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Brand Storytelling: che storia racconta il tuo brand?

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Scritto da Angela

Hai mai provato a cambiare un’abitudine? Iniziare una dieta, iniziare a fare sport dopo un lungo periodo di inattività, smettere di fumare, prendere il giusto ritmo in home office, meditare dieci minuti al giorno: cercare di introdurre una nuova abitudine nella propria vita, così come eliminarne una esistente, rappresenta sempre una sfida. Quello che ci manca, nella maggior parte dei casi, è la motivazione. La maggior parte dei nostri comportamenti e delle azioni che compiamo durante la giornata sono abituali. Il loro ripetersi ci dà sicurezza e ci permette di valutare il progresso della nostra giornata. Per questo, quando cerchiamo di introdurre dei cambiamenti, ci sentiamo trascinati verso la ripetizione di ciò che già conosciamo. Eppure i media digitali ci bombardano di notizie su come un piccolo cambio di abitudine potrebbe davvero rivoluzionarci la vita: dalle app di mindfulness ai servizi di salute digitale, dall’abbigliamento sportivo ai brand alimentari. Come può un brand comunicare con il pubblico fornendo una call-to-action abbastanza forte da spingere lo spettatore a diventare attivo e a introdurre una novità nella propria routine? La risposta è nello storytelling.

Perché abbiamo bisogno di ascoltare storie

L’uomo è un animale narrativo, almeno tanto quanto è un animale sociale. Non occorre leggere un libro o guardare un film o una serie per ascoltare o raccontare una storia: la nostra vita è completamente avvolta dalle storie. Tutte le nostre interazioni formano storie che si intrecciano e, se anche ognuno di noi si rinchiudesse per un mese in una baita in montagna, senza compagnia, telefono né accesso a internet, il susseguirsi delle azioni quotidiane diventerebbe comunque una storia che si racconta a sé stessi. Le storie occupano un posto molto profondo nella nostra coscienza e generano in noi una risposta emotiva prima che razionale. Per questo lo storytelling dei brand deve curare sempre in modo impeccabile il tono e l’atmosfera, prima ancora di iniziare a esporre il contenuto.

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Brand storytelling: chi è il protagonista della tua storia?

Se stai pensando di creare uno storytelling coinvolgente per promuovere il tuo marchio o prodotto, ci sono alcuni elementi che dovresti considerare. Uno degli errori più comuni nel brand storytelling consiste nel presentare il prodotto come l’eroe della storia. Questa prospettiva, che può sembrare ovvia a chi quel prodotto lo ha creato e sviluppato con passione e con entusiasmo, non funzionerà con il pubblico, che non ha condiviso questo viaggio e le sue aspettative. Il cliente non si appassiona a un prodotto in base alla fatica o al lavoro che sono stati necessari per crearlo, ma in base all’impatto che questo avrà sulla sua vita. È intorno a questo punto che si deve creare la risposta emotiva alla storia che viene raccontata e, perché questo succeda, l’eroe della storia deve necessariamente essere il pubblico.

Come creare una storia per il tuo brand

Un buon modo di identificare le linee guida per lo storytelling del tuo brand consiste nel creare fin da subito una relazione con gli “early adopters”, ovvero con i primi clienti che hanno provato un certo prodotto. Può trattarsi di un gruppo di utenti che lo hanno testato in una fase di pre-lancio o dei destinatari di una promozione esclusiva. Raccogliere le storie che legano questi utilizzatori al prodotto è un ottimo inizio, poiché ti permette di individuare elementi ricorrenti, situazioni che accomunano i clienti più soddisfatti e quelli meno soddisfatti, individuare le situazioni nelle quali il prodotto ha avuto un impatto maggiore e capire quali condizioni sono necessarie perché un cliente si “innamori” davvero del brand. Tutte queste informazioni diventeranno gli elementi costitutivi del tuo storytelling.

 

La storia influenza il prodotto

A questo punto è possibile creare un circolo virtuoso che porta alla fidelizzazione del cliente – che è, come sappiamo, uno degli asset più importanti per qualsiasi brand. Conoscere le storie dei clienti, infatti, permette al brand non solo di promuovere un prodotto, ma anche di migliorarlo e di arricchire la propria strategia di comunicazione. Hai fatto caso al fatto che la maggior parte dei brand di qualsiasi genere hanno una sezione blog sul proprio sito? Il motivo è semplice: tutti i clienti un certo prodotto hanno qualcosa in comune e delle necessità che vanno soddisfatte. Chi acquista prodotti cosmetici probabilmente vorrà saperne di più su come usarli e cercherà dei tutorial di trucco, chi acquista abbigliamento sportivo sarà interessato a nuove tecniche di allenamento, chi scarica un’app per la meditazione apprezzerà i contenuti su come portare calma e serenità nella propria vita. A partire dallo storytelling e dalle esperienze degli utenti, quindi, si costruisce un intero universo, che va dalla creazione di contenuti paralleli alle modifiche ai prodotti successivi, pensate per incontrare le esigenze dei clienti. In questo caso possiamo dire che lo storytelling abbia compiuto il suo ciclo in modo perfetto.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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