I motori di ricerca non vedono il tuo sito? Ottimizzalo così!
Web Marketing

I motori di ricerca non vedono il tuo sito? Ottimizzalo così!

Avatar
Scritto da Angela

Un sito con una buona SEO avrà sempre più successo di uno che invece è carente sotto questo aspetto. Nonostante questo e nonostante si parli di SEO ormai da anni, un numero impressionante di siti, anche fra quelli delle istituzioni o delle grandi aziende, non sono ottimizzati per i motori di ricerca. In questo post vi forniremo alcuni consigli fondamentali per migliorare la SEO del vostro sito, in modo sistematico ed efficace. Prima di iniziare, però, è importante sottolineare due grandi verità. La prima è che i motori di ricerca, Google in testa, non sono molto intelligenti. Le loro “intelligenze artificiali” sono spesso piuttosto “stupide” quando si tratta di capire cosa voglia davvero l’utente e quale sito presentare per primo. Migliorare la SEO di un sito vuol dire fare in modo che anche il più stupido dei motori di ricerca sia in grado di far arrivare a quel sito gli utenti interessati. La seconda grande verità è che gli utenti sono pigri e sospettosi: se il vostro sito si trova sulla quarta pagina della ricerca, se il browser lo registra come “non sicuro” o se è impossibile trovare le informazioni desiderate fra le sue pagine, l’utente passerà oltre. Con questi due principi in mente, passiamo ad analizzare alcuni degli elementi da modificare per migliorare la SEO. In questo post ci occuperemo di 3 tipi di “tag”, che spesso vengono sottovalutati.

Title Tag: come i motori di ricerca identificano la tua pagina

Un errore comune, soprattutto da parte di chi gestisce un sito su piattaforme come WordPress, è quello di pensare che migliorare la SEO significhi solo mettere mano ai post. Nulla di più sbagliato: occorre iniziare dalle pagine. Nello specifico dal cosiddetto Title Tag, ovvero quel titolo che compare nell’elenco dei risultati su Google (e che dovrebbe avere una lunghezza massima di circa 50 caratteri per poter essere letto interamente). Questo piccolo titolo è importantissimo, perché permette ai motori di ricerca di identificare la pagina (o il post) e il suo contenuto. Deve contenere la parola chiave, ma non deve essere solo un elenco di termini di ricerca. Il testo deve essere discorsivo, scorrevole e accattivante. Un altro elemento importante è l’unicità: utilizzare lo stesso title tag per più pagine (o, peggio, per più post) confonde i risultati, facendoli apparire meno rilevanti per il motore di ricerca, finendo per danneggiare anziché migliorare la SEO.

Contattaci per la tua prossima campagna online

Meta Tag e meta descrizione: quelli che pensi di avere capito

I meta tag sono un altro punto dolente per chi ha poca esperienza di SEO – o per chi ha imparato a ottimizzarli tanto tempo fa e poi ha ignorato l’evoluzione delle tecnologie. C’è stato un glorioso passato in cui ottimizzare i meta tag voleva dire inserire una lunga lista di parole chiave nell’apposita sezione del proprio editor. Abbiamo una notizia: non è più così. Oggi l’elemento più importante è la meta descrizione, la quale – sorpresa! – non serve a far aumentare il ranking su Google, ma solo a rendere il risultato della ricerca più interessante per l’utente. La meta descrizione è un tag a tutti gli effetti ed è quel piccolo testo che i motori di ricerca estrapolano come “anteprima” da mostrare sotto il titolo della pagina. In questo modo si aiuta l’utente frettoloso a capire più approfonditamente cosa troverà cliccando sulla pagina in questione. Qui è opportuno inserire non solo la parola chiave, ma anche i termini di ricerca collegati. Se, per esempio, la parola chiave è “tennis”, qui sarà bene inserire anche termini come “sport”, “Wimbledon”, “partita” o il nome del giocatore, a seconda del contenuto dell’articolo. Anche la meta descrizione dovrà essere discorsiva e attraente e non un forzato elenco di parole chiave: è un testo per gli utenti, non una stringa per gli algoritmi.

Titoli interni e Alt Tag per aiutare l’utente

I titoli interni (quelli che negli editor vengono indicati come “H1”, “H2” e così via) non sono elementi di grandissimo peso nel ranking, ma, se contengono la parola chiave in modo pertinente, possono rafforzarlo. Inoltre permettono di migliorare l’esperienza che l’utente ha del sito, rendendo più facile la navigazione e la comprensione del contenuto. All’interno di un articolo, per esempio, l’utente potrà scegliere di leggere solo il paragrafo con il titolo che gli interessa e farsi comunque un’idea dell’intero articolo. Gli “Alt Tags” si riferiscono invece alle immagini. Si tratta dei tag testuali che è possibile inserire quando si carica un’immagine da aggiungere a un post o al testo di una pagina. Questi testi vengono visualizzati dagli utenti che utilizzano una navigazione ridotta, senza immagini (per esempio per risparmiare i dati della connessione o perché utilizzano una navigazione ad accesso facilitato per non vedenti), ma vengono comunque indicizzate dai motori di ricerca. Quando si cerca di migliorare la SEO è importante indicizzare correttamente le immagini, indicando ciò che rappresentano e utilizzando la parola chiave per stabilirne la rilevanza.

Contattaci per la tua prossima campagna social

Iscriviti alla newsletter

Informazioni sull'autore

Avatar

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

Lascia un Commento

ml_html_hidden