Automazione del marketing: chi ha paura degli algoritmi?
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Automazione del marketing: chi ha paura degli algoritmi?

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Scritto da Angela

I marketer sono spesso divisi sul tema dell’automazione. C’è chi ha abbracciato a pieno questo strumento – ma non necessariamente lo sa usare al meglio – e chi lo rifugge a ogni costo. Quello che affascina i primi e spaventa i secondi è il potere dell’algoritmo. Entrambi gli atteggiamenti, come spesso accade alle scelte “estreme”, presentano degli errori di valutazione. Da un lato è senza dubbio ingenuo considerare gli algoritmi e l’automazione del marketing una panacea per qualsiasi promozione. Utilizzare questi strumenti senza cognizione di causa può portare a errori nel targeting che possono arrivare a infastidire e allontanare i potenziali clienti. Dall’altro la paura degli algoritmi a priori è irrazionale: come tutti gli strumenti, hanno lo scopo di migliorare e semplificare il nostro lavoro e, se usati bene, non puntano a sostituire gli esseri umani, ma a permettere loro di dedicarsi agli aspetti strategici (e più interessanti) della propria attività. Come si gestisce al meglio l’automazione del marketing? Quando è il caso di implementarla? Ecco qualche consiglio!

Ottimizzare i messaggi per ottenere più conversioni

Facciamo subito un esempio pratico. Mettiamo il caso che il tuo sito offra un servizio a pagamento al quale gli utenti devono iscriversi seguendo un percorso in più passaggi. Un certo numero di utenti arriveranno sulla tua landing page. Alcuni andranno via subito (sono capitati lì per caso o attraverso una ricerca rispetto alla quale il tuo sito è poco rilevante), altri invece manifesteranno un interesse per il tuo servizio, iniziando il percorso di conversione. Queste sono le leads sulle quali, ovviamente, ti interessa concentrarti. Quanti di questi utenti arriveranno alla fine del percorso e si convertiranno in clienti? Se la percentuale è bassa, c’è un problema ed è proprio qui che l’automazione nel marketing può venirti incontro. Se hai verificato l’efficacia della tua piattaforma e della tua UX, per escludere che il problema dipenda dal tuo sito o dal tuo messaggio, dovrai sapere quali sono le lead che più probabilmente arriveranno a “convertire”. Un buon algoritmo, opportunamente programmato, potrà indicarti quali parole chiave hanno portato sul tuo sito i clienti più determinati e quali hanno invece attirato gli indecisi che abbandonano il processo a metà. A questo punto saprai su quali keyword indicizzare i contenuti della tua campagna per arrivare a più utenti che abbiano un’alta possibilità di acquistare il servizio.

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L’automazione del marketing ti permette di impiegare meglio le risorse umane

Analizzare, incrociare e presentare grandi quantità di dati manualmente richiede tempo e professionalità. Il costo per questo tipo di operazione è invariabilmente piuttosto alto. Perché sprecare gli elementi più brillanti del tuo team in compiti lunghi e tediosi, quando potresti collaborare con loro per creare strategie creative ed efficaci per la tua prossima campagna? Da questo punto di vista, l’automazione nel marketing può fare la differenza. Avere accesso a grandi quantità di dati, ordinate secondo i criteri da te indicati, in pochissimo tempo è un vantaggio enorme. In questo modo puoi lavorare su basi solide e mettere le menti migliori della tua squadra al servizio della strategia.

Lavorare sulla soddisfazione del cliente

Automatizzare il marketing è l’unico modo ragionevole per offrire a ogni cliente un’esperienza personalizzata, a partire dalle informazioni che si acquisiscono ogni volta che il cliente interagisce con il brand. Costruire un profilo cliente basato solo su dati proprietari (quindi non sui cookie di terze parti, che sono destinati a sparire) permette di accumulare informazioni che non hanno prezzo, perché identificano il rapporto unico che ogni utente ha con il brand. Queste informazioni possono aiutarti a indirizzare a ogni cliente le offerte adatte, che a loro volta portano ad un approccio più personale. Questo ha un effetto positivo sulla soddisfazione del cliente e aumenta la propensione all’acquisto.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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