Nuove regolamentazioni per l'influencer marketing?
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Nuove regolamentazioni per l’influencer marketing?

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Scritto da Angela

Da quando, negli anni ’90, la rivoluzione digitale ha cambiato le nostre vite, le frontiere degli utilizzi di internet in tutte le sue forme hanno continuato a espandersi. E, come tutte le frontiere, la società si è affannata a regolarle, arrivando sempre in ritardo rispetto alle evoluzioni tecnologiche. Una delle ultime frontiere delle attività online poco regolamentate era quella dell’influencer marketing. Di recente, almeno nel settore della moda, anche questo settore ha iniziato a essere oggetto di nuove regolamentazioni.

Moda e influencer

Non stupisce che sia proprio la moda il primo settore in cui l’influencer marketing viene regolamentato: gli influencer che si muovono in questo ambito sono infatti quelli con il maggior potenziale finanziario, quelli che registrano il fatturato maggiore, soprattutto su Instagram. E non stupisce neanche che sia stata l’Italia uno dei primi paesi a muoversi in tal senso: la nostra industria della moda è infatti una delle più importanti del mondo e personaggi come Chiara Ferragni hanno di fatto definito la figura dell’influencer a livello internazionale.

Le nuove regolamentazioni dell’influencer marketing

È stata la Camera Nazionale della Moda Italiana a passare all’azione, pubblicando delle nuove linee guida che brand e influencer dovranno seguire. Si tratta di regole improntate soprattutto alla trasparenza del lavoro di promozione sui social network. L’oggetto delle nuove regolamentazioni è la chiarezza comunicativa, soprattutto con riferimento agli hashtag #adv, #sponsored e #ad, che sono considerati spesso fuorvianti per il consumatore.

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Spontaneità e autenticità: un ricordo del passato?

Il motivo per cui l’influencer marketing ha raggiunto l’efficacia impressionante che ha attualmente è in primo luogo la sua percepita autenticità. L’influencer promuove il prodotto non come un testimonial, non come un attore, ma “mettendoci la faccia”, con la propria autentica personalità. Regolamentare questo processo farebbe venire meno proprio questo elemento, almeno secondo i detrattori dell’idea. Chi invece è a favore dell’introduzione di nuove regolamentazioni ribatte che, quando gli influencer sono celebrità con fatturati milionari e agenti che ne regolano le collaborazioni, l’autenticità non è più un fattore rilevante del loro successo. Il problema diventa quindi un altro: se l’influencer non è più “spontaneo”, ma regolarmente pagato, la comunicazione social dovrebbe rendere esplicito questo rapporto commerciale, ovvero far capire all’utente che dietro il messaggio social dell’influencer c’è un pagamento da parte del brand.

Cosa devono sapere le aziende

Dai brand di moda ci si aspetta che stringano accordi, regolati da contratti, con gli influencer, con specifico riferimento alle nuove regolamentazioni della Cnmi. Tali contratti dovranno stabilire in modo preciso come funzionerà la relazione fra brand e influencer, soprattutto in riferimento alla cessione gratuita di articoli.

Le nuove regolamentazioni devono ancora arrivare

Quelle formulate dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, si badi bene, sono per ora proposte, appunto linee guida che la Cnmi intende proporre alle autorità nazionali e internazionali. Questo vuol dire che non hanno ancora forza di legge, ma, visto l’attuale vuoto legislativo, non stupirebbe se venissero adottate in tutto o in parte dagli organismi competenti. Per i brand potrebbe quindi essere una buona idea adottarle come forme di autoregolamentazione, in vista delle future limitazioni legali dell’attività di influencer, che certamente non tarderanno ad arrivare.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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