Perché TikTok ha vietato il MLM (e anche tu faresti bene a evitarlo)
Digital Marketing

Perché TikTok ha vietato il MLM (e anche tu faresti bene a evitarlo)

MLM
Scritto da Angela

MLM: senza dubbio la sigla più infame mai associata al mondo del marketing. Nonostante la pessima reputazione di questa pratica, capita ancora di imbattersi in imprese che ambiscono a impiegarla – e in storie di persone che incautamente vi si affidano. Recentemente il MLM (Multi Level Marketing) è stato ufficialmente bandito anche dalla piattaforma TikTok, in un tentativo di tutelare gli utenti. Ma che cos’è davvero il Multi Level Marketing e perché viene criticato? Come è possibile vietare una “tecnica” di marketing su un’intera piattaforma? Vediamolo insieme.

Le promesse del MLM

Il Multi Level Marketing (anche noto come network marketing) è quello che si cela dietro post e annunci contenenti frasi come “diventa il tuo capo!” o “lavora in modo indipendente e guadagna 5000 € al mese!”. Spesso gli slogan sono associati a video di “testimonial” che raccontano di aver abbandonato carriere poco soddisfacenti per un’attività che lascia loro moltissimo tempo libero, ma inspiegabilmente li rende ricchi e permette loro di viaggiare, vivere in case splendide e realizzare qualsiasi desiderio. I testimonial sono di fatto l’unica forma di promozione nota del MLM: difficilmente troverete su Facebook un ad tradizionale per aziende come Herbalife, per esempio. Questo tipo di pratiche sono anche conosciute come “schemi Ponzi” o “schemi a piramide” e in molti paesi sono addirittura illegali.

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La decisione di TikTok

Recentemente, TikTok ha aggiornato le proprie linee guida vietando la pubblicazione di contenuti che promuovano o rappresentino schemi di marketing MLM di qualsiasi tipo. Vale la pena di notare che, sulla maggior parte degli altri social network, non vi sono divieti espliciti in questo senso. Non a caso, questo tipo di strategie, che avevano conosciuto una flessione nel corso dei primi anni 2000, sono tornate alla ribalta proprio in concomitanza con la diffusione di piattaforme come Facebook e Youtube.

Come funziona il MLM?

Il principio del MLM non è particolarmente complesso. Una società produce un certo prodotto (può trattarsi di tupperware, cosmetici o integratori alimentari) e recluta venditori. Questi venditori dovranno prima di tutto acquistare una fornitura di prodotti e poi avranno due compiti. Il primo, ovviamente, è rivendere ciò che hanno acquistato (e spesso si impegnano ad acquistare quantità fisse a scadenze precise), il secondo e più importante è arruolare nuovi venditori, con la promessa che, per ogni vendita realizzata da questi ultimi, chi li ha reclutati otterrà una commissione. La catena, in teoria, procede all’infinito, con ogni “livello” di venditori che guadagna sulle vendite dei livelli inferiori. In questo modo si crea la “piramide” che da il nome allo schema. Non è difficile immaginare come la maggior parte degli affiliati non solo non arrivino mai ai redditi da sogno sbandierati dalle campagne, ma addirittura finiscano per subire perdite economiche più o meno gravi.

La scelta di TikTok potrebbe dettare un precedente?

TikTok è una piattaforma utilizzata soprattutto da giovanissimi, per questo non si può che accogliere con favore una scelta che tutela questa fascia di utenti da una delle più note truffe dei nostri tempi. A questo punto viene spontaneo chiedersi se e quando gli altri social network seguiranno i passi del colosso cinese, tutelando i propri iscritti. Al momento non si hanno notizie in questo senso e YouTube e Facebook continuano a pullulare di “brand ambassador” che posano fra piscine e auto di lusso, vestiti firmati e paesaggi tropicali. Nonostante le linee guida più che severe in molti altri ambiti, i filtri relativi alle pratiche promozionali disoneste non sono ancora particolarmente sofisticati.

Scegliere strategie trasparenti per costruire l’identità del brand

Il nostro consiglio, quando si tratta di promuovere il proprio brand, è molto semplice: scegliere strategie di marketing trasparenti, che riflettano davvero i valori del marchio e puntino non a “catturare” un pubblico quanto più vasto possibile, indipendentemente dalla targettizzazione, ma a trovare esattamente le fasce di pubblico che possono davvero essere entusiaste del prodotto e renderlo un successo. Da sempre, infatti, siamo convinti che un cliente fidelizzato ed entusiasta, che ritorna con piacere all’acquisto e che si fa spontaneamente brand ambassador con la propria cerchia sociale valga più di cento “prede” raccattate con campagne poco chiare e ingannevoli. La qualità è l’unico strumento che permette ai brand di resistere anche ai periodi di crisi come quello che abbiamo attraversato nel 2020. La fiducia del pubblico è il bene più prezioso.

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Informazioni sull'autore

Angela

Editrice e co-fondatrice dell'agenzia di comunicazioni Fiore & Conti Gbr. Vive e lavora a Berlino

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