Promozione su LinkedIn: che cosa è cambiato - Il blog di Smart Eventi
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Promozione su LinkedIn: che cosa è cambiato

Promozione su Linkedin
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Scritto da Angela

Quando, nel 2003, Reid Hoffmann lanciò la prima piattaforma di LinkedIn, probabilmente non aveva un progetto di monetizzazione molto chiaro. Certo, è intuibile che volesse trarre profitto dal suo lavoro, ma l’idea di un social network per professionisti era ancora ben lontana da quello che LinkedIn è oggi: uno strumenti di promozione indispensabile sul mercato B2B. La promozione su LinkedIn è cambiata moltissimo negli ultimi anni, dai primissimi annunci, che comparvero sulla piattaforma nel 2005, fino alle numerosissime opzioni attualmente disponibili, pensate per raggiungere target perfettamente definiti attraverso una molteplicità di canali. Avendo raggiunto una base di utenza di oltre 260 milioni, il social dei professionisti è oggi uno strumento indispensabile per qualsiasi dimensione professionale, dal freelancer più dinamico alle maggiori multinazionali del mondo. Vediamo nel dettaglio come trarre il meglio dalla promozione su LinkedIn, con tutti gli strumenti a nostra disposizione.

Chi può fare promozione su LinkedIn?

Ancora oggi, molte piccole e medie aziende tendono a non inserire la promozione su LinkedIn nel proprio budget per il marketing. Spesso, quando si sceglie di investire nella promozione social, si preferisce utilizzare Facebook o rivolgersi ai classici e apparentemente intramontabili Google Ads. Se è vero che queste piattaforme hanno senz’altro molti più utenti, è anche vero che il servizio che offrono tende a essere piuttosto basilare, con strumenti di targettizzazione meno efficaci, soprattutto se ci si muove in ambito B2B. Gli utenti di LinkedIn, infatti, quando utilizzano la piattaforma sono di solito meglio disposti a interagire con promozioni commerciali rispetto a quando si trovano, per esempio, su Facebook. Spesso, infatti, la pubblicità su Facebook viene vissuta come un’intrusione nel relax dell’utente, mentre la promozione su LinkedIn richiama un’interazione professionale che gli iscritti sono già predisposti a compiere, poiché utilizzano la piattaforma per lavoro.

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I formati per la promozione su LinkedIn

Gli ultimi aggiornamenti di LinkedIn hanno messo a disposizione degli utenti una serie di strumenti nuovi, rendendo le opzioni promozionali sempre più interessanti e variegate. La promozione su LinkedIn può oggi essere fatta con i tradizionali ad laterali, con i messaggi diretti, con ad video o basati su caroselli di immagini che si vedono scorrendo la propria bacheca. Possono essere diretti a far aumentare i follower di una pagina, le visualizzazioni di un video o le visite a un sito, possono essere annunci di lavoro volti all’assunzione di personale oppure – aggiunta recente che va a emulare Facebook – possono essere “lead ads“, ovvero permettere la raccolta diretta dei dati di potenziali clienti, che diventano poi lead da gestire e trasformare in conversioni. Il tutto, ovviamente, è declinabile tanto nella piattaforma da desktop quanto in quella mobile e sulla apposita app.

Promozione su Linkedin Opzioni

Cosa possiamo sapere dei nostri follower

Fra le nuove funzioni dell’ad manager di LinkedIn c’è la possibilità di conoscere quasi tutto dei propri follower e del proprio target. Non solo potremo individuare la posizione lavorativa e i dati demografici di base di ognuno, ma anche – per chi l’ha inserito – il sito web. Questo ci permette di creare un network ipotetico di siti con i quali possiamo entrare in rapporto, allo scopo di espandere connessioni professionali e di accrescere l’attività.

Arrivare ai decision-maker

Un aspetto che distingue nettamente gli ads su LinkedIn da quelli possibili su tutti gli altri social, è quello di filtrare gli utenti da targettizzare in modo specifico per il ruolo che occupano nelle rispettive aziende. Bisogna anche rilevare come Facebook non sia considerato, dagli stessi utenti, un social da prendersi troppo sul serio. Di conseguenza non è raro che le informazioni riportate in termini di occupazione e titolo professionale siano spesso inesatte. Su LinkedIn, invece, questo fenomeno è assai più raro, per non dire assente. Dal momento che si tratta di un social che si utilizza esclusivamente per lavoro, tutti considerano necessario comunicare informazioni corrette. Questo vuol dire che, per le aziende che scelgono di fare promozione su LinkedIn, è assai più semplice che altrove raggiungere solo coloro che hanno potere decisionale all’interno delle aziende. Questo permette di non sprecare gli investimenti e, nonostante i prezzi siano generalmente più alti per gli ads su LinkedIn che altrove, di massimizzare il ROI.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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