di Francesca Pirani
Abbiamo intervistato Federico Rognoni, Ceo della Talent Agency Atomical, nuova realtà nel settore della Creator Economy per cui Smart Eventi ha organizzato un evento corporate esclusivo. Nello specifico, abbiamo fornito location scouting, proposta catering, stampa delle grafiche, supporto creativo per la creazione degli stand e dei corner, performance artistica e noleggio arredi. Il prestigioso appuntamento ha visto intervenire oltre 250 partecipanti, tra clienti e celebri creator. Il party è stato inoltre l’occasione per festeggiare gli importanti risultati già raggiunti attraverso collaborazioni con vari top brand.
Come siete riusciti ad inserirvi in un panorama ricco di realtà che operano nello stesso settore e quali, secondo voi, sono i punti di forza che vi distinguono rispetto ai competitor?
Una caratteristica che ci fa spiccare nel mercato è sicuramente la verticalità dei nostri servizi. Non ci concentriamo solo sui grandi creator che fanno comedy o che più in generale operano nell’ambito dell’intrattenimento. Certamente li abbiamo, ma il nostro focus è la conoscenza della piattaforma, quindi TikTok, con cui lavoriamo già dal 2018, con roster verticali. Ad esempio, abbiamo un roster dedicato solo al mondo della lettura, un altro dedicato solo al mondo del make up… insomma, la verticalità è la nostra forza, all’interno del mercato.
Vuoi organizzare un evento aziendale? Contattaci!
Quando si parla di Talent Agency si intende un’azienda che gestisce un talento in vari ambiti: attività commerciali, marketing, parte amministrativa e promozione. Qual è la vostra strategia per portare al “successo” i talenti che si affidano alla vostra agenzia? E perché una figura singola o un’azienda, secondo voi, dovrebbero affidarsi ad una Talent Agency?
Per quanto riguarda i talent, sicuramente noi li aiutiamo in tutto tutto il loro percorso di crescita. Quindi, sia a livello strategico, che a livello creativo, forniamo un’assistenza qualificata su come utilizzare al meglio i social, in particolare TikTok, proponendo format e trend. Inoltre, ci muoviamo a livello commerciale, per supportarli nel processo di monetizzazione.
Per quanto riguarda brand e aziende, secondo me devono entrare su TikTok perché questo è il miglior momento per inserirsi sulla piattaforma. Sta accadendo ora quello che accadeva su Instagram nel 2014-2015, dove si poteva crescere in modo economico, mentre adesso è necessario investire molto, per raggiungere gli stessi numeri. In questo momentro TikTok consente ancora molta crescita organica, ma tra due anni probabilmente non sarà più possibile. Di conseguenza, prima si entra, maggiori saranno i risultati.
Per quanto riguarda le Talent Agency, sicuramente sono utili per quanto riguarda la selezione dei volti e il lavoro sull’audience dei talent, perché un brand può certamente creare contenuti su TikTok, ma molto spesso il problema sono proprio i volti e ogni canale TikTok dovrebbe averrne uno riconoscibile. Un’altra ragione per rivolgersi a realtà come la nostra è proprio la visibilità, perché se si parte da zero non è detto che si “esploda”. Affidandosi alle Talent Agency, che hanno una loro audience a cui indirizzare i propri contenuti, si ottengono invece risultati indubbiamente migliori.
Quali sono i tre consigli che daresti ad un’azienda, anche a un’azienda vecchio stampo, che cerca di entrare nel mondo digital e vuole aprire TikTok?
Il primo consiglio è di dimenticarsi della comunicazione “tradizionale”, perché lo spot televisivo, lo spot “patinato”, anche quello molto bello, costa tanto e non porta necessariamente risultati all’interno della piattaforma.
Ciò che funziona è la realtà, ma soprattutto usare il linguaggio di TikTok. Bisogna utilizzare il linguaggio a cui sono abituati gli utenti di questa piattaforma.
Il secondo è essere costanti, cioè non fare solo campagne per poi dimenticarsi del profilo, tra una campagna e l’altra. Consiglio di coltivare il profilo in questo senso, magari pubblicando anche solo tre contenuti settimanali, ma con regolarità.
Il terzo consiglio è quello di coinvolgere non solo la parte organica, ma anche la parte relativa a talent e advertising, perché può dare quella spinta in più per ottimizzare al meglio gli sforzi.
Avete festeggiato il lancio e il successo di una realtà giovane, che si sta ampliando. Questo sembra confutare ciò di cui si è sentito parlare negli ultimi tempi e cioè che le aziende preferirebbero non affidarsi più alle Talent Agency. Puoi affermare che non sia così?
Esatto. Diciamo che la Talent Agency diventa inutile nel momento in cui non supporta né la parte creativa, né la parte relativa alla monetizzazione o al successo in una campagna. Noi prestiamo molta attenzione alla selezione dei creator migliori per determinate nicchie e per i relativi brand di riferimento. Ad esempio, per la nicchia dedicata ai libri, una casa editrice si può affidare a noi per avere un intero roster di creator dedicati.
Sicuramente, in casi come questi, affidarsi alla Talent Agency genera grandi possibilità e ottimizza i costi. Se però si decide di “sparare nel mucchio” affidandosi, ad esempio, a dieci Talent Agency diverse, solo perché si ha un alto potere di investimento, si rischia di perdere budget, perché avere “numeri” non vuol dire necessariamente creare conversioni.
Essendo vicini al mondo dei giovani, particolarmente esposti ai rischi e alle opportunità delle piattaforme, avete in programma di realizzare progetti di sensibilizzazione nelle scuole, percorsi di sostegno psicologico o di formazione per ragazzi, anche relativi alla sostenibilità?
Già nel 2021 ho fatto un TEDx focalizzato sulle minacce e sulle opportunità del mondo digital, che può davvero offrire molto, se ci si muove consapevolmente. Il problema nasce quando questa consapevolezza non c’è e in questo caso si può incorrere in grandi rischi. Al di là del TED, ci stiamo già muovendo nella stessa direzione con altri progetti. Sono stato presente nelle scuole e anche ora sono in procinto di andare in Trentino, per parlare di nuovo del tema in nuovi istituti. È una cosa a cui ci dedichiamo molto. Per quanto riguarda il mondo della sostenibilità, con Play2Give e Nazionale Cantanti diamo vita a molte attività a scopo benefico per cercare di coinvolgere i giovani, soprattutto quelli delle periferie.
Dal punto di vista logistico, organizzativo, ma anche umano, com’è stata la collaborazione con la nostra agenzia e in particolare con la nostra Event Account Gloria, che vi ha seguiti passo passo nell’organizzazione? Ti va di lasciarci un feedback?
Sì, assolutamente. Io mi sono occupato soprattutto della parte creativa, mentre il mio team si è occupato della parte organizzativa insieme a Gloria. Quando mi sono trovato di fronte al risultato finale, ho visto che è stato realizzato un grandissimo evento, quindi direi che il mio feedback è ottimo!
Lascia un Commento