Brand restyling: come e quando pensarci - il nostro lavoro per Eduswiss
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Brand restyling: come e quando pensarci – il nostro lavoro per Eduswiss

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Scritto da Angela

Oggi parliamo di brand restyling. Cosa significa e quando occorre farlo? Ve lo racconteremo attraverso la nostra esperienza con Eduswiss, un’azienda leader nel settore della formazione di riabilitatori professionali. Vi racconteremo come abbiamo analizzato l’identità del marchio e su quali elementi abbiamo scelto di concentrarci per ricollocare l’intera immagine del brand, puntando a obiettivi precisi. Come e perché si pianifica il restyling del proprio marchio? Da dove si inizia e come si capisce quali elementi vanno innovati e quali preservati? Seguite il nostro processo creativo per scoprirlo!

Quando è opportuno pensare a un brand restyling?

I brand, come qualsiasi altro fenomeno umano, sono in costante evoluzione e si adattano all’ambiente che li circonda. Questo ambiente comprende molti fattori: il mercato in generale, la nicchia specifica, le preferenze dei consumatori, la concorrenza, il costume e il contesto culturale. L’immagine esterna del marchio dovrebbe inoltre riflettere la sua evoluzione interna. Il restyling può riguardare tutte o alcune delle forme espressive del marchio, dal logo alla palette di colori usata nella comunicazione, dal payoff al sito internet, passando per i contenuti social, la scelta dei testimonial, lo stile del copy e qualsiasi altro elemento con il quale il pubblico possa entrare in contatto.

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Soft restyling e Hard restyling: come consolidare un’identità visiva

Nel caso della nostra operazione di brand restyling per Eduswiss, ci siamo concentrati sul restyling visivo. Il nostro obiettivo era la creazione di un’identità visiva memorabile che comunicasse in modo efficace con il target di riferimento. Per ottenere questo obiettivo abbiamo preso in esame i diversi elementi che componevano l’identità visiva del marchio e abbiamo individuato quelli che necessitavano di essere alterati in modo radicale (hard restyling) e quelli che invece potevano essere semplicemente modificati per adattarsi alle nuove linee guida della comunicazione (soft restyling). Nel primo gruppo rientravano il sito web, la gestione dei social, il copy e la creazione dei contenuti, la grafica: tutti elementi che dovevano essere creati da zero. Altri, come il logo del brand, il template utilizzato per inviti, flyer e biglietti da visita, i banner e le illustrazioni potevano essere invece adattati a partire da quelli esistenti. Mescolare questi due tipi di restyling aiuta a rendere la transizione più fluida, incorporando elementi identitari esistenti nel risultato finale.

Come incorporare i social in una strategia di brand restyling

Quando ci si appresta a strutturare la parte social di una strategia di brand restyling, bisogna muoversi per gradi. Prima di tutto occorre scegliere quali piattaforme si utilizzeranno e farlo non in base a preferenze personali del cliente, ma in base al target. Occorre una profonda analisi demografica del pubblico di riferimento, che deve essere raggiunto sulle sue piattaforme social preferite. In questo caso si è trattato di Facebook e Instagram. Una volta stabilite le piattaforme che si utilizzeranno, occorrerà decidere quale sarà il ruolo dei post social: si tratta di vendere o generare engagement? Nel nostro caso lo scopo era condividere link per l’acquisto sul sito di e-commerce. Questo non è un obiettivo semplice: per generare conversioni, una campagna social deve essere molto incisiva e avere un’identità forte e riconoscibile. Un passaggio fondamentale è l’individuazione di un budget per le campagne pubblicitarie: senza queste, l’algoritmo dei social non permetterà ai contenuti di emergere in maniera rilevante e soprattutto la targettizzazione sarà molto più difficile.

Come si ristruttura un sito web

Quando si aggiorna un sito web, non basta semplicemente aggiornare il tema scegliendo le soluzioni estetiche più di moda in un certo momento. Serve invece un’attenta pianificazione del contenuto e dell’esperienza del cliente: quale sarà la prima impressione dell’utente e in che ordine gli verranno comunicate le informazioni? La disposizione degli elementi comunicativi è fondamentale. Nel caso di questo sito, per esempio, abbiamo scelto di mettere prima di tutto il campo di ricerca che permette di trovare subito le informazioni sul corso specifico desiderato dall’utente, per facilitare il percorso di chi visita il sito con un obiettivo preciso. Subito dopo si accede ai valori espressi dall’azienda, per fornire un contesto di significato all’intera esperienza e qualificare immediatamente il brand. La visione dell’azienda segue immediatamente dopo, per gli utenti che abbiano bisogno di approfondire l’identità del brand e valutarne l’affidabilità.

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Conclusioni

Questa è una panoramica molto veloce del brand restyling che abbiamo effettuato per Eduswiss, che comprende molti altri passaggi, come la scelta del logotipo e della palette di colori. Se ti interessa approfondire questo tema o stai valutando un brand restyling per la tua azienda, non esitare a contattarci!

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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