Proximity marketing: i clienti aumentano grazie ai beacon
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Proximity marketing: i clienti aumentano grazie ai beacon, fin dall’inaugurazione

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Scritto da Angela

I beacon e il proximity marketing sono la prima vera rivoluzione nel mondo del retail da molti anni a questa parte. Per identificare qualcosa di simile portata bisogna andare indietro nel tempo e paragonare il “prima e dopo” a un’epoca in cui i prodotti non erano organizzati su scaffali e in corridoi, o quando non esisteva la GDO. Tuttavia, quando si parla di proximity marketing, si pensa sempre – appunto – alla Grande Distribuzione Organizzata, lasciando fuori i piccoli negozi e le attività che non fanno parte di franchising di portata nazionale o internazionale. È innegabile che, per i singoli esercenti, incorporare questa tecnologia nella propria strategia di marketing sia assai più complesso che per i grandi operatori del settore. Questo non vuol dire, tuttavia, che sia impossibile. In questo post vedremo come utilizzare il proximity marketing per valorizzare un momento chiave nella vita di un esercizio commerciale: l’inaugurazione.

Le sfide del proximity marketing

L’ostacolo più difficile da superare per un’attività di piccole o medie dimensioni, specialmente se di nuova apertura, è il fatto che molti dei beacon sui quali si basa questa tecnologia richiedono, da parte degli utenti, l’installazione di un’app. Se la cosa è fattibile per i grandi brand, che hanno migliaia di filiali in tutto il mondo e possono agevolmente commissionare lo sviluppo di un’app o stringere partnership con app già diffuse, la cosa è assai più complicata per chi si è appena affacciato sul mercato. Come fare a rendere i beacon utilizzabili fin dal giorno dell’inaugurazione? Sviluppare un’app è un investimento non di poco conto e convincere gli utenti a scaricarla può essere uno sforzo ingrato. I banner online hanno una percentuale di successo inferiore allo 0.1% e, anche qualora l’app venisse scaricata, nella maggior parte dei casi per renderla efficace è necessario che vengano sbloccate le autorizzazioni dei settaggi Bluetooth e che l’app sia aperta mentre l’utente passa vicino al beacon. Una battaglia persa, dunque? Non proprio.

Photo by Jona Nalder – Image Source

La risposta di Google

Google ha elaborato un protocollo per permettere ai beacon di funzionare anche senza l’installazione di un’app dedicata. Il protocollo si chiama Eddystone ed è una risposta abbastanza chiara alle scelte proprietarie di Apple. Scegliere di installare beacon con questo protocollo permette agli esercenti di comunicare con chiunque abbia uno smartphone Google, senza bisogno di app o autorizzazioni, a parte la semplice attivazione del Bluetooth. Questo è il profilo tecnologico ideale per un’inaugurazione: farsi conoscere dal vicinato grazie a una comunicazione diretta e personalizzata è un ottimo modo di prepararsi all’apertura di un negozio.

La campagna vera e propria

Che cosa fare con la tecnologia beacon una volta che la si è acquisita? Come tutte le nuove tecnologie, infatti, i beacon non sono bacchette magiche e la loro influenza positiva è destinata a cadere nel vuoto se non è impiegata nell’ottica di una strategia ben congegnata. Un buon punto di partenza potrebbe essere far arrivare, tramite beacon, dei coupon da spendere il giorno dell’inaugurazione. La natura stessa del proximity marketing incrementa esponenzialmente le possibilità che le notifiche arrivino a residenti del quartiere, ovvero ai potenziali acquirenti che dovranno formare la base della clientela della nuova attività. Il giorno dell’inaugurazione, inoltre, si potranno offrire ai clienti che effettivamente entreranno nel negozio anche altre CTA. Per esempio, si potranno invitare i clienti a rispondere a un breve sondaggio per individuarne le necessità e i desideri e creare profili cliente accurati, oppure si potrà suggerire l’iscrizione a una newsletter. In ogni caso è importante che i beacon vengano usati come strumento per fare il primo passo verso un rapporto diretto con il cliente, il cui scopo ultimo è la fidelizzazione e l’acquisto ripetuto.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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