Blogger Outreach: cos'é, a cosa serve e come farlo
Web Marketing

Blogger Outreach: cos’é, a cosa serve e come farlo

blogger outreach
Scritto da Angela

Riuscite ancora a ricordare come funzionava il marketing online prima dei social media? Se avete provato a pensarci in questo momento, probabilmente avete fatto un po’ di fatica. C’è stato un momento in cui i blog erano uno strumento di nicchia, intorno ai quali si radunavano piccole ma fedelissime comunità – strumenti di marketing perfetti, dal punto di vista del targeting. La situazione, naturalmente, è cambiata da quando tutti queste piattaforme – social media e blog – sono entrate in quello che potremmo definire il mainstream della comunicazione. I blogger indipendenti sono diventati “influencer” e la stragrande maggioranza dei brand (incluso il nostro) utilizza un blog come strumento promozionale. In questo ecosistema è indispensabile familiarizzare con il concetto di blogger outreach. In un momento storico in cui il marketing si basa soprattutto sulla costruzione di relazioni, saper negoziare l’influenza “social” del proprio sito e del proprio brand è indispensabile.

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Che cos’è il blogger outreach

Il mondo del web ha una sua “moneta”, il cui valore è particolarmente alto fra i marketer: i link. Questo non è un fatto nuovo, si può dire che sia sempre stato così da che il web è entrato nelle case di quasi tutto il mondo. A cambiare è semplicemente il contesto e il modo in cui questa “valuta” viene utilizzata. Le tecniche che funzionavano un decennio fa, ovviamente, non funzionano più. Le migliaia di commenti ed email automatizzate che richiedono o cercano di imporre link all’interno dei blog altrui cadono regolarmente nel vuoto e sono ormai utilizzate soltanto dal sottobosco del web, ovvero da soggetti con intenti disonesti che propongono prodotti quantomeno discutibili. Che cosa possono fare tutti gli altri? La risposta è nel blogger outreach. Una campagna di blogger outreach ha lo scopo di far ottenere visibilità a un prodotto o servizio tramite il supporto di soggetti che abbiano acquisito un buon seguito in quel particolare campo. Per ottenere la collaborazione di questi soggetti si offrono in cambio benefici di diverso tipo. Può trattarsi dell’accesso gratuito ai prodotti/servizi offerti dall’azienda, di uno scambio in termini di promozione e visibilità o di un vero e proprio pagamento (occhio alla SEO: Google non vede di buon occhio la compravendita di link!).

La parola chiave è diversificare

Il fallimento delle tecniche che consideriamo spam non sta tanto nel contenuto, quanto nella mancanza di targeting. Mandare lo stesso messaggio a tutti, paradossalmente, cambia il messaggio stesso. Quando si utilizza una formula standard (“Ciao, ho letto il tuo blog è ho trovato il contenuto molto utile e interessante e ho pensato che potremmo scambiarci un link”), si sta dicendo al destinatario “Non mi importa nulla di te, non ho letto il tuo blog, voglio solo un backlink in più per migliorare la mia SEO e guadagnare un po’ di traffico. Inoltre non ho capito come funzionano le conversioni”. Questo tipo di comunicazione difficilmente otterrà una risposta positiva. Diversificare è l’unico modo per avere successo e, ovviamente, richiede più tempo e attenzione rispetto all’invio massificato di mail e commenti identici. Lo scopo è trovare quanti più soggetti possibili che abbiano interesse a condividere parti diverse dei nostri contenuti, per motivi diversi.

Best practices

Che cosa vuol dire, nella pratica, diversificare e ottenere l’attenzione dei blogger che ci interessano? Prima di tutto occorre prestare attenzione al loro lavoro. Dedicate del tempo a studiare il blog sul quale vorreste far comparire un link al vostro sito o il nome del vostro brand. Di cosa si occupa? Qual è il suo stile? Ha una nicchia di riferimento specifica? Facciamo un esempio pratico: se il vostro obiettivo è promuovere una linea di articoli per il jogging, non basterà fare una ricerca a tappeto fra tutti i blog che si occupano di sport e nemmeno fra quelli che si occupano di corsa in generale. Sarà invece opportuno andare a cercare contatti fra la comunità online di chi fa jogging, che si tratti di amatori o professionisti dello sport. Nella fase di ricerca è importante leggere con attenzione i contenuti e prendere appunti sui principali punti di contatto con il proprio prodotto. Quando si passa alla fase di composizione del messaggio, è importante comunicare in modo chiaro, immediato e soprattutto conciso. Stiamo pur sempre parlando di cold calling, quindi è essenziale rendere chiaro il proprio obiettivo entro le prime due frasi, altrimenti si rischia che il messaggio sia segnalato come spam o più semplicemente ignorato. Quando si tratta di parlare del prodotto o servizio che si desidera promuovere, è importante scrivere un pitch convincente (non sapete come farlo? Ve lo spieghiamo noi!). Infine, è importante condurre le conversazioni in modo rispettoso e professionale. Chiedere è lecito, assillare è controproducente. Non tempestate il vostro interlocutore di messaggi e sollecitazioni: l’ultima cosa che vi serve è che un influencer di settore si faccia una pessima opinione su di voi prima ancora di aver provato il vostro prodotto.

Conclusioni

I vantaggi principali di una campagna di blogger outreach ben fatta si registrano nella qualità dei contatti che si possono acquisire. Se ragioniamo in termini di costo-contatto, potremmo essere scoraggiati dalle piccole comunità, ma è importante tenere presente che un piccolo gruppo di utenti selezionati in base a interessi molto specifici e che esprimono grande entusiasmo per il contenuto proposto valgono assai di più, in termini di conversioni, di un pubblico vasto ma indifferenziato.

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Informazioni sull'autore

Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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