Freelancer viaggiatori: 4 falsi miti sul lavorare in remoto - Il blog di Smart Eventi
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Freelancer viaggiatori: 4 falsi miti sul lavorare in remoto

lavorare in remoto
Scritto da Angela
L’estate volge al termine (mi rifiuto di iniziare un articolo con “l’estate sta finendo”) e io mi appresto a tornare in Germania, dopo un mese in Italia, con un’abbronzatura che mi guadagnerà l’odio feroce della maggior parte dei miei colleghi e conoscenti. Dopo tutto che cosa c’è di più fastidioso di qualcuno che si presenta a settembre ostentando i segni inequivocabili di un soggiorno balneare che tu non hai potuto fare? Semplice: qualcuno che si vanta del fatto di poter viaggiare spesso, mentre tu resti chiuso in ufficio. Il punto è che io non sono andata in ferie, non ho fatto neppure un giorno di vacanza. Ho lavorato tutti i giorni. Se siete liberi professionisti, ci sono ottime probabilità che anche voi possiate passare una parte consistente dell’anno in viaggio. Lavorare in remoto in giro per il mondo è più semplice di quanto non possa sembrare, ma richiede comunque impegno e organizzazione. Tanto per cominciare, sfatiamo quattro falsi miti sulla figura mitologica del freelancer-viaggiatore.
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Informazioni sull'autore

Angela

Editrice e co-fondatrice dell'agenzia di comunicazioni Fiore & Conti Gbr. Vive e lavora a Berlino

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