Tutte le tecnologie per il proximity marketing: la guida di cui hai bisogno
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Tutte le tecnologie per il proximity marketing: la guida di cui hai bisogno

tecnologie per il proximity marketing
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Scritto da Angela

Il proximity marketing presenta una serie di vantaggi che fanno sempre più gola a brand e retailer. Prima fra tutti, la possibilità di raggiungere i clienti proprio nel luogo e nel momento in cui questi sono più disposti all’acquisto. Quella a cui stiamo assistendo oggi è una vera e propria rivoluzione: le tecnologie per il proximity marketing permettono infatti di integrare l’offerta e la comunicazione dei brand come mai prima era stato possibile. Oggi affronteremo più nel dettaglio le tecnologie che rendono possibile questo tipo di comunicazione e vedremo come utilizzarle al meglio per ottimizzare una promozione instore.

Come funzionano i beacon bluetooth

I beacon sono dispositivi che trasmettono segnali a corto raggio, che possono essere rilevati da qualsiasi dispositivo con Bluetooth abilitato. Fin qui tutto piuttosto semplice, giusto? La caratteristica che distingue i beacon da tutti gli altri dispositivi bluetooth (come auricolari e tastiere wireless) è che questi generano uno scambio fra il terminale del cliente e il cloud del retailer, facendo partire una serie di comunicazioni che sono condizionate dal momento e dalla posizione del cliente. Si va dal semplice saluto (personalizzato, nel caso di clienti registrati) alla comunicazione di sconti e offerte speciali, dalla navigazione verso pagine web che contengono dati interessanti per l’utente, fino a CTA vere e proprie. Questo permette di personalizzare la comunicazione in modo assoluto. Al cliente del negozio di abbigliamento che si trova vicino allo scaffale degli abiti da bambino, per esempio, verranno comunicate solo le informazioni che riguardano quei capi e non, per esempio, quelle relative ai capi da donna o agli accessori per il mare. In questo modo si evita di “bombardare” il cliente con informazioni inutili che rischiano di desensibilizzarlo alla comunicazione del brand. L’approccio broadcast, che ha distinto la comunicazione per decenni, diventa finalmente davvero personalizzato, davvero 1-a-1.

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Proximity marketing e Wi-Fi

Pochi ci pensano, eppure una delle tecnologie per il proximity marketing più efficaci è anche una delle più semplici da implementare: il caro vecchio Wi-Fi. Offrire un hot spot nel proprio punto vendita (così come in un centro commerciale, una stazione o un qualsiasi luogo pubblico) è un modo per attrarre utenti grazie a un servizio molto desiderabile. Sono sempre di più i brand e i retailer che utilizzano questo canale di comunicazione per veicolare messaggi pubblicitari, ottenere la sottoscrizione a newsletter, richiedere l’utilizzo di cookies e in generale acquisire dati utili alla promozione, quando non inviare CTA dirette agli utilizzatori del servizio.

Proximity marketing NFC

Il protocollo di comunicazione NFC (Near-Field Communication) è stato sviluppato principalmente per garantire la sicurezza di certe applicazioni e in particolare delle procedure di pagamento elettronico. Tutte le volte che avviciniamo il nostro smartphone a un lettore per utilizzare Apple Pay, per esempio, stiamo sfruttando un protocollo NFC, basato su una comunicazione a raggio cortissimo. Nonostante questa tecnologia abbia avuto meno successo di altre, c’è chi sta sperimentandola come forma di proximity marketing “passivo”, nel senso che il brand deve “ricevere” la comunicazione del cliente. Lo scambio di informazioni è possibile, super-sicuro e immediato, ma avviene solo se il cliente è provvisto dell’apposita app e inizia la transazione. Non particolarmente adatto per le promozioni dal target ampio, questo tipo di protocollo può essere più utile di altre tecnologie per il proximity marketing quando si tratta di fornire un servizio premium ai clienti particolarmente fidelizzati.

Altre tecnologie per il proximity marketing: le promozioni location-based e il geofencing

Il marketing location-based, strettamente parlando, non è considerato proximity marketing. D’altra parte il focus sulla collocazione geografica, soprattutto per le promozioni di singoli punti vendita, non è certamente una novità. Quello che sta cambiando, negli ultimi anni, è la consapevolezza dei marketer rispetto al fatto che non basti targettizzare un intero CAP per creare una campagna davvero efficace. Fra le tecnologie per il proximity marketing che più si avvicinano alle promozioni tradizionali c’è il Geofence, che altro non è che un’evoluzione della targettizzazione basata su coordinate GPS. Questa tecnica permette di targettizzare aree piuttosto precise e relativamente ampie, definendo un perimetro virtuale intorno a un’area geografica reale. Quando l’utente con un dispositivo “location-aware” (ovvero qualunque smartphone con i servizi di localizzazione attivi) entra nel perimetro individuato, è possibile raggiungerlo su apposite piattaforme. Questo è, in parole povere, il meccanismo per cui, quando ci spostiamo in una nuova città o un nuovo paese, social come Facebook iniziano a proporci pubblicità di esercizi commerciali ed eventi nella nostra zona.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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