Influencer marketing: le strategie che funzionano davvero
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Influencer marketing: le strategie che funzionano davvero

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Scritto da Angela

Vi ricordate il passaparola? Bene, è tornato di moda. Non solo: è diventato l’unico strumento di marketing davvero efficace. La brutta notizia è che va esteso a un pubblico da broadcast, ovvero a migliaia, centinaia di migliaia, spesso milioni di persone. Non importa quanto globalizzato sia il nostro mondo, quanto universalmente identici siano i prodotti che consumiamo in qualsiasi Paese o continente: tutti vogliamo avere la sensazione di aver operato le nostre scelte a partire dal consiglio di un amico, per derivarne un’idea di affidabilità e perfino di esclusività. Tutto questo è stato reso possibile, ovviamente, dall’economia online, che ha cambiato le regole del marketing trasformando il seguito social in uno dei capitali più importanti che un brand possa avere. È qui che entra in gioco l’influencer marketing, una tecnica ancora relativamente nuova, che non tutti riescono a inserire con successo nelle proprie strategie. Ecco qualche consiglio per impiegare l’influencer marketing all’interno di un progetto promozionale, per ottenere il massimo da un investimento che può anche essere cospicuo.

Quando fare influencer marketing

L’influencer marketing non si presta a essere utilizzato, come molte altre tecniche, all’interno di campagne definite. È sempre più difficile trovare brand che dichiarino di avere investito in una, due, dieci campagne di influencer marketing nel corso di un anno. Assai più frequente è la scelta di adottarlo come pratica costante, che diventa organica alla strategia promozionale di lungo periodo. Un influencer, d’altra parte, è considerato affidabile per il pubblico se promuove prodotti in cui crede e l’idea di “credere” in un prodotto è in un certo contrasto con l’idea di “campagna” limitata nel tempo. Collaborare con un influencer in pianta stabile permette ai brand di garantirsi un impatto migliore sul pubblico a ogni nuova release.

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Perché l’influencer marketing funziona meglio delle tecniche tradizionali?

Una parola: ad blockers. Quasi tutti li usano sul web, rendendo inutili, per esempio, molti dei costosissimi ad su Youtube. E anche le sponsorizzate sugli altri social vengono evitate da un numero crescente di utenti, che hanno imparato a modificare le impostazioni dei propri profili per riceverne sempre meno. Radio, tv e giornali, poi, sono ormai quasi del tutto inefficaci, dopo anni di desensibilizzazione. E così, mentre i brand si affannano a cercare scappatoie per violare la privacy degli utenti, rincorrendoli a suon di cookie e riconoscimenti facciali, cercando di introdursi con la forza e in modo francamente inquietante nelle loro vite, i promotori dell’influencer marketing hanno capito che la promozione che funziona meglio è quella che l’utente stesso viene a cercare. Pensiamo, per esempio, ai video di unboxing: sono gli utenti stessi a ricercarli, a organizzarli in playlist, a guardarli per piacere, per rilassarsi, per fare “shopping virtuale”, un po’ come quando si fa una passeggiata fra le vetrine anche senza voler comprare nulla. Insomma, i marketer si fanno da anni la domanda sbagliata, ovvero si chiedono: “come posso obbligare gli utenti a ricevere il mio messaggio”? Quando la domanda giusta era, da sempre “come posso permettere agli utenti di trovare il mio contenuto e come posso renderlo piacevole”?

Come trovare l’influencer adatto per il tuo brand

È essenziale collaborare solo con influencer che abbiano già un seguito consolidato nel target che ci interessa raggiungere. L’influencer giusto è quello che crea conversazioni online (con utenti o altri influencer) che siano significative rispetto all’ambito di interesse del brand. Attraverso questo tipo di conversazioni, si consolida la fama dell’influencer come esperto nel suo settore e quindi il suo prestigio e, in ultimo, la sua efficacia. Il lavoro a monte, per il brand, consiste quindi nell’analizzare i KPI, nel definire le caratteristiche che un influencer deve assolutamente avere per essere rilevante. Solo a partire da un’analisi approfondita dei temi chiave che devono dare forma alla promozione sarà possibile investire oculatamente e garantirsi un ottimo ROI.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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