I maggiori trend di marketing per il 2018
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I maggiori trend di marketing per il 2018

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Scritto da Angela

Benvenuti nel nuovo anno! Vi aspettavate una lista di buoni propositi? Abbiamo ormai accettato che i buoni propositi per il nuovo anno durano un paio di settimane e raramente arrivano a febbraio, quindi in questo post troverete qualcosa di più utile e più duraturo: i nuovi trend del marketing che domineranno il 2018. Ci aspettiamo, ovviamente, che emergano ancora molte novità, ma questi trend sono quelli che si sono affermati nel corso dell’anno passato come i più promettenti. Questo è il momento di pensare alla vostra strategia di marketing per l’anno che è appena iniziato, e non c’è modo migliore di programmare il futuro che imparare dal passato. Ecco dunque i principali trend del marketing per il 2018.

I maggiori trend di marketing per il 2018

1. Riorganizzare il budget per un mondo senza ad

Un tempo le aziende che avevano a disposizione grandi budget per il marketing ne investivano la fetta più consistente nella realizzazione di spot televisivi o radiofonici, che garantivano un costo-contatto vantaggioso nonostante i prezzi esorbitanti, poiché permettevano di esporre il prodotto a un pubblico vastissimo. Negli ultimi anni il consumo di televisione tradizionale è calato drasticamente a favore di servizi in abbonamento come Netflix, Hulu e Amazon Prime. All’ascolto della radio, che avveniva soprattutto in auto, si sostituisce sempre più l’uso delle proprie raccolte musicali, grazie alla possibilità di collegare lo smartphone o il lettore mp3 all’impianto audio della macchina. Infine, come abbiamo già detto in passato, la diffusione massiccia dei software di ad-blocking ha reso meno efficaci gli ad su piattaforme come Youtube. Che cosa fare, in un mondo sempre più privo di ad, per promuovere il proprio prodotto? Dipende dal budget. Chi ha a disposizione budget rilevanti può scegliere di lavorare direttamente con le produzioni di film e serie, per ottenere placement vantaggiosi del proprio brand in cambio di contributi alla produzione. Lo stesso può avvenire per grandi eventi dal vivo. I brand che traevano vantaggio dalla realizzazione di spot radiofonici possono (in parte) ripiegare sugli ad di Spotify, ma i numeri non sono ancora quelli che venivano garantiti dalle grandi radio nazionali. “Infilare” la pubblicità all’interno di un altro tipo di contenuto, insomma, è sempre più difficile e meno produttivo. L’unica opzione praticabile è cercare di essere presenti all’interno dei contenuti che gli utenti consumano con l’intento specifico di ottenere consigli commerciali. Il futuro del marketing, in questo senso, è degli influencer.
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2. A proposito di influencer: pensate… in piccolo!

Non prendiamoci in giro: la selvaggia spontaneità del fenomeno influencer è una realtà del passato. I giovani che raggiungono la fama da soli, e che possono essere contattati con una semplice email per essere convinti a indossare una maglia brandizzata in cambio di un lauto compenso sono una specie di leggenda metropolitana. Oggi, gli influencer hanno agenzie che li gestiscono, agenzie che spesso non sono composte da professionisti delle PR, e che quindi rendono le interazioni frustranti e improduttive. Questo però vale per i “macro” influencer, per quelli che hanno fama nazionale o internazionale e che hanno un numero di follower che, se fosse tradotto in share televisivo, li farebbe diventare il programma di punta del sabato sera di una grande rete tv. Esistono però anche i “micro” influencer, che spesso rappresentano interlocutori assai più interessanti. I micro influencer non hanno milioni di fan, ma godono di grandissima credibilità da parte di specifiche nicchie di mercato. Potrà trattarsi degli appassionati di fai-da-te, di aspiranti cuochi o collezionisti di videogiochi. Migliaia di giovani e meno giovani utenti condividono online le proprie recensioni dei prodotti che conoscono meglio e, spesso, i loro pareri sono più determinanti delle pubblicità nel dirigere le scelte d’acquisto degli utenti. Esistono video recensioni online di qualsiasi cosa. E se, nel leggere il corsivo, avete mentalmente immaginato la cosa più strana che si possa recensire in un video, sappiate che avete indovinato. Cercare su Youtube per credere. Contattare questi piccoli appassionati è spesso più semplice che accedere a influencer con un pubblico “generalista” vastissimo. Il vantaggio principale sta nel fatto che tutto il pubblico così raggiunto appartiene al target adatto ed è possibile inserire una CTA allettante, come un codice di sconto per chi ha visto il video.

3. Contenuto e promozione dovranno andare di pari passo

Internet è un posto davvero molto grande, c’è spazio per tutti. Il problema è trovarsi. Su qualunque piattaforma scegliate di collocare il vostro contenuto, questo dovrà contendersi l’attenzione di un numero limitato di utenti con una quantità apparentemente illimitata di contenuti simili. Perché questo sforzo si traduca in un’effettiva crescita del volume d’affari sono necessarie due cose: analisi di mercato con conseguente raggiungimento del target più indicato e revisione dei contenuti, allo scopo di renderli di qualità talmente incontestabile da spingere gli utenti a volerne parlare. Tutto questo sarà particolarmente vero se (o quando) Facebook deciderà di penalizzare i contenuti non promossi. D’altra parte, promuovere un contenuto o un prodotto senza aver dedicato sufficiente attenzione a farlo diventare davvero rilevante per chi lo leggerà. Promuovere i post potrebbe diventare una necessità, ma è anche importante ricordarsi di non transigere sulla qualità.
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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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