Video aziendali: evita questi 5 errori - Il blog di Smart Eventi
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Video aziendali: evita questi 5 errori

video aziendali
Scritto da Angela

I video aziendali sono uno strumento grandemente frainteso. Molte delle aziende che ne trarrebbero reali vantaggi non si rendono conto di averne bisogno, mentre la maggior parte delle aziende che li commissionano dimostrano di non averne capito la vera funzione né le potenzialità. Un buon video aziendale può supportare il business in momenti cruciali, come l’acquisizione di nuovi clienti, la creazione di relazioni con i partner commerciali o il team building. Un video aziendale mal progettato, invece può rivelarsi un grosso spreco di budget senza alcuna utilità. Se da un lato è essenziale affidarsi a professionisti esperti, per garantirsi un risultato di qualità, è anche vero che i videomaker, almeno fino al prossimo update del pacchetto Adobe, non sono dotati di bacchetta magica: se il vostro briefing è mal concepito, il video sarà inefficace, e farlo dirigere da un premio oscar con il team degli effetti speciali di Peter Jackson non servirà a renderlo migliore. Ecco gli errori più comuni che le imprese commettono nel commissionare i propri video aziendali (e come evitarli).

Video aziendali: evita questi 5 errori

1. Fare un video perché… avete visto un video

Se avete visto un video aziendale splendido, coinvolgente, emozionante e che vi ha riempito di entusiasmo per il brand che lo ha commissionato, e la vostra prima reazione è stata “anche io ne voglio uno così”, probabilmente siete già sulla strada sbagliata. Quello che dovreste chiedervi non è come far realizzare un video come quello che avete visto, ma a chi farlo vedere. In chi vorreste suscitare lo stesso entusiasmo che state provando? In un potenziale cliente? In un buyer? In una commissione di finanziamento? In una schiera di professionisti di alto livello che sperate di assumere? La risposta a questa domanda fondamentale, abbinata al settore nel quale vi muovete, determinerà lo stile più adatto per i vostri video aziendali (o addirittura l’opportunità di realizzarli o meno). A meno che non abbiate visto il video di un vostro diretto competitor, ci sono altissime probabilità che un video “proprio come quello” che vi ha emozionato e coinvolto non sia adatto alla vostra azienda. Uno degli errori più comuni fra chi commissiona video aziendali è non riuscire ad andare oltre la propria “infatuazione” per un video altrui. Il risultato è la trasformazione (temutissima dai creativi) nel proverbiale “cliente da incubo”, che insiste per avere un prodotto assolutamente inadatto alle proprie necessità e poi si lamenta della sua mancata efficacia.

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Come evitare questo errore

Cercate di acquisire un certo distacco rispetto a ciò che vi piace e concentratevi su ciò che vi serve. E ascoltate i consigli dei professionisti del settore.

2. Aspettarsi un video “tuttofare”

I video aziendali, come qualsiasi altro aspetto del vostro lavoro, dovrebbero avere un obiettivo. Prima di investire una parte del vostro budget nella produzione di un video, individuate con chiarezza gli obiettivi che questa operazione deve raggiungere. “Voglio assolutamente un video in homepage”, per esempio, non è un obiettivo. I video aziendali sono strumenti potentissimi, a patto di essere inseriti in una strategia articolata e coerente, ma non sono una panacea. Cercate di identificare al massimo due o tre obiettivi chiari e compatibili (per esempio: incrementare le vendite, generare brand awareness, contribuire al posizionamento) e concentratevi su quelli senza aggiungerne altri in corso d’opera. Lo stesso video che usate per motivare i dipendenti durante il team building non può essere usato per vendere il prodotto o per una presentazione all’interno di un trade show.

Come evitare questo errore

Strutturate la vostra strategia in modo completo e articolato prima di commissionare un video aziendale. Passate all’azione solo quando (e se) il video si inserisce in modo perfetto e coerente all’interno di quella strategia.

3. Usare il linguaggio sbagliato

Anche in questo caso, come nel primo punto, può capitare di essere talmente entusiasmati da un video che si è visto, da desiderarne uno esattamente identico. L’efficacia di un video, tuttavia, dipende da una serie di fattori, e uno dei più importanti è la corrispondenza fra target e linguaggio. L’esempio più ovvio si ha pensando alle diverse fasce di età: se si desidera comunicare a un target di bambini, non si potrà utilizzare lo stesso linguaggio – sia visivo che verbale – che si utilizza per comunicare con gli adulti. Quando si tratta di video aziendali, il discorso di fa più complesso, poiché ognuno di noi ha in sé diverse identità. Nel momento in cui commissioniamo un video non dobbiamo conoscere solo i dati demografici del nostro target, ma anche le particolari identità alle quali stiamo parlando. Il video che intentiamo realizzare è rivolto a un pubblico di acquirenti o di fornitori? Stiamo parlando agli sportivi, agli appassionati di jazz, ai genitori? Oppure a persone che potrebbero essere tutte queste cose insieme, ma che a noi interessano in quanto impiegati di un certo settore? Il video originale, quello che ci ha riempito di entusiasmo, ha probabilmente funzionato perché ha parlato in modo chiaro a una delle nostre identità. Per ottenere lo stesso effetto non dobbiamo replicare meccanicamente il lavoro altrui, ma tentare di emulare il ragionamento precedente. Usare il linguaggio sbagliato risulterà esclusivamente in una serie di momenti imbarazzanti e in uno spreco di tempo e risorse.

Come evitare questo errore

Investite in una ricerca attenta sul target, cercando di conoscerlo quanto più approfonditamente possibile.

4. Non tenere conto del contesto di visualizzazione

Una volta prodotto, ovviamente, il vostro video dovrà essere visto da qualcuno. In che contesto avverranno le visualizzazioni? Online, sul vostro sito oppure sui social media? Oppure nel corso di una proiezione, a un tradeshow o a una conferenza? Il target del vostro video avrà la possibilità di interagire con voi direttamente subito dopo la visione, oppure l’interazione sarà mediata, per esempio da una piattaforma social? Conoscere la piattaforma di presentazione prima della lavorazione del video è essenziale, poiché in contesti diversi le stesse sollecitazioni possono avere un’efficacia differente. Questo vale tanto per il contenuto del messaggio quanto per la forma. Quando si creano video per i social, per esempio, è bene progettare contenuti che funzionano bene anche senza il sonoro, poiché molti utenti guardano i video da dispositivi mobili in contesti pubblici e la maggioranza, in questi casi, non abilita l’audio. Questi video traggono concreti benefici dall’uso di sottotitoli e sezioni di testo. Al contrario, un video che dovrà essere visualizzato dal pubblico all’interno di una sala dovrebbe avere un audio chiaro e gradevole e i testi dovrebbero essere pochi, grandi e molto leggibili, così da poter essere facilmente compresi anche da chi si trova più lontano dallo schermo. Mancare di considerare questi aspetti in fase di preparazione può tradursi nella realizzazione di video poco fruibili e quindi inefficaci.

Come evitare questo errore

Abbandonate l’idea che il video aziendale sia un investimento unico e che, una volta realizzato, debba servire per tutto. Se avete fatto realizzare una serie di video aziendali da caricare sulla vostra pagina Facebook, non usateli per la presentazione a un trade show e viceversa. Commissionate video aziendali adatti per ogni circostanza.

5. Non avere una call-to-action (o averne troppe)

Avere ben chiaro l’obiettivo del video che state realizzando è molto importante, ma non sufficiente. È infatti altrettanto importante che quell’obiettivo si traduca in una call-to-action chiara. Il target che visualizzerà il video dovrà trarne un messaggio inequivocabile e non avere dubbi su ciò che gli viene chiesto. Un video aziendale non deve per forza essere grigio e noioso: può essere creativo, divertente e perfino “artistico”, ma quando si arriva alla call-to-action bisogna sempre privilegiare la semplicità. Questo consiglio può sembrare ovvio, eppure un numero sorprendente di video aziendali non si concludono con un invito chiaro (all’acquisto, al contatto, alla richiesta di un approfondimento, alla prova gratuita). Sul lato opposto dello spettro si collocano quei video che contengono un numero elevato di call-to-action, che creano confusione nell’utente. Se il vostro video si conclude con una pluralità di link e contatti, ognuno collegato a un aspetto diverso della vostra attività oppure a una diversa offerta, l’effetto sarà quello dei servizi clienti telefonici a scelta multipla. L’utente sarà più o meno consapevolmente disturbato dalla quantità di richieste che gli vengono fatte e, se ne ha la possibilità, si allontanerà dalla comunicazione.

Come evitare questo errore

Se avete seguito con attenzione i punti precedenti, questo errore si eviterà praticamente da solo: a un target preciso e a un obiettivo preciso non può che corrispondere una call-to-action altrettanto precisa e univoca.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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