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I podcast sono il futuro del marketing?

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Scritto da Angela

Se c’è un lusso che un buon marketer non può permettersi è quello di rimanere indietro rispetto ai nuovi trend della comunicazione. A volte capita di “affezionarsi” a strumenti e piattaforme e di pensare che potranno essere in voga per sempre, così come accade di sottovalutare la portata delle nuove tendenze. Tuttavia il mercato è e sarà sempre dominato da chi sa non solo restare al passo coi tempi, ma anticiparli. E poi c’è un fenomeno ancora più insidioso: quello delle tendenze che non arrivano al successo nel momento in cui vengono lanciate, ma inaspettatamente esplodono anni dopo, quando il mercato è pronto per accoglierle e la società ha sviluppato linguaggi diversi. È questo il caso dei podcast.

Dal passato al futuro

Pochi lo ricordano, oggi, ma i podcast esistono da molto tempo: addirittura dal 2009. Dopo aver suscitato un breve interesse, tuttavia, sono stati travolti dall’esplosione dei social media – soprattutto Twitter e Facebook – e pressoché dimenticati. I podcast, per anni, non sono stati che la versione registrata di molti programmi radiofonici, conservata online per i fan più accaniti proprio come le puntate di certi programmi tv vengono caricate su Youtube. Nulla di interessante e certamente nulla di rilevante dal punto di vista del marketing. Certo, le piattaforme per il podcasting hanno continuato ad esistere e alcune marginalissime community hanno continuato a utilizzarle per parlare di argomenti dall’interesse estremamente circoscritto, ma nulla di tutto questo poteva essere definito un trend del mercato. Solo negli ultimi anni, contrariamente a qualsiasi previsione, questo formato comunicativo è tornato prepotentemente alla ribalta, suscitando l’interesse di segmenti di consumatori sempre più vasti.

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Podcast: le ragioni di un successo

Ci sono diverse circostanze alla base dell’imprevisto e sensazionale ritorno dei podcast. Il primo elemento che ha reso possibile questo fenomeno è legato alla diffusione degli smartphone. In un lontano e ormai inconcepibile passato in cui i telefoni erano solo telefoni, l’abitudine di ascoltare musica per strada o sui mezzi pubblici non era universalmente diffusa come adesso. Erano prevalentemente le fasce più giovani della popolazione a investire in walkman (prima) e lettori mp3 (dopo) da portare in metropolitana o in palestra. Da quando tutti hanno in tasca un dispositivo che, fra le altre cose, può anche riprodurre file audio, questa abitudine si è estesa a gruppi demografici diversi, con gusti diversi in fatto di consumo di prodotti culturali.

Molti di questi utenti venivano da un’esperienza di ascolto legata alla radio e alla parola, più che alla musica (non a caso, nello stesso periodo gli audiolibri sono passati dall’essere un prodotto di nicchia per appassionati a un’industria multimilionaria). La nuova moda ha contagiato anche molti degli utenti che prima erano dediti esclusivamente al consumo di musica. Tutto questo ha creato il terreno ideale per il successo dei podcast. A renderlo praticamente possibile ci hanno pensato i diversi portali (iTunes in testa) che ne permettono la pubblicazione e il consumo. Ovvero, una volta creati contenuti, era necessario renderli disponibili su piattaforme facilmente accessibili. Naturalmente queste piattaforme erano già presenti, ma il loro potenziale non aveva la possibilità di esprimersi in assenza di un mercato.

Le risposte del marketing

Nel mondo del marketing, i podcast hanno un alleato naturale: gli influencer. Non a caso i primi podcast di successo sono nati proprio da blogger che avevano fidelizzato un pubblico nel proprio settore. Ciò non toglie, tuttavia, che ci possano essere anche podcast dagli scopi dichiaratamente commerciali, gestiti direttamente dai brand o dedicati alle novità di un singolo mercato. Questo è quanto riguarda il contenuto. È poi necessario pensare alla forma. Come per ogni contenuto, tuttavia, anche il migliore dei podcast necessita di ottimizzazione. Come un blog ha bisogno di SEO per essere facilmente trovato dagli utenti su Google, un podcast deve essere prima di tutto ottimizzato per essere facilmente trovato su iTunes e sui portali dei principali produttori di Smartphone.

Inoltre, esattamente come le linee guida per la SEO ci dicono quali caratteristiche possono assicurare il successo di un blogpost, ci sono anche alcune regole da seguire per creare un podcast destinato a essere ascoltato e seguito. Molte regole sono simili a quelle che valgono per i contenuti scritti: un buon podcast deve essere interessante, dinamico, non troppo lungo, deve fornire informazioni utili all’ascoltatore ed esprimerle in modo coinvolgente. C’è poi tutta una serie di aspetti tecnici che non vanno sottovalutati, come la qualità del suono e l’utilizzo di inserti, effetti speciali o musica.

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Come integrare un podcast all’interno della tua strategia di marketing

La prima decisione da prendere è sulla produzione vera e propria. Se non vuoi investire immediatamente nella creazione di un podcast, puoi iniziare esplorando il mercato e scoprendo quali podcast e soprattutto quali influencer siano rilevanti nel tuo mercato. Dopo aver individuato i più importanti, le strategie da mettere in atto non sono diverse da quelle che si utilizzano per i normali influencer. Se invece scegli di avventurarti nella creazione di un podcast vero e proprio, la strategia sarà più complicata, ma anche più interessante. Prima di tutto sarà opportuno investire in un supporto tecnico di qualità: la spesa non è eccessiva, ma è essenziale assicurarsi un suono di alta qualità. Sarà poi opportuno programmare una certa quantità di contenuti in anticipo: la regolarità nella diffusione di contenuti è essenziale nel successo di un podcast, ancor più che in quello di un blog.

Infine, bisognerà trovare un buon equilibrio fra riconoscibilità e varietà. L’utente medio, infatti, desidera ritrovare alcuni elementi riconoscibili nei podcast ai quali si è fidelizzato, ma richiede anche novità e varietà nei contenuti – altrimenti la noia non tarda a sopraggiungere. Queste sono linee guida elementari, naturalmente: un podcast può essere considerato un ibrido fra un blog e un programma radiofonico. Come il primo è facile e veloce da produrre, ma, come il secondo, richiede grande pianificazione per poter raggiungere il successo.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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