Arriva Hopin, la piattaforma di eventi digitali di Linkedin. Sarà un successo? - Il blog di Smart Eventi
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Arriva Hopin, la piattaforma di eventi digitali di Linkedin. Sarà un successo?

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Scritto da Angela

Nessuno potrà accusare LinkedIn di anticipare i tempi: a quasi due anni dall’inizio della crisi che ha trasferito il 90% del lavoro online e quasi tutte le riunioni sulle piattaforme digitali, il social professionale per eccellenza ha deciso di investire oltre 50 milioni di dollari in Hopin, una piattaforma di eventi e riunioni virtuali. Tutto questo dopo aver tentato senza successo di venire incontro alle esigenze degli utenti con LinkedIn Events e LinkedIn Live, che non hanno soddisfatto le aspettative del pubblico B2B, specialmente in un momento in cui il settore degli eventi online progrediva rapidamente diventando sempre più sofisticato e offrendo soluzioni per tutte le tasche e per tutti i tipi di clienti.

LinkedIn e Hopin: la scelta giusta?

Fra le piattaforme incluse nella partnership c’è anche Streamyard, al momento uno dei pochi strumenti esterni che vengono utilizzati per gestire gli streaming su Linkedin Live, il che suggerisce una qualche continuità nelle scelte dell’azienda e lascia presumere il desiderio di integrare i nuovi strumenti con quelli già esistenti, per realizzare un’offerta congiunta focalizzata sul mondo degli eventi online. Al di là del considerevole ritardo con cui LinkedIn si presenta su questo mercato, c’è da chiedersi se sia questa la scelta giusta o se non sia meglio, a fronte di un tentativo deludente, cambiare completamente direzione e osare un approccio basato su partnership diverse da quelle attuali.

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L’importanza della comunità

Non è difficile capire perché un’azienda come Hopin abbia accolto con entusiasmo la partnership LinkedIn: la diffusione di un software destinato al mercato B2B può trarre enormi vantaggi dall’adozione all’interno di comunità già consolidate e su nessuna piattaforma si può accedere in modo privilegiato a community online di professionisti come su LinkedIn. Dopo tutto basta pensare al caso di Zoom: nonostante un livello di soddisfazione medio degli utenti niente affatto elevato, Zoom resta la piattaforma più usata per meeting online e webinar, principalmente perché la sua diffusione la rende l’opzione più semplice per chi ha necessità estemporanee e deve coordinare diversi utenti con diversi livelli di competenza tecnica. Proprio la partnership fra una piattaforma di eventi digitali e il più grande e affermato social professionale del mondo, però, lascia intravedere possibilità autenticamente rivoluzionarie in quello che potrebbe essere il futuro degli eventi online, purché lo sviluppo del servizio sia gestito tenendo a mente le reali necessità degli utenti.

Semplificare è la chiave del successo

In una gara alla gestione delle funzioni più sofisticate, l’esempio di Facebook e Instagram dimostra che la chiave del successo, nel lancio di una nuova piattaforma, sta almeno in parte nell’usabilità. La semplicità di avvio di un live stream su Facebook ha reso questa funzione immediatamente utilizzabile da milioni di utenti, fin dal giorno in cui è stata lanciata. Lo stesso vale per Instagram. La vera sfida di LinkedIn e Hopin sarà quindi raggiungere quello stesso livello di immediatezza per un prodotto inevitabilmente più complesso, dal momento che il suo scopo non è semplicemente avviare uno stream dal vivo, ma permettere l’interazione e la creazione di veri e propri eventi. Il tutto, naturalmente, presuppone una convinzione che noi condividiamo, ovvero quella che gli eventi digitali e virtuali continueranno a fare parte della nostra vita personale e professionale anche quando la pandemia sarà finita e sarà nuovamente possibile dedicarsi (anche) a quelli in presenza.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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