore di eventi?

Organizzare un evento, specie per un pubblico internazionale, in un contesto del genere, può essere molto complicato. Questo è il momento di ricercare soprattutto soluzioni ibride, se si spera di coinvolgere un pubblico internazionale senza essere intralciati dalle limitazioni sanitarie legate agli accessi e ai periodi di quarantena. Se si desidera raggiungere un vasto pubblico a livello europeo, per esempio, un evento ibrido è senza dubbio il modo migliore di farlo. Questo potrebbe voler dire scegliere il Paese con le norme più adatte alla gestione di una fiera o di un evento di grandi dimensioni (che in ogni caso difficilmente potrà ospitare più di un paio di migliaia di partecipanti), per poi estenderne l’impatto attraverso formule ibride che permettano a una vasta platea internazionale di collegarsi in remoto per assistere in modo interattivo a panel, conferenze e presentazioni e organizzare meeting.

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Informazioni sull'autore

Angela

Editrice e co-fondatrice dell'agenzia di comunicazioni Fiore & Conti Gbr. Vive e lavora a Berlino

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