Google ci riprova: Shoelace è il nuovo social dedicato agli eventi
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Google ci riprova: Shoelace è il nuovo social dedicato agli eventi

Shoelace Google
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Scritto da Angela

Google ha un complesso di inferiorità rispetto ai social network. E davvero non ne avrebbe motivo, dal momento che Youtube è una delle piattaforme social più utilizzate al mondo. Eppure il colosso americano continua a cimentarsi in esperimenti di social più tradizionali, pensati per fare concorrenza a Facebook. Dopo l’esperienza meno che fortunata di Google Buzz, Google+ e a cinque anni dalla semi-sconosciuta Schemer, l’incubatore interno Area 120 ha iniziato a lavorare a una nuova app social, Shoelace, pensata soprattutto per chi organizza eventi a livello locale.

Come funziona Shoelace

Il principio alla base del funzionamento di Shoelace è semplice: l’utente crea un profilo nel quale indica i propri interessi e l’algoritmo popola il suo feed con una serie di attività scelte a livello locale, che il social chiama “Loops”. Naturalmente, il target di Shoelace sembra essere piuttosto quello degli organizzatori di eventi, che sono fra gli utenti più delusi dai social network principali, soprattutto da Facebook. Per i piccoli organizzatori, infatti, è sempre più difficile farsi notare nella selva di eventi e proposte di ogni genere, a meno di non investire cifre considerevoli nella promozione delle proprie iniziative. Al momento Shoelace non è disponibile al pubblico, ma è possibile accedervi solo su invito e su piattaforma Android e per eventi che si svolgono nella città di New York e, al momento, non ci sono notizie su una possibile data di lancio. Nonostante la fase di testing sia estremamente ristretta, l’attenzione internazionale verso il nuovo social non ha tardato a manifestarsi, se non altro per quel generico interesse che sempre si genera intorno alle iniziative di Google.

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Il marketing: super-social, anti-network

In un’era in cui il paradosso come format comunicativo è ormai sdoganato anche nel mainstream, Google ha deciso di promuovere Shoelace come il social network che permetterà agli utenti di staccarsi dallo schermo e di passare più tempo a svolgere attività interessanti e gratificanti nella vita reale. Volendo fare della filosofia, si potrebbe dubitare che lo scopo autentico di qualsiasi social network sia ridurre il tempo del proprio utilizzo (considerando che non c’è molto altro di monetizzabile in un’app gratuita). Ma, anche senza arrivare ai discorsi più astratti, la maggior parte degli scettici si limitano a guardare con poca fiducia alla nuova piattaforma semplicemente perché i predecessori non hanno mai raggiunto il successo. Google riuscirà davvero a mettere il turbo alla nostra vita sociale, con un approccio hyperlocal? Non lo sappiamo, ma nessuno sta trattenendo il respiro in attesa di scoprirlo.

Google sa tutto di noi, ma non come creare un social network che ci venga voglia di usare

Perché Google ha sempre fallito nella creazione di piattaforme social? Come abbiamo detto, non ha fallito, se consideriamo Youtube. Esperimenti come Google+ e Google Buzz non sono falliti per colpa di Google, ma perché semplicemente non potevano riuscire. Quando Facebook ha soppiantato Myspace non lo ha fatto ricalcandone il modello, ma facendo qualcosa di diverso e cogliendo le necessità comunicative degli utenti che Myspace non riusciva a soddisfare. Allo stesso modo, Twitter e Instagram hanno raggiunto il successo specializzandosi in servizi dalle caratteristiche uniche (rispettivamente il microblogging e la condivisione di foto). Google, fino a questo momento, ha tentato di erodere una parte del mercato di social network all’apice del successo, riproponendo gli stessi servizi ma con molti meno utenti. C’è ragione di essere leggermente più ottimisti rispetto a Shoelace, che sembra dirigersi verso una nicchia di mercato specifica, con un’offerta di servizio diversa.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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