E-commerce: in Italia cresce più lentamente che nel resto d'Europa
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E-commerce: in Italia cresce più lentamente che nel resto d’Europa

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Scritto da Angela

L’e-commerce in Italia è decollato assai più lentamente che nel resto d’Europa e tanto gli store quanto gli acquirenti online, nel nostro paese, faticano a colmare il divario con l’estero. Questo non vuol dire, tuttavia, che non ci sia crescita. Secondo una recente indagine dell’Osservatorio e-commerce B2C commissionata dalla School of Management del Politecnico di Milano, insieme a Netcomm, l’espansione del mercato è rapida e costante. Gli italiani acquistano online sempre più prodotti (+21% previsto nel 2019) e anche servizi (+7%) e quasi la metà utilizzano soprattutto lo smartphone per questo tipo di shopping.

Come cambia l’e-commerce in Italia

A trainare la crescita dell’intero settore è certamente il comparto dell’elettronica, il quale, secondo lo stesso studio, risulta avviato a una crescita del 18% con un valore complessivo di oltre cinque miliardi di euro. La crescita maggiore in percentuale, tuttavia, è stata registrata dagli acquisti online del settore alimentare. Aumenta quasi del 40% l’abitudine di fare la spesa online e farsela recapitare a domicilio. Questa pratica, già molto diffusa nel resto d’Europa, ha tardato ad affermarsi in Italia, in parte per la disponibilità dei servizi – non uniformemente distribuiti – e in parte per la permanenza di abitudini e tradizioni, soprattutto al di fuori delle grandi città, che portano molti consumatori a prediligere gli acquisti nei negozi di quartiere. Gli Italiani sono invece ben felici di acquistare online voli aerei, biglietti del treno e pacchetti vacanza. Cresce anche la vendita di e-book, prodotti multimediali (filme e musica) e di videogiochi.

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Italia vs Europa

Nel panorama generale del mercato degli acquisti online, neanche la crescita esponenziale del 2019 servirà, tuttavia, a smuovere l’Italia da un poco glorioso ultimo posto in Europa. Non solo, infatti, l’e-commerce in Italia registra una percentuale di acquirenti più bassa rispetto a tutti gli altri paesi dell’Unione (poco meno del 45%, contro una media di quasi il 70%), ma anche i servizi a disposizione degli acquirenti nostrani risultano meno competitivi rispetto agli equivalenti esteri. Fra i fattori che maggiormente incidono nel mantenimento di questo divario, tanto lo studio sopracitato quanto i gestori dei principali store concordano nel puntare il dito contro la scarsa penetrazione delle competenze digitali. In parole povere, sono ancora quasi il 90% le aziende che non sono in grado di implementare le tecnologie per vendere online i propri prodotti e servizi. La trasformazione digitale richiede ancora uno sforzo condiviso e coordinato da parte di aziende e piattaforme. Fortunatamente cresce il numero delle imprese che ha scelto di investire in tecnologia e innovazione, per aprirsi a nuovi mercati e raggiungere i clienti in modo più efficace.

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Incentivi e rischi

Potrà sembrare strano, ma quasi un terzo degli acquisti online derivano da touch-point che utilizzano strumenti assai più “antichi” per raggiungere il cliente, come mail ed sms, oppure dal loro equivalente 4.0: le notifiche sulle app. A generare una certa resistenza culturale rispetto all’e-commerce, in Italia, è ancora una certa diffidenza rispetto alla sicurezza dei metodi di pagamento. Sempre a causa dell’alfabetizzazione informatica ridotta, non è infrequente che gli utenti meno esperti si dichiarino preoccupati di subire il furto dei dati bancari in caso di acquisto sulle piattaforme online.

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Angela

Vive, scrive e lavora per lo più a Berlino, ma usa il nomadismo digitale come scusa per prendersi delle lunghe vacanze. Torna spesso in Italia perché le radici sono importanti e il caffè è indispensabile. Divide il tempo equamente fra marketing, musica sinfonica, indie rock e sperimentazione culinaria. Quando non scrive e non prepara marmellate, di solito costruisce mobili. Non ha ancora capito il senso della vita, ma quando lo capirà non lo prenderà sul serio e si lascerà sfuggire l’opportunità di scrivere un best seller sull’argomento.

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